Coldiretti Puglia News - Coldiretti Puglia http://www.puglia.coldiretti.it/ Tue, 27 Jun 2017 17:18:38 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.puglia.coldiretti.it/ 60 PSR  BIO: COLDIRETTI PUGLIA, 28MLN PAGAMENTI AGEA BOCCATA OSSIGENO PER 3605 AGRICOLTORI; PUGLIA SUL PODIO + 18% CONSUMI FAMILIARI NEL 2017 Il pagamento di 28 milioni di euro da parte di Agea – secondo Coldiretti Puglia – è una boccata d’ossigeno per 3605 agricoltori pugliesi che hanno presentato domanda di beneficio per la coltivazione biologica (Misura 11) dai produttori partecipanti entro il 15/05/2016 (primo bando), sia per la Sottomisura 11.1, per i pagamenti per la conversione in metodi e pratiche di agricoltura biologica, sia per la 11.2 relativa ai pagamenti per il mantenimento di metodi e pratiche di agricoltura biologica.  La Puglia è una delle 3 regioni più bio d’Italia, con 4815 produttori nel 2016 e una crescita dell’1,3% rispetto all’anno precedente (dati Sinab) e la prima per numero di trasformatori con 1.234 produttori/operatori. In un periodo di contrazione dei consumi, sono addirittura aumentati in Puglia nei primi 5 mesi del 2017 di un ulteriore 18% (dati CIbi, Consorzio Italiano per il Biologico) i consumi familiari di alimenti biologici. “In Puglia si sta assistendo ad un processo di stabilizzazione e normalizzazione – commenta il Presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – rispetto alla diffusione del metodo biologico registrato negli ultimi anni, mentre contestualmente continua l’aumento tendenziale dei consumi, delle ditte di trasformazione e dei servizi connessi alla filiera dell’agricoltura biologica come agriturismi, mense bio, ristoranti e operatori certificati, il tutto pari ad un aumento dell’81 percento”. Le pratiche bio interessano tutti i comparti agricoli: olivo (32%), cereali (22%), vite (6%), frutta (2%). Anche rispetto al segmento dell’acquacoltura biologica 3 impianti sono pugliesi”. La continua richiesta di prodotti freschi e di stagione stimola l’imprenditore biologico a ricercare ulteriori forme di contatto commerciale con il consumatore. I timori dei consumatori, innescati dagli scandali alimentari, si sono tradotti in una seria preoccupazione per la sicurezza alimentare e in una domanda crescente di garanzie di qualità e maggiori informazioni sui metodi di produzione. “Altro punto centrale del nostro progetto sul biologico – continua Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia – è l’attenzione alla sicurezza alimentare nei servizi di ristorazione collettiva, divenuto un preciso dovere degli enti locali (Comuni, Province e Regioni), per cui abbiamo proposto il testo di un DdL regionale. Il settore biologico può diventare uno strumento di valorizzazione e un bacino di approvvigionamento di prodotti di alta qualità al prezzo giusto e un valore aggiunto per gli enti pubblici sensibili alla corretta alimentazione di adulti e bambini”. La grande richiesta dei consumatori di cibo biologico ha portato alla realizzazione nei Mercati di Campagna Amica di spazi destinati alle produzioni agroalimentari biologiche, oltre alle Botteghe Italiane completamente bio e numerosi agriturismo di Campagna Amica che hanno impostato la ristorazione proprio sulle produzioni aziendali bio. Proprio a Villa Castelli (Brindisi) c’è l’unico agriturismo del Sud Italia dotato di una piscina biologica. http://www.puglia.coldiretti.it/psr.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=106955413 Tue, 27 Jun 2017 17:18:38 GMT ETICHETTATURA  GUERRA DEL GRANO: COLDIRETTI PUGLIA, FUORI I NOMI DI CHI IMPORTA GRANO ESTERO La #guerradelgrano di Coldiretti continua senza cedere il passo, contro le importazioni dall’estero che proseguono inarrestabili nei porti pugliesi, creando una violenta turbativa commerciale ai danni degli agricoltori, proprio quando in Puglia si sta raccogliendo grano di ottima qualità e Coldiretti continuerà a chiedere controlli alla forze di polizia e a tenere alti i riflettori su atteggiamenti commerciali inaccettabili per i produttori pugliesi. “Fuori i nomi di chi importa il grano dal Canada, dove viene fatto un uso intensivo del diserbante ‘glifosate’ – denuncia il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – proprio nella fase di pre-raccolta per seccare e garantire artificialmente un livello proteico elevato, uso che in Italia è vietato. La dipendenza del sistema industriale dalle importazioni di grano dall’estero causa la mancata vendita di quello pugliese, oltre al taglio dei prezzi pagati agli agricoltori sotto i costi di produzione. L’anno scorso la ‘scusa’ è stata la bassa qualità del grano pugliese. E quest’anno? La campagna 2017 è ottima, con livelli di proteine fino addirittura al 18%. Non saremo mai sotto coperta e continueremo in solitudine la nostra battaglia a tutela del reddito dei nostri agricoltori e del consumo consapevole degli italiani”. Il via vai di navi nei porti di pugliesi – al momento ce ne sono 2 nel porto di Bari, quella canadese e una francese, e oggi ne arriva una dalla Russia, oltre a quella attraccata nel porto di Manfredonia – alimentano un circolo vizioso che – secondo Coldiretti - adesso provoca la delocalizzazione degli acquisti del grano, ma domani toccherà agli impianti industriali di produzione della pasta, con la perdita di un sistema produttivo che genera ricchezza, occupazione e salvaguardia ambientale. “Un pacco di pasta su cinque prodotto in Italia è fatto con grano coltivato in Canada – incalza il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – e le importazioni  rischiano di essere favorite dall'approvazione dell’accordo CETA tra Unione Europea e Canada, primo esportatore di grano duro in Italia. Gli industriali possono acquistare grano dove più ritengono opportuno farlo, ma devono riportare fedelmente in etichetta l’origine del grano che utilizzano per fare la pasta. Per questo il Decreto sull’etichettatura obbligatoria dell’origine è fondamentale per creare la linea del discrimine tra chi fa spaghetti, maccheroni e orecchiette con grano pugliese e chi con grano canadese, russo o francese. I consumatori devono essere messi nella condizione di scegliere”. L’accordo UE – Canada che dovrà essere ratificato dal Parlamento nazionale e contro il quale la Coldiretti è pronta a scatenare una mobilitazione senza precedenti per scongiurare l’azzeramento strutturale dei dazi, indipendentemente dagli andamenti di mercato. Coldiretti chiede che il Parlamento italiano, assurdamente e stranamente prima tra tutti i Paese Ue a volersi esprimere, non ratifichi l’accordo che comporterebbe l’invasione di grano estero, facendo crollare ancora di più i prezzi del prodotto raccolto in Puglia. Quest’atteggiamento consolidato ha provocato la decimazione delle semine di grano con un crollo del 7,3% per un totale di 100mila ettari coltivati in meno che peseranno sulla produzione di vera pasta italiana nel 2017, oltre che sull’ambiente, sull’economia e sul lavoro delle aree interne. La situazione drammatica è determinata dal crollo dei prezzi pagati agli agricoltori che nella campagna 2016 si sono praticamente dimezzati per effetto delle speculazioni e della concorrenza sleale, tanto che oggi con 5 chili di grano non è possibile neanche acquistare un caffe. http://www.puglia.coldiretti.it/etichettatura.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=106919102 Mon, 26 Jun 2017 15:53:07 GMT AFA  SICCITA': COLDIRETTI PUGLIA, MORSA DEL CALDO SULLE CAMPAGNE PUGLIESI; A FOGGIA SFIORATI I 40° GRADI NECESSARIA IRRIGAZIONE DI SOCCORSO Sarà necessaria l’irrigazione di soccorso per alleviare le coltivazioni pugliesi dall’arsura. Secondo Coldiretti Puglia, in tutte le province i campi stanno risentendo della mancanza di pioggia e dell’afa, dove a Foggia il termometro ha già sfiorato i 40°. “Oltre alle ortive, stanno soffrendo – dice il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele - gli agrumeti a Taranto, i vigneti di uva da tavola e da vino in tutte le province, il pomodoro a Foggia. Se continua così troverà conferma il calo del 30% o più della produzione di olive per carenza di acqua. Gli animali nelle stalle stanno soffrendo, con un calo – per fortuna ancora lieve – della produzione di latte. Per questo, in un quadro pugliese dove l’acqua all’agricoltura viene centellinata, si dovrà a breve prevedere l’irrigazione di soccorso per evitare che risultino vanificati gli investimenti avviati per la campagna agraria di ortaggi e frutta”. Per le mucche il clima ideale è fra i 22 e i 24 gradi, oltre questo limite gli animali mangiano poco, bevono molto e producono meno latte anche se in soccorso in molte stalle sono scattate le contromisure con l’accensione di ventilatori e doccette refrigeranti e l’utilizzazione di integratori specifici a base di sali di potassio nell'alimentazione preparata dagli allevatori che fanno, però, aumentare in misura esponenziale i costi a carico delle imprese. “In Puglia, negli ultimi 40 anni, si è assistito ad un effetto desertificazione preoccupante – incalza il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - con le precipitazioni diminuite paurosamente da 950 mm l’anno a circa 3/400 mm. Gli effetti sull’agricoltura sono evidenti e preoccupanti, dato che i quantitativi di acqua accumulati negli invasi continuano a registrare una progressiva differenza negativa a causa della drastica diminuzione di piogge. La siccità ha attanagliato per mesi il granaio d’Italia delle province di Foggia e Bari, dove si registra a causa della scarsità d’acqua la perdita del 50% della produzione.  Al contempo sono drammatici gli effetti sui campi della tropicalizzazione del clima che azzerano in pochi attimi gli sforzi degli agricoltori che perdono produzione e al contempo subiscono l’aumento dei costi a causa delle necessarie risemine, ulteriori lavorazioni, acquisto di piantine e sementi e utilizzo aggiuntivo di macchinari e carburante. Gli imprenditori si trovano ad affrontare fenomeni controversi, dove in poche ore si alternano eccezionali ondate di maltempo a caldo fuori stagione”.  La Puglia convive ormai – denuncia Coldiretti Puglia - con un vero e proprio paradosso idrico. Da un lato è dilaniata da annosi fenomeni siccitosi, dall’altro è colpita da alluvioni e piogge torrenziali, con l’aggravante che l’acqua non viene riutilizzata a fini irrigui, a causa della carenza e/o mancanza di infrastrutture ad hoc. D’altro canto il clima impazzito, ormai una costante in Puglia, determina la maturazione precoce dei prodotti agricoli come mandorli e peschi in fiore a febbraio, mimose già pronte a dicembre e a gennaio, maturazione contemporanea degli ortaggi in autunno. Il caldo anomalo e le precipitazioni violente – conclude Coldiretti Puglia - rischiano ormai ogni anno di incrinare l’andamento del settore agricolo pugliese. http://www.puglia.coldiretti.it/afa.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=106918929 Mon, 26 Jun 2017 15:49:28 GMT IRRIGAZIONE  SICCITÀ: COLDIRETTI PUGLIA, IN 24 ORE – 1,9MLN METRI CUBI D’ACQUA NEGLI INVASI FOGGIANI; A GIUGNO -76% PIOGGE IN PUGLIA In sole 24 ore, da ieri 25 giugno a oggi 26 giugno, il livello dell’acqua nei 4 invasi foggiani di Occhito, Capacciotti, Capaccio, Osento è sceso di oltre 1,9 milioni di metri d’acqua. Secondo l’elaborazione di Coldiretti Puglia dei dati forniti dal Consorzio di Bonifica della Capitanata, ad oggi il livello di metri cubi d’acqua è pari a 230 milioni di metri cubi d’acqua, contro i 267 dello stesso periodo dell’anno scorso, con un calo di 36,9 milioni.   “La situazione è al momento sotto controllo – dice il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – e il livello delle dighe è costantemente monitorato dal Consorzio di bonifica della Capitanata. La Puglia è ciclicamente attanagliata dal ‘fenomeno siccità’ che obbliga ad un approccio straordinario, immediato e strutturale. La prolungata e ricorrente siccità mette a rischio gli investimenti avviati per l’annata agraria di ortaggi e frutta. Oltre a provocare un forte abbattimento del reddito delle imprese agricole determina un’elevata perdita di economia indotta. Si registra, infatti, una diminuzione secca delle giornate lavorative offerte dall’agricoltura, ma anche una decisa contrazione della spesa a monte e a valle del settore primario. La risposta a gravità così inusitate, sommate a già avanzati processi di salinizzazione delle falde freatiche di interi territori agricoli, non può essere confinata nei normali ed usuali strumenti emergenziali.”. Gli animali nelle stalle stanno soffrendo, con un calo – per fortuna ancora lieve – della produzione di latte. Per questo, in un quadro pugliese dove l’acqua all’agricoltura viene centellinata, si dovrà a breve – aggiunge Coldiretti Puglia - prevedere l’irrigazione di soccorso per evitare che risultino vanificati gli investimenti avviati per la campagna agraria di ortaggi e frutta. Per le mucche il clima ideale è fra i 22 e i 24 gradi, oltre questo limite gli animali mangiano poco, bevono molto e producono meno latte anche se in soccorso in molte stalle sono scattate le contromisure con l’accensione di ventilatori e doccette refrigeranti e l’utilizzazione di integratori specifici a base di sali di potassio nell'alimentazione preparata dagli allevatori che fanno, però, aumentare in misura esponenziale i costi a carico delle imprese. “In Puglia, negli ultimi 40 anni, si è assistito ad un effetto desertificazione preoccupante – incalza il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – e i dati di giugno 2017 confermano il trend allarmante, dato che le piogge sono crollate del 76% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, passando dai 237 millimetri dell’anno scorso ai 57 a giugno 2017 (dati AssoCodiPuglia). Gli effetti sull’agricoltura sono evidenti e preoccupanti, dato che i quantitativi di acqua accumulati negli invasi continuano a registrare una progressiva differenza negativa a causa della drastica diminuzione di piogge. La siccità ha attanagliato per mesi il granaio d’Italia delle province di Foggia e Bari, dove si registra a causa della scarsità d’acqua la perdita del 50% della produzione. Sarà necessaria l’irrigazione di soccorso per alleviare le coltivazioni pugliesi dall’arsura. Oltre alle ortive, soffrono  gli agrumeti a Taranto, i vigneti di uva da tavola e da vino in tutte le province, il pomodoro a Foggia. Se continua così troverà conferma il calo del 30% o più della produzione di olive per carenza di acqua”. Al contempo sono drammatici gli effetti sui campi – denuncia ancora Coldiretti Puglia - della tropicalizzazione del clima che azzera in pochi attimi gli sforzi degli agricoltori che perdono produzione e al contempo subiscono l’aumento dei costi a causa delle necessarie risemine, ulteriori lavorazioni, acquisto di piantine e sementi e utilizzo aggiuntivo di macchinari e carburante. Gli imprenditori si trovano ad affrontare fenomeni controversi, dove in poche ore si alternano eccezionali ondate di maltempo a caldo fuori stagione.  La Puglia convive ormai – denuncia Coldiretti Puglia - con un vero e proprio paradosso idrico. Da un lato è dilaniata da annosi fenomeni siccitosi, dall’altro è colpita da alluvioni e piogge torrenziali, con l’aggravante che l’acqua non viene riutilizzata a fini irrigui, a causa della carenza e/o mancanza di infrastrutture ad hoc. D’altro canto il clima impazzito, ormai una costante in Puglia, determina la maturazione precoce dei prodotti agricoli come mandorli e peschi in fiore a febbraio, mimose già pronte a dicembre e a gennaio, maturazione contemporanea degli ortaggi in autunno. Il caldo anomalo e le precipitazioni violente – conclude Coldiretti Puglia - rischiano ormai ogni anno di incrinare l’andamento del settore agricolo pugliese. http://www.puglia.coldiretti.it/irrigazione.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=106918800 Mon, 26 Jun 2017 15:46:23 GMT CEREALI  GUERRA DEL GRANO: COLDIRETTI FOGGIA, STOP A CHIACCHIERE DA BAR PER FORMAZIONE PREZZI ALLA NON-BORSA MERCI DI FOGGIA SOLO RISCONTRI DOCUMENTALI; SUBITO CUN A FOGGIA “L’osservatorio dei prezzi alla Camera di Commercio di Foggia dovrà d’ora in avanti monitorare le quotazioni del grano avvalendosi esclusivamente di supporti documentali, ovvero di fatture o eventualmente di autodichiarazioni, per cui ovviamente – in caso di falso – scatterà il reato di dichiarazioni mendaci, che dovranno essere esibite da tutti i rappresentanti della filiera, anche dai produttori, in modo che la rilevazione dei prezzi avvenga in maniera oggettiva e realmente trasparente e non attraverso chiacchiere da bar senza valore. Aver messo mani al regolamento è solo uno step utile alla gestione più equilibrata dell’emergenza prezzi del grano duro, in attesa dell’istituzione della CUN (Commissione Unica Nazionale) che per il grano, una delle filiere maggiormente rappresentative, dovrà avere sede necessariamente a Foggia, il ‘granaio d’Italia’”. E’ quanto dichiarato dal Presidente di Coldiretti Foggia, Giuseppe De Filippo, a margine della riunione presso la Camera di Commercio per mettere mani operativamente al Regolamento della Commissione che rileva i prezzi del grano, convocata su richiesta dello stesso De Filippo. L’attività – strumentalmente spacciata per borsistica - delle Camere di Commercio di Milano, Bologna, Roma e Foggia, così com’è stata adottata unilateralmente da commercianti e industriali – secondo Coldiretti Puglia - se non favorisce, agevola il fenomeno speculativo attraverso la scarsa trasparenza nella formazione del prezzo, oppure apportando variazioni nelle quotazioni in assenza di compravendite o utilizzando contratti di scarsa rilevanza economica. Intanto, è entrato in vigore il 20 giugno scorso il decreto MIPAAF n.72 del 31 marzo 2017 che disciplina le modalità applicative per l'istituzione e le sedi delle CUN. “Il taglio dei prezzi pagati agli agricoltori sotto i costi di produzione ha provocato praticamente la decimazione delle semine di grano in Italia – denuncia il Direttore di Coldiretti Foggia, Michele Errico - con un crollo del 7,3% per un totale di 100mila ettari coltivati in meno che peseranno sulla produzione di vera pasta italiana nel 2017, oltre che sull’ambiente, sull’economia e sul lavoro delle aree interne del Paese. Da pochi centesimi al chilo concessi agli agricoltori dipende la sopravvivenza della filiera più rappresentativa del Made in Italy, mentre dal grano alla pasta i prezzi aumentano del 500% e quelli dal grano al pane addirittura del 1400%. Con queste quotazioni non si può sopravvivere e c’è il rischio concreto di alimentare un circolo vizioso che, se adesso provoca la delocalizzazione degli acquisti del grano, domani toccherà gli impianti industriali di produzione della pasta con la perdita di un sistema produttivo che genera ricchezza, occupazione e salvaguardia ambientale”. http://www.puglia.coldiretti.it/cereali.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=106918666 Mon, 26 Jun 2017 15:41:54 GMT SICUREZZA ALIMENTARE  GUERRA DEL GRANO: COLDIRETTI FOGGIA, ASPETTANDO LA CUN METTIAMO MANI AL REGOLAMENTO DELLA NON-BORSA MERCI DELLA CDC DI FOGGIA “La Camera di Commercio di Foggia non ha una borsa merci, ma un osservatorio che rileva i prezzi e non può fissarli – dichiara perentorio il Presidente di Coldiretti Foggia, Giuseppe De Filippo – e per questo, auspicando l’immediata istituzione della CUN a Foggia, dobbiamo mettere mani al Regolamento che disciplina il funzionamento della Commissione prezzi del grano, in modo da avere a riferimento non solo le fatture di commercianti e industriali, ma anche quelle degli agricoltori e pretendere una rilevazione oggettiva del dato, realmente trasparente. Perché l’attività – strumentalmente spacciata per borsistica - delle Camere di Commercio di Milano, Bologna, Roma e Foggia, così com’è stata adottata unilateralmente da commercianti e industriali, se non favorisce, agevola il fenomeno speculativo attraverso la scarsa trasparenza nella formazione del prezzo, oppure apportando variazioni nelle quotazioni in assenza di compravendite o utilizzando contratti di scarsa rilevanza economica”. Intanto,  è entrato in vigore il 20 giugno scorso il decreto MIPAAF n.72 del 31 marzo 2017 che disciplina le modalità applicative per l'istituzione e le sedi delle Commissioni Uniche Nazionali (C.U.N.) per le filiere maggiormente rappresentative del sistema agroalimentare. Si tratta di un passaggio determinante e propedeutico alla istituzione dello sportello della CUN cerealicola che Coldiretti Puglia chiede con forza sia istituita a Foggia. “Il decreto stabilisce che le C.U.N. potranno nei loro compiti – spiega il Direttore di Coldiretti Foggia, Michele Errico - formulare la tendenza di mercato ed i relativi prezzi indicativi dei prodotti agricoli e  agroalimentari, a livello nazionale, che possono essere utilizzati dagli operatori commerciali, quale riferimento  nei contratti di compravendita e di cessione, operazioni che saranno assicurate e verificate dalla Borsa Merci Telematica Italiana. L'istituzione avverrà formalmente attraverso l'emanazione di un decreto del MIPAAF di concerto con il MISE che ne stabilisce la composizione, la sede di svolgimento delle riunioni, il settore di riferimento e le categorie dei prodotti oggetto d'intervento. Una volta istituite le C.U.N, le borse merci dovranno sospendere l'autonoma rilevazione per quelle categorie merceologiche per le quali saranno istituite le C.U.N.. Ciò varrà anche per l’osservatorio prezzi in seno alla Camera di Commercio di Foggia”. http://www.puglia.coldiretti.it/sicurezza-alimentare.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=106752860 Thu, 22 Jun 2017 18:16:14 GMT TUTELA PAESAGGIO  AMBIENTE: COLDIRETTI PUGLIA; CON RIFORMA PARCHI AGRICOLTURA PROTAGONISTA; GOVERNANCE PIÙ ‘PARTECIPATA’ PER PARCO NAZIONALE ALTA MURGIA La legge di riforma in materia di parchi rappresenta una tappa fondamentale per restituire ruolo e reputazione ad organismi in grado di promuovere progetti innovativi basati sulla collaborazione tra imprese e luoghi in vista di uno sviluppo locale sostenibile. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’approvazione da parte dell’aula della Camera del cosiddetto DdL Parchi che reca nuove disposizioni in materia di aree protette, dopo l’ampio esame della Commissione Ambiente, presieduta dall’onorevole Ermete Realacci.  “Auspichiamo un passaggio veloce al Senato dove il testo del DdL è atteso per la terza lettura, per arrivare al più presto all’approvazione definitiva. Le novità introdotte andranno immediatamente declinate sul territorio – commenta il Delegato confederale di Coldiretti Bari, Angelo Corsetti – a partire proprio dal Parco nazionale dell’Alta Murgia, dove le attività agroalimentari possono considerarsi tra quelle di maggiore rilevanza economica dell’area distrettuale murgiana che abbraccia la Puglia e la Basilicata. E’ concentrato nell’area distrettuale pugliese il 31,6% degli addetti alle imprese lattiero-casearie della Puglia e in quella materana il 21,7% di quelli lucani. Lungo la filiera agroalimentare operano 6.298 agricole, 127 di trasformazione, mentre gli addetti sono valutabili in circa 5000 unità, di cui 3000 circa operano nelle fasi agricole, 1000 nella fase industriale e 1000 nella fase terziaria della filiera lattiero-casearia. Si tratta evidentemente di una realtà economica di grande rilevanza – conclude Corsetti - che ha bisogno di essere adeguatamente rappresentata in seno agli organi di gestione del Parco dell’Alta Murgia”. Particolare valore - sottolinea Coldiretti - è da riconoscere alla partecipazione degli agricoltori nei consigli di gestione delle aree protette in vista di superare la marginalità e integrare i parchi nel complessivo sistema istituzionale garantendo il necessario consenso sociale. Soprattutto - precisa la Coldiretti - si afferma l’orgoglio di vivere nei parchi da parte degli agricoltori residenti nella convinzione, fatta propria dalla proposta di legge, che solo un’agricoltura che produce fa bene all’ambiente. “La discussione circa la governance del Parco dell’Alta Murgia – aggiunge Marino Pilati, Direttore di Coldiretti Bari - non può prescindere dalla linea d’indirizzo nazionale che mira a garantire il necessario punto di mediazione tra le attività antropiche, quali agricoltura, pastorizia, allevamenti e le funzioni di tutela e preservazione dell'ambiente. Sono passati 24 anni da quando si iniziò a parlare della istituzione del Parco dell’Alta Murgia e sin da subito Coldiretti chiese con forza che fosse creato uno strumento in ‘equilibrio costruttivo’ con il mondo economico e sociale dell’area, in grado di migliorare realmente la salubrità della vita e dell’ambiente e promuovere, al contempo, le pratiche agrarie caratteristiche dell’area”. Finalmente, trascorsi 25 anni dall’originario testo i parchi hanno anche una precisa missione di scopo – conclude Coldiretti - quella di diventare laboratori di sviluppo della multifunzionalità agricola e di rendere protagoniste le collettività residenti. http://www.puglia.coldiretti.it/tutela-paesaggio.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=106752797 Thu, 22 Jun 2017 18:14:12 GMT AGROPIRATERIA  CRIMINALITÀ: COLDIRETTI PUGLIA, A BARI PALMA NERA PER AGROMAFIE AL DECIMO POSTO DELLA TOP TEN NAZIONALE; SOFISTICATI SOPRATTUTTO OLIO E ORTOFRUTTA Drammatico spaccato sull’illegalità, illustrato in audizione alla "Commissione consiliare speciale di studio e di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia" del Consiglio regionale A Bari in Puglia le fattispecie criminose più significative sono costituite dalla sofisticazione  - soprattutto dell’ortofrutta e dell’olio -  ma si assiste anche ad una escalation di furti nelle campagne di mezzi agricoli, prodotti, fili di rame e tutto quanto inibisce il sano svolgimento dell’attività agricola nelle aree rurali. E’ lo spaccato illustrato da Coldiretti Puglia, nel corso dell’audizione in "Commissione consiliare speciale di studio e di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia" al Consiglio regionale. Richiesti interventi duri, capillari e incisivi contro i fenomeni dilaganti nelle campagne pugliesi. E’ emerso, tra l’altro come il fenomeno delle agromafie, nel corso dei cinque anni considerati, abbia accresciuto la propria intensità in particolar modo in Puglia (Bari: 1,39%; Taranto: 1,30%; Barletta-Andria- Trani: 1,27%). Palma nera alla provincia di Bari, rientrata a pieno titolo nella top ten della graduatoria che fotografa l’intensità del fenomeno delle agromafie nelle province italiane. Si piazza al decimo posto, seguita a ruota da Taranto al 15esimo, la provincia di Barletta-Andria-Trani al 18esimo posto, Lecce al 28esimo, Brindisi e Foggia rispettivamente al 46esimo e 47esimo posto. I ruoli si invertono se ad essere fotografato è l’indice di permeabilità delle agromafie che raggiunge 100 a Foggia, 66,80 a Brindisi, 44,75 nella BAT, 34,56 a Taranto, 30,75 a Bari e, infine, 25,94 a Lecce. “L’olio extravergine di oliva pugliese - dice Gianni Cantele, Presidente di Coldiretti Puglia - è sotto continui attacchi da parte degli agropirati senza scrupoli che 'drogano' il mercato dell'olio extravergine di qualità con un inevitabile danno a carico del territorio, delle imprese e dei consumatori. Oltre ai furti di rame, prodotti e mezzi agricoli, stiamo registrando fenomeni estorsivi, chiaramente evidenziati dai numerosi tendoni e ceppi di uva tagliati. Il fronte dell’illegalità è sempre più ampio e riguarda la proprietà fondiaria, le infrastrutture di servizio all’attività agricola e, non da ultime, le produzioni agricole ed agroalimentari. I reati contro il patrimonio, quali furto di mezzi agricoli (15%), abigeato (11%), furto di prodotti agricoli (13%), racket (9%), usura, danneggiamento, pascolo abusivo, estorsione, rappresentano la “porta di ingresso principale” della malavita organizzata e spicciola nella vita dell’imprenditore e nella regolare conduzione aziendale”. Il volume d'affari complessivo annuale dell'agromafia è salito a 21,8 miliardi di euro con un balzo del 30% nell’ultimo anno. Il rapporto evidenzia che tale stima rimane, con tutta probabilità, ancora largamente approssimativa per difetto, perché restano inevitabilmente fuori i proventi derivanti da operazioni condotte “estero su estero” dalle organizzazioni criminali, gli investimenti effettuati in diverse parti del mondo, le attività speculative poste in essere attraverso la creazione di fondi di investimento operanti nelle diverse piazze finanziarie, il trasferimento formalmente legale di fondi attraverso i money transfer in collaborazione con fiduciarie anonime e la cosiddetta banca di “tramitazione”, che veicola il denaro verso la sua destinazione finale. La filiera del cibo, della sua produzione, trasporto, distribuzione e vendita, ha tutte le caratteristiche necessarie per attirare l’interesse di organizzazioni che via via abbandonano l’abito “militare” per vestire il “doppiopetto” e il “colletto bianco”, come si diceva un tempo, riuscendo così a scoprire e meglio gestire i vantaggi della globalizzazione, delle nuove tecnologie, dell’economia e della finanza 3.0. “Masserie, pozzi e strutture letteralmente depredate, chilometri e chilometri di fili di rame – continua Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia - letteralmente volatilizzati lasciando le imprese senza energia elettrica e possibilità di proseguire nelle quotidiane attività imprenditoriali. Capitolo a parte merita il mercato parallelo di prodotti agricoli provenienti da migliaia di chilometri di distanza, spesso sofisticati, spacciati per prodotti di qualità, quando di qualità non sono, per cui viene illegalmente utilizzato il marchio ‘made in Puglia’, a danno dell’imprenditoria agricola pugliesi e dei consumatori”. Sul fronte della filiera agroalimentare – spiega Coldiretti - le mafie, dopo aver ceduto in appalto ai manovali l’onere di organizzare e gestire il caporalato e altre numerose forme di sfruttamento, condizionano il mercato stabilendo i prezzi dei raccolti, gestendo i trasporti e lo smistamento, il controllo di intere catene di supermercati, l’esportazione del nostro vero o falso Made in Italy, la creazione all’estero di centrali di produzione dell’Italian sounding e la creazione ex novo di reti di smercio al minuto, secondo il quinto Rapporto Coldiretti, Eurispes e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare. Nel 2016 si è registrata un’impennata di fenomeni criminali che colpiscono e indeboliscono il settore agricolo nostrano dove quasi quotidianamente ci sono furti di trattori, falciatrici e altri mezzi agricoli, gasolio, rame, prodotti (dai limoni alle nocciole, dall’olio al vino) e animali con un ritorno prepotente dell’abigeato. Non si tratta più soltanto di “ladri di polli” quanto di veri criminali che organizzano raid capaci di mettere in ginocchio un’azienda, specie se di dimensioni medie o piccole, con furti di interi carichi di olio o frutta, depositi di vino o altri prodotti come file di alveari, intere mandrie o trattori caricati su rimorchi di grandi dimensioni. A questi reati contro l’agricoltura, secondo il Rapporto Coldiretti, Eurispes e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, si affiancano racket, usura, danneggiamento, pascolo abusivo, estorsione nelle campagne mentre nelle città, silenziosamente, i tradizionali fruttivendoli e i nostri fiorai sono quasi completamente scomparsi, sostituiti i primi da egiziani e i secondi da indiani e pakistani che, pur sapendo proferire a stento poche frasi compiute in italiano, controllano ormai gran parte delle rivendite attive sul territorio. http://www.puglia.coldiretti.it/agropirateria.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=106752738 Thu, 22 Jun 2017 18:11:54 GMT SICUREZZA  FAUNA SELVATICA: COLDIRETTI PUGLIA, CINGHIALI E LUPI RADDOPPIATI IN 10 ANNI;  BENE PROPOSTA LEGGE COLMA VUOTO NORMATIVO   “Abbiamo fatto pressing affinché si passasse dalle parole ai fatti sul delicato tema della fauna selvatica che mette a repentaglio l’incolumità pubblica e arreca danni al settore agricolo e le nostre istanze sono state accolte e fatte proprie del Presidente della IV^ Commissione consiliare che ha presentato una proposta di legge ad hoc. Nel giro di dieci anni cinghiali e lupi sono raddoppiati, mettendo a rischio non solo le produzioni agroalimentari e l’assetto idrogeologico del territorio, ma anche la vita stessa di agricoltori e automobilisti, come testimoniato dai frequenti incidenti stradali, anche con feriti gravi. I numeri la dicono lunga sulla necessità di innalzare il livello di allerta e programmare efficaci attività di riequilibrio della fauna selvatica che mette a repentaglio la stessa incolumità delle persone.  Qualora le misure di prevenzione si rilevino inefficaci, dovrà, dunque, essere avviato un efficace controllo faunistico, tramite le attività di contenimento numerico, allontanamento e controllo della fauna selvatica, che si rendono necessarie per il soddisfacimento di un legittimo e primario interesse pubblico, tenendo conto, peraltro, dei principi di efficacia ed economicità delle modalità di attuazione, perseguendo il minimo impatto ecologico”. Così il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, commenta i contenuti della proposta di legge "Norme in materia di danni provocati dalla fauna selvatica, di tutela dell'incolumità pubblica e dell'ordine economico", incardinata presso la II^ Commissione consiliare permanente. “Abbiamo ritenuto utile ed opportuno colmare il vuoto normativo a livello regionale – spiega il Presidente Donato Pentassuglia - stante l'emergenza determinata dall'aumento incontrollato delle specie. La proposta di legge intende promuovere l'utilizzo di tutte le strategie venatorie ammesse dalla legge per una presenza delle specie compatibili con le esigenze ambientali, sociali ed economiche del contesto territoriale, con particolare riferimento alla salvaguardia delle colture agricole e forestali, prevenire i danni, riducendoli progressivamente attraverso la fissazione di soglie massime di danno realistiche, garantire la pubblica incolumità, sia per chi pratica tali forme di caccia che per chi frequenta gli ambienti rurali, mediante la formazione dei soggetti abilitati al prelievo, effettuare le misurazioni biometriche sui capi abbattuti, anche al fine di valutare ogni anno il potenziale riproduttivo della popolazione locale". Gli imprenditori agricoli vivono uno stato di malessere che cresce in misura esponenziale e la preoccupazione aumenta – denuncia Coldiretti Puglia - se si considera la capacità di adattamento di cinghiali e lupi ai cambiamenti ambientali, dato che sono comparsi anche in aeree da cui risultavano assenti da anni e stanno mettendo a rischio la stessa presenza e il lavoro degli agricoltori in molte zone della regione. “In Puglia sono enormi i danni causati dalla fauna selvatica. I cinghiali distruggono le coltivazioni e attaccano gli uomini e gli animali allevati – incalza il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - come anche i lupi e i cani inselvatichiti, gli storni azzerano la produzione di olive e distruggono le piazzole, le lepri divorano letteralmente interi campi di ortaggi, i cormorani mangiano i pesci negli impianti di acquacoltura, con un danno pari ad oltre 11 milioni di euro. Gli agricoltori stanno provvedendo a recintare a proprie spese con costi considerevoli le aziende agricole per difendersi dai cinghiali che distruggono strutture e produzioni. Si tratta di una situazione insostenibile che sta provocando l'abbandono delle aree interne, con problemi sociali, economici e ambientali. Gli imprenditori agricoli, ma anche gli automobilisti, gli autotrasportatori e gli avventori occasionali, stanno segnalando con sempre maggiore frequenza i danni provocati da cinghiali e lupi che vivono e si riproducono principalmente nelle aree naturali protette, ma che inevitabilmente sconfinano e fanno razzia nelle aziende agricole e si riversano sulle strade limitrofe ed in prossimità dei centri abitati”. http://www.puglia.coldiretti.it/sicurezza.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=106752648 Thu, 22 Jun 2017 18:08:45 GMT FRODI  OLIO: COLDIRETTI PUGLIA, -30% PRODUZIONE PER SICCITÀ; PIÙ CONTROLLI CONTRO INVASIONE PRODOTTO ESTERO Campagna di olive e olio 2017 con una previsione del – 30% di produzione in Puglia e del 60% in Italia. Sono i dati emersi a Montalbano di Fasano, dove si è fatto il punto sull’andamento del comparto con rappresentanti dei Carabinieri, dell’Università, della Camera di Commercio di Bari e della Regione Puglia. A maggio 2017 in Puglia le piogge sono diminuite del 49,3% e dal  2012 ad oggi la Puglia registra un preoccupante -  26%, secondo uno studio di Coldiretti Puglia sull’andamento climatico e sui dati pluviometrici 2017. Pesanti le ripercussioni sull’olivicoltura che, davanti a ingenti cali di quantità, è ancora più a rischio frodi e sofisticazioni. “Più di due bottiglie su tre riempite in Italia contengono olio di oliva straniero, ma i consumatori non lo sanno. Gli ottimi risultati dell'attività di contrasto – ha detto il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele - confermano la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie ancora larghe della legislazione con la riforma dei reati in materia agroalimentare.  L'olio è il terzo prodotto pugliese più esportato, per un valore di circa 106 milioni di euro, quasi il 9% dell’export di olio dall’Italia. Essenziale puntare sulla promozione e valorizzazione dell'olio extravergine di oliva con particolare riguardo ad azioni divulgative per favorire la conoscenza delle proprietà nutrizionali e salutistiche degli oli extravergini di qualità e ridare lustro agli oli salentini, la cui immagine è stata ingiustificatamente macchiata dal problema Xylella Fastidiosa che, come speriamo ormai sia noto, non intacca la qualità delle olive e dell’olio, di contro, disseccando gli alberi, ha già determinato un calo produttivo pari al 20% di olive e, quindi, di olio”. Il settore oleario in Puglia conta un fatturato di 522 milioni di euro l’anno. Il tessuto imprenditoriale è rappresentato da 270mila imprese olivicole, pari al 22% delle aziende italiane. Anche gli oli DOP pugliesi registrano il fatturato più alto d’Italia, pari a circa 28 milioni di euro. La Puglia ha ottenuto il riconoscimento comunitario per 5 oli DOP (Denominazione d’Origine Protetta)  al ‘Terra di Bari’, ‘Terra d’Otranto’, ‘Dauno’, ‘Collina di Brindisi’ e ‘Terre Tarentine’ ed una produzione pari a 11 milioni di quintali di olive ed oltre 2,2 milioni di quintali di olio, con un'incidenza della produzione olivicola regionale su quella nazionale pari al 36,6% e al 12% di quella mondiale. “L’olio extravergine di oliva pugliese è sotto continui attacchi da parte degli agropirati senza scrupoli – ha denunciato il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - che 'drogano' il mercato dell'olio extravergine di qualità con un inevitabile danno a carico del territorio, delle imprese e dei consumatori. Va applicata senza se e senza ma la ‘legge salva-olio’, la n. 9 del 2013, ed è necessaria l’accelerazione dell’iter del disegno di legge che reca le “nuove norme in materia di reati agroalimentari”, elaborato dalla commissione presieduta da Gian Carlo Caselli, magistrato e presidente del comitato scientifico dell’osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare. a supporto dell’attività degli organismi di controllo che hanno uno strumento in più per contrastare frodi e sofisticazioni. L'aumento costante del consumo di olio di oliva che nel mondo ha fatto un balzo del 50 per cento negli ultimi 20 anni apre grandi opportunità che il Made in Italy deve saper cogliere e per farlo deve puntare sull'identità, sulla legalità e sulla trasparenza per recuperare credibilità anche all'estero”. Dall’introduzione in etichetta del termine minimo di conservazione di 18 mesi dalla data di imbottigliamento, al riconoscimento di nuovi parametri e metodi di controllo qualitativo, all’estensione del reato di contraffazione di indicazioni geografiche a chi fornisce in etichetta informazioni non veritiere sull’origine, sono solo alcune delle misure previste dal provvedimento. http://www.puglia.coldiretti.it/frodi.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=106752026 Thu, 22 Jun 2017 17:46:50 GMT CONTROLLI  DOMANI 16/6 EXTRAVERGINE DI PUGLIA SENZA IMBROLIO A MONTALBANO DI FASANO Più di due bottiglie su tre riempite in Italia contengono olio di oliva straniero, ma i consumatori non lo sanno. Gli ottimi risultati dell'attività di contrasto – secondo Coldiretti Puglia - confermano la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie ancora larghe della legislazione con la riforma dei reati in materia agroalimentare. Dei dati su importazioni ed esportazioni di olio, delle leggi a tutela del consumatore e delle azioni di promozione si parlerà domani 16 giugno, a Montalbano di Fasano presso Masseria Mozzone, con inizio alle ore 10,30, nel corso del convegno ‘EVO di Puglia senza imbrOLIO’. Tra gli ospiti, Stefano Masini, Responsabile Area Ambiente e Territorio Coldiretti Nazionale, Gianluca Nardone, Direttore Generale Dipartimento Agricoltura Regione Puglia, Marcello Mastrorilli del CREA – Centro Agricoltura Ambiente Bari, Francesco Macario, Ordinario di Diritto Privato Università di Roma, Amedeo De Franceschi, Colonnello Capo 2^ Sezione Sicurezza agroambientale e agroalimentare dei Carabinieri. Chiuderà i lavori Gianni Cantele, Presidente Coldiretti Puglia. http://www.puglia.coldiretti.it/controlli.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=106751980 Thu, 22 Jun 2017 17:45:05 GMT INNOVAZIONE  PSR: COLDIRETTI PUGLIA, SIAMO MESSI PEGGIO DEI TERREMOTATI BLOCCATI 120MLN EURO DA 1 ANNO; BUROCRAZIA FA PIU' DANNI DI UNA CALAMITA'   “In Puglia sul PSR siamo messi peggio delle regioni terremotate. In Umbria e Marche, per esempio, nonostante le difficoltà oggettive causate dal sisma, sono già stati finanziati progetti per l’insediamento dei giovani in agricoltura, bando che in Puglia è stato pubblicato nel luglio 2016 e mai reso operativo. Anche la vicina Basilicata, per rimanere al Sud, è più veloce della Puglia. Da noi sono bloccati da 1 anno oltre 120 milioni di euro per bandi pubblicati e finiti nel cassetto, a dimostrazione che l’opacità della burocrazia continua a fare più danni delle calamità. Al netto delle difficoltà strutturali e strumentali, il ‘così è se vi pare’ del Presidente Emiliano vanifica ogni tentativo di ripartenza e aggiustamento del tiro. Stiamo perdendo competitività e serve un immediato e deciso cambio di passo”. Perentorio il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, a margine della conferenza stampa dell’Assessore Di Gioia e del Presidente Emiliano sul PSR Puglia.   E’ lunga la lista – precisa Coldiretti Puglia – di imprese agricole che hanno anticipato investimenti per l’acquisto di macchinari, strumenti, realizzazione di serre,  prefabbricati, impianti irrigui e che a distanza di un anno non hanno potuto neppure perfezionare le pratiche di finanziamento e chissà quando potranno avere le risorse utili all’innovazione e allo sviluppo. “PSR e mancata semplificazione amministrativa sono le due facce della stessa medaglia – aggiunge il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – perché manifestano sordità della Pubblica Amministrazione verso le necessità delle imprese agricole pugliesi che chiedono meno burocrazia. Lo hanno chiesto anche in occasione del Tour Coldiretti che ha riunito nel 2016 al TeatoTeam oltre 7000 imprenditori agricoli, che hanno espresso chiare aspettative per il futuro, con il 62% percento che ha chiesto con forza proprio la semplificazione amministrativa. La burocrazia fa perdere fino a 100 giorni di lavoro all’anno che vengono sottratte all’attività degli agricoltori in un difficile momento di crisi. Eppure anche il provvedimento ‘azzera burocrazia’, approvato con delibera di Giunta regionale n. 243 nel lontano 18 febbraio del 2013, non è mai divenuto operativo”.   http://www.puglia.coldiretti.it/innovazione.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=106397781 Tue, 13 Jun 2017 19:41:01 GMT ETICHETTATURA  POMODORO: COLDIRETTI FOGGIA, ACCORDO SU PREZZO È SOLO 'ELEMOSINA' PER PRODUTTORI; IMPORT DA CINA NEL 2016 + 43% “Nel 1985 il pomodoro da industria veniva pagato 180 lire. Nel 2017 il prezzo è lo stesso e ciò la dice lunga sull’accordo siglato che è solo ‘elemosina’ per noi agricoltori che per sopravvivere siamo condannati a sovra produrre per recuperare quanto non ci viene riconosciuto in termini di remunerazione. Ovviamente gli industriali continuano a chiedere di ridurre la produzione nazionale perché ritenuta eccessiva, mentre continuano inarrestabili gli sbarchi di pomodoro concentrato dall’estero, un affronto alle nostre produzioni di qualità made in Italy”. E’ il duro commento del Presidente di Coldiretti Foggia, Giuseppe De Filippo, alla firma dell’accordo che fissa il prezzo del pomodoro da industria, confermando le quotazioni dell’anno scorso. Intanto, sono aumentate del 43% le importazioni di concentrato di pomodoro dalla Cina che hanno raggiunto circa 100 milioni di chili nel 2016, pari a circa il 20 per cento della produzione nazionale in pomodoro fresco equivalente, con un balzo record del 22,3% delle importazioni, superiore a quello delle esportazioni (+19,7%). C’è il rischio concreto che il concentrato di pomodoro cinese venga spacciato come Made in Italy sui mercati nazionali ed esteri – sottolinea la Coldiretti - per la mancanza dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza. “Si sta assistendo ad un crescendo di navi che sbarcano fusti di oltre 200 chili di peso con concentrato di pomodoro cinese da rilavorare e confezionare come italiano – denuncia Michele Errico, Direttore di Coldiretti Foggia - poiché nei contenitori al dettaglio è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, non quello di coltivazione del pomodoro. Un commercio che può essere reso trasparente solo attraverso l’obbligo ad indicare in etichetta l’origine degli alimenti che attualmente vale in Italia solo per la passata di pomodoro, ma non per il concentrato o per i sughi pronti. A rischio c’è uno dei settori simbolo del Made in Italy nel mondo a causa della concorrenza sleale del prodotto importato, ma anche la sicurezza alimentare”. Una delle regioni italiane più colpite dal fenomeno del pomodoro clonato risulta proprio la Puglia. La sola provincia di Foggia – rileva Coldiretti Puglia - è leader nel comparto con 3.500 produttori che coltivano mediamente una superficie di 26 mila ettari, per una produzione di 22 milioni di quintali ed una P.L.V. (Produzione Lorda Vendibile) di quasi 175.000.000 euro. Dati ragguardevoli se confrontati al resto d’Italia con i suoi 55 milioni di quintali di produzione e i 95mila ettari di superficie investita: il 40 percento del pomodoro italiano viene proprio dalla Capitanata. A completare il quadro è da precisare che, pur essendo investiti a pomodoro 32mila ettari di superficie in Puglia, la maggior parte degli stabilimenti della trasformazione – in totale 223 – sono fuori regione, in particolare, 134 in Campania e 32 in Emilia Romagna.  E’ evidente, dunque, il danno arrecato alle imprese agricole pugliesi e alle produzioni tipiche e di qualità regionali – aggiunge Coldiretti Puglia - dalle 82.000 tonnellate di concentrato di pomodoro provenienti dalla Cina per produrre salse "italiane”. La Cina - sottolinea la Coldiretti - ha conquistato il primato nel numero di notifiche per prodotti alimentari irregolari perché contaminati dalla presenza di micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge, da parte dell’Unione Europea, secondo una elaborazione della Coldiretti sulla base della Relazione sul sistema di allerta per gli alimenti relativa al 2015. Su un totale di 2967 allarmi per irregolarità segnalate in Europa, ben 386 (15 per cento) - precisa la Coldiretti - hanno riguardato il gigante asiatico. Per la Coldiretti l’etichetta deve riportare obbligatoriamente la provenienza della materia prima impiegata per la frutta e verdura trasformata come i derivati del pomodoro, come chiede peraltro l’84 per cento degli italiani secondo la consultazione pubblica on line sull'etichettatura dei prodotti agroalimentari condotta dal ministero delle Politiche Agricole, che ha coinvolto 26.547 partecipanti sul sito del Mipaaf. Il consiglio della Coldiretti è, comunque ,di preferire i prodotti, concentrato o sughi pronti, che volontariamente indicano sulla confezione l’origine nazionale 100% del pomodoro utilizzato. http://www.puglia.coldiretti.it/etichettatura.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=106396948 Tue, 13 Jun 2017 18:52:46 GMT ACQUA  SICCITA': COLDIRETTI PUGLIA, A MAGGIO - 49,3% PIOGGE ALLARME STRESS IDRICO IN CAMPAGNA A maggio 2017 in Puglia le piogge sono diminuite del 49,3% e dal  2012 ad oggi la Puglia registra un preoccupante -  26%, secondo uno studio di Coldiretti Puglia (fonte dati AssoCoDiPuglia) sull’andamento climatico e sui dati pluviometrici 2017. “In Puglia, negli ultimi 40 anni, si è assistito ad un effetto desertificazione preoccupante – commenta Gianni Cantele, Presidente di Coldiretti Puglia - con le precipitazioni diminuite paurosamente da 950 mm l’anno a circa 3/400 mm. Gli effetti sull’agricoltura sono evidenti e preoccupanti, dato che i quantitativi di acqua accumulati negli invasi continuano a registrare una progressiva differenza negativa a causa della drastica diminuzione di piogge. La siccità ha attanagliato per mesi il granaio d’Italia delle province di Foggia e Bari, dove si registra a causa della scarsità d’acqua la perdita del 50% della produzione.  Al contempo sono drammatici gli effetti sui campi della tropicalizzazione del clima che azzerano in pochi attimi gli sforzi degli agricoltori che perdono produzione e al contempo subiscono l’aumento dei costi a causa delle necessarie risemine, ulteriori lavorazioni, acquisto di piantine e sementi e utilizzo aggiuntivo di macchinari e carburante. Gli imprenditori si trovano ad affrontare fenomeni controversi, dove in poche ore si alternano eccezionali ondate di maltempo a caldo fuori stagione”.  E’ stato potenziato il servizio di assistenza tecnica alle aziende per la difesa delle colture dalle avversità meteoriche e dai parassiti e per il supporto alle scelte operative aziendali. In questo contesto è fondamentale riconoscere agli imprenditori agricoli un ruolo incisivo nella gestione del territorio, dell’ambiente e delle aree rurali. Di fronte al ripetersi di queste situazioni imprevedibili diventa sempre più strategico il ricorso all’assicurazione, quale strumento per la migliore gestione del rischio. “La Puglia convive da sempre con un vero e proprio paradosso idrico. Da un lato – aggiunge il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – è dilaniata da annosi fenomeni siccitosi, dall’altro è colpita da alluvioni e piogge torrenziali, con l’aggravante che l’acqua non viene riutilizzata a fini irrigui, a causa della carenza e/o mancanza di infrastrutture ad hoc. D’altro canto il clima impazzito, ormai una costante in Puglia, determina la maturazione precoce dei prodotti agricoli come mandorli e peschi in fiore a febbraio, mimose già pronte a dicembre e a gennaio, maturazione contemporanea degli ortaggi in autunno. Il caldo anomalo e le precipitazioni violente rischiano ormai ogni anno di incrinare l’andamento del settore agricolo pugliese. L’andamento climatico impazzito, poi, si abbatte su un territorio fragile, dove 232 comuni su 258 (78%) è a rischio idrogeologico con diversa pericolosità idraulica e/o geomorfologica.  Sono 8.098 i cittadini pugliesi esposti a frane e 119.034 quelli esposti ad alluvioni”. I cambiamenti climatici - osserva la Coldiretti - impongono una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla meteorologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio. Servono - conclude la Coldiretti - interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque, campagne di informazione ed educazione sull'uso corretto dell'acqua, un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca e innovazione per lo sviluppo di coltivazioni a basso fabbisogno idrico. http://www.puglia.coldiretti.it/acqua.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=106396695 Tue, 13 Jun 2017 18:42:19 GMT #GUERRADELGRANO  CRISI: COLDIRETTI PUGLIA, AL PORTO DI BARI 1600 CAMION PER SVUOTARE NAVE CON GRANO CANADESE; SUBITO ETICHETTATURA OBBLIGATORIA PASTA Si dovranno incolonnare ben 1600 autoarticolati per svuotare completamente la nave carica di 50mila tonnellate di grano che da Vancouver ha impiegato oltre 40 giorni per raggiungere il porto di Bari. Per questo è scoppiata la #guerradelgrano organizzata da Coldiretti Puglia contro le importazioni continue e incontrollate di grano estero, proprio alla vigilia dall’avvio della raccolta di grano pugliese. Le staffette, partite dall’uscita del porto ‘Varco della Vittoria’, hanno seguito i primi camion carichi di grano estero che hanno raggiunto due stabilimenti a Melfi e a Corato. “E’ necessario accelerare l’iter di entrata in vigore della legge sull’etichettatura obbligatoria del grano usato per fare la pasta – spiega il Presidente di Coldiretti puglia, Gianni Cantele – che risponde alle richieste di 8 italiani su 10 che la ritengono necessaria per smascherare l’inganno del prodotto straniero spacciato per italiano in una situazione in cui un pacco di penne e spaghetti su tre contiene prodotto straniero senza che si sappia. Il “grano giramondo” ha contribuito a far crollare del 48% i prezzi del grano pugliese che continua così ad essere colpito da una speculazione da 145 milioni di euro. A tanto ammontano le perdite subite dagli agricoltori del ‘granaio d’Italia’ per il crollo dei prezzi rispetto allo scorso anno, senza alcun beneficio per i consumatori”.  Da pochi centesimi al chilo concessi agli agricoltori dipende la sopravvivenza della filiera più rappresentativa del Made in Italy mentre - denuncia la Coldiretti - dal grano alla pasta i prezzi aumentano di circa del 500% e quelli dal grano al pane addirittura del 1400%. “In altre parole un pacco di pasta su cinque – denuncia Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia - prodotto in Italia è fatto con grano coltivato in Canada, dove viene fatto un uso intensivo del glifosate proprio nella fase di pre-raccolta per seccare e garantire artificialmente un livello proteico elevato. Le importazioni di grano dal Canada rischiano di essere favorite dall'approvazione dell’accordo CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement) tra Unione Europea e Canada, primo esportatore di grano duro in Italia. Un accordo che dovrà essere ratificato dal Parlamento nazionale e contro il quale la Coldiretti è pronta a scatenare una mobilitazione senza precedenti per scongiurare l’azzeramento strutturale dei dazi indipendentemente dagli andamenti di mercato. In Canada sono usate 99 sostanze attive vietate nell’UE e gran parte di queste sono molecole risalenti agli anni ’70 vietate nell’UE da circa 20 anni.   L’Italia è il principale produttore europeo di grano duro, destinato alla pasta, che assume un’importanza rilevante data l’elevata superficie coltivata, pari a circa 1,3 milioni di ettari per oltre 4,8 milioni di tonnellate di produzione che si concentra nell’Italia meridionale, soprattutto in Puglia e Sicilia che da sole rappresentano il 42% della produzione nazionale. http://www.puglia.coldiretti.it/-guerradelgrano.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=106258624 Fri, 09 Jun 2017 13:08:57 GMT ETICHETTATURA  CRISI: COLDIRETTI PUGLIA, GIA’ CENTINAIA DI AGRICOLTORI CON TRATTORI AL BLITZ AL PORTO DI BARI PER GUERRA GRANO   Centina di agricoltori con i trattori hanno lasciato sin dalle prime luci dell’alba le campagne per partecipare al blitz al porto di Bari, divenuto purtroppo negli ultimi anni il vero ‘granaio d’Italia’, principale varco di accesso del grano straniero da “spacciare” come italiano, perché non è ancora obbligatorio indicarne l’origine nella pasta. E’ quanto afferma Coldiretti Puglia al sit in contro l’arrivo a Bari di una nave proveniente da Vancouver, carica di 50mila tonnellate di grano, alla vigilia dall’inizio ufficiale in tutte le campagne pugliesi della raccolta del grano. Ci vorranno 1600 autoarticolati per svuotare completamente il ‘mostro’ di 256 metri di lunghezza e dall’uscita del porto le staffette organizzate da Coldiretti Puglia seguiranno i camion per conoscere la destinazione finale del grano canadese. La Puglia, che è il principale produttore italiano di grano duro, è paradossalmente – denuncia la Coldiretti - anche quello che ne importa di più, tanto da rappresentare un quarto del totale del valore degli arrivi di prodotti agroalimentari nella regione. “Ci vogliono dieci chili di grano per una coca cola”, “No grano no pane”, “Stop alle speculazioni”, “Il giusto pane quotidiano”, sono alcuni slogan dei manifestanti che denunciano le importazioni massicce e incontrollate di “grano giramondo” che hanno contribuito a far crollare del 48% i prezzi del grano pugliese, colpito da una speculazione da 145 milioni di euro. A tanto ammontano le perdite subite dagli agricoltori del ‘granaio d’Italia’ per il crollo dei prezzi, senza alcun beneficio per i consumatori. Le aziende pugliesi che coltivano grano duro sono diminuite tra il 2000 e il 2010 del 31,5% (una variazione in linea con la media italiana), mentre la SAU ha registrato una contrazione del 16,5% (sia in Italia che in Puglia). Gli agricoltori sono sostenuti nella #guerradelgrano dalle 15 Associazioni dei consumatori dell’Istituto Pugliese per il Consumo Adusbef, Adoc, Acu, Adiconsum, Casa del Consumatore, Cittadinanza Attiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori.   http://www.puglia.coldiretti.it/etichettatura.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=106258554 Fri, 09 Jun 2017 13:05:56 GMT ETICHETTATURA  Domani venerdì 9 giugno 2017, ore 9,00 BLITZ DI MIGLIAIA DI AGRICOLTORI CON I TRATTORI SCOPPIA #LaGuerraDelGrano A Bari all’uscita del porto ‘Varco della Vittoria’   Alla vigilia  dall’inizio ufficiale in tutte le campagne pugliesi della mietitura del grano, scoppia la guerra del grano con gli agricoltori pugliesi che sono costretti a lasciare i campi con i trattori per stringere d’assedio il porto di Bari, dove domani una nave proveniente da Vancouver inizierà a scaricare grano canadese per fare pasta italiana. Il ‘mostro’ lungo 256 metri porta 50mila tonnellate di grano che saranno sottoposte, tra altro, ai controlli delle forze dell’ordine.   Un oltraggio per i produttori pugliesi che non riescono a vendere al giusto prezzo il proprio grano sotto l’attacco delle speculazioni che hanno praticamente dimezzato le quotazioni su valori più bassi di 30 anni fa con la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro e il rischio desertificazione per quasi 2 milioni di ettari, il 15% della superfice agricola nazionale. L’appuntamento della Coldiretti per la mobilitazione a sostegno della coltura più diffusa in Italia è fissato per venerdì 9 giugno 2017, dalle ore 9,00, in Puglia a Bari all’uscita del porto ‘Varco della Vittoria’ dove all’uscita del porto partiranno anche le staffette organizzate da Coldiretti per verificare dove il grano canadese sarà consegnato.   Gli agricoltori saranno sostenuti dalle 15 Associazioni dei consumatori dell’Istituto Puglia per il Consumo Adusbef, Adoc, Acu, Adiconsum, Casa del Consumatore, Cittadinanza Attiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori. Dai grani più antichi recuperati dagli agricoltori, ora a rischio di estinzione, a pasta e pane fatti con il vero grano ‘made in Italy’, sarà presentato a Istituzioni e cittadini il Dossier Coldiretti su “La #guerradelgrano” con i costi delle speculazioni per gli agricoltori e i consumatori e le proposte concrete per salvare la coltivazione ed i rischi che corre l’Italia sul piano ambientale, economico e occupazionale. http://www.puglia.coldiretti.it/etichettatura.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=106235861 Thu, 08 Jun 2017 20:32:45 GMT UE  XYLELLA: COLDIRETTI PUGLIA; BASTA SCARICA BARILE; ITALIA E EUROPA INFETTE PER COLPA DI FRONTIERE UE COLABRODO “Pur riconoscendo i gravi ritardi accumulati in Puglia nella gestione della Xylella fastidiosa, anche per colpa di chi irresponsabilmente continua addirittura a negarne l’esistenza e a ostacolare le misure di contenimento, e la necessità, oltre alla risposta definitiva della Magistratura, che i monitoraggi riprendano immediatamente in maniera capillare, non possono essere sottaciute le gravi responsabilità dell’UE circa la diffusione della malattia causata dalle frontiere colabrodo. La mancanza di efficaci misure di controllo alle frontiere e del doveroso embargo avverso le aree da cui proviene il batterio che sta distruggendo gli ulivi a Lecce, Brindisi e Taranto, come ad esempio il sud America, al fine di bloccare il commercio di materiale vegetale infetto, hanno causato un danno irreparabile all’olivicoltura pugliese. Ora l’UE non può lavarsene le mani come se nulla fosse accaduto e scaricare tutta la colpa sull’Italia, perché è drammatica la conta dei danni sia per il valore inestimabile degli ulivi colpiti perché millenari e centenari e in caso di estirpazione per il valore del soprassuolo distrutto". E’ il commento del Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, alla notizia della bacchettata dell’UE all’Italia. “La Xylella fastidiosa è ormai una malattia europea – aggiunge il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - dato che oltre all’Italia sono stati certificati casi in Francia, Spagna e Germania. La Puglia sta subendo un sistema di regole europee che facilita le importazioni di qualsiasi bene, spesso anche senza le giuste garanzie per i consumatori, mentre rende difficili, per assurdo, le esportazioni. L'aggravante è che i flussi commerciali continuano e l'Ue ha posto l'embargo ai nostri vivai, ma non ha risolto il problema alla fonte, ovvero realizzando i centri di quarantena fitosanitaria all'ingresso dell'Europa. L'UE fa come Ponzio Pilato anche sugli indennizzi da riconoscere agli olivicoltori che hanno subito e dovuto affrontare in solitudine l’aggressione del patogeno da quarantena Xylella fastidiosa e devono fare i conti con ingenti perdite di reddito presenti e future, e se ne lava le mani, rimandando l’intera partita al Governo italiano e alla Regione Puglia”. La diffusione in molti Stati europei del patogeno da quarantena – secondo Coldiretti Puglia - è la prova che non sono state attivate per tempo efficaci misure di rafforzamento dei controlli alle frontiere e non è stato disposto l’embargo avverso le aree da cui proviene il batterio, come ad esempio il sud America e un doveroso periodo di quarantena delle piante provenienti da Paesi extra UE, al fine di bloccare il commercio di materiale vegetale infetto. Pertanto, dall’Olanda possono entrare piante infette, provenienti da ogni parte del mondo, senza che agricoltori e vivaisti potessero cautelarsi. http://www.puglia.coldiretti.it/ue.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=106235798 Thu, 08 Jun 2017 20:30:46 GMT