Coldiretti Puglia News - Coldiretti Puglia http://www.puglia.coldiretti.it/ Wed, 04 Oct 2017 10:20:30 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.puglia.coldiretti.it/ 60 BABY FOOD ALIMENTAZIONE: COLDIRETTI PUGLIA, GIOVEDÌ 5/10 NASCE ALLEANZA TRA PEDIATRI E AGRICOLTORI PER ‘PAPPA GIUSTA’ PER PRIMA INFANZIA Giovedì prossimo, 5 ottobre, alle ore 11,30, presso il salone di Coldiretti Puglia (Via Amendola 205/3), sarà stretto il patto tra agricoltori della rete di Campagna Amica e i medici dell’Associazione Culturale Pediatri che forniranno opportune indicazioni nutrizionali, per arrivare a produrre la ‘pappa giusta’ con pesce, carne, verdure e frutta a Km0, omogeneizzati e pastorizzati adeguatamente. L’attenzione a come si alimentano i bambini è un dovere di tutti, a partire dagli enti locali - Comuni, Province e Regioni - delle istituzioni scolastiche che dovrebbero preferire i prodotti tipici e tradizionali non solo per i pranzi somministrati agli alunni, ma anche per i brevi momenti di ristoro. In quest’ottica l’interesse dei pediatri che intendono consigliare sin dai primi anni di vita dei bambini una corretta alimentazione – continua Coldiretti Puglia - magari indirizzando le mamme verso cibi che siano costruiti il meno possibile ‘in laboratorio’, piuttosto in casa. Per aiutare le famiglie ad alimentare al meglio le giovani generazioni, da anni il Progetto di Educazione alla Campagna Amica ha agevolato l’incontro tra i bambini e i prodotti agricoli ‘fatti’ dagli agricoltori. In Puglia negli ultimi 10 anni sono stati coinvolti nel progetto delle masserie didattiche 90mila bambini e 270 scuole. Secondo il Rapporto Osservasalute 2016 le prevalenze di sovrappeso ed obesità tra i minori aumentano, significativamente, passando dal Nord al Sud del Paese (33,0% al Sud rispetto al 19,7% del Nord-Ovest, al 22,5% del Nord-Est, al 23,8% del Centro e al 24,8% delle Isole), con percentuali particolarmente elevate in Puglia (31,4%). I prodotti tradizionali e tipici rispondono all’esigenza di garantire sicurezza alimentare, tutela ambientale e salvaguardia della storia e del patrimonio di tradizioni del territorio. Da ciò l’impegno della Coldiretti Puglia, attraverso il progetto di Campagna Amica, di offrire ai bambini, agli studenti e alle loro famiglie, agli insegnanti e, più in generale, ai consumatori una visione concreta e reale dell’agricoltura regionale e un serio programma di educazione alimentare. Coldiretti Puglia auspica la piena condivisione del Presidente della Regione Puglia Emiliano e dell’intero Consiglio Regionale sulla delicata questione ancora aperta del DdL sull’uso dei prodotti agricoli regionali nelle mense pubbliche da approvare in Consiglio regionale, che dovrà prevedere stringenti protocolli di controllo di tutte le fasi dalla produzione alla somministrazione. Vanno date risposte serie e concrete – aggiunge Coldiretti Puglia - all’83 per cento dei genitori pugliesi, convinto che le mense dovrebbero offrire cibi più sani anche per educare le nuove generazioni alla sana e corretta alimentazione e tutelare la salute dei bambini. Oggi meno della metà (45%) dei giovani di età compresa tra i 12 e i 19 anni consuma frutta tutti i giorni, come conferma il Rapporto sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza, realizzato da Eurispes in collaborazione con Telefono Azzurro, che per l'occasione ha intervistato oltre cinquemila ragazzi. Ma la stessa indagine – conclude Coldiretti Puglia - rileva che i giovani non consumano frutta solo a tavola con la famiglia, ma in un caso su dieci (9,6%) anche come snack fuori pasto preferendola secondo Eurispes alle merendine (8,2%), alle patatine fritte (6,4%), alla cioccolata e caramelle  (6,2%) anche se la pizza è al top del consumo con il 24,3% delle preferenze, seguita da gelati e yogurt con il 20,8% e infine dai panini con il 16,1%. http://www.puglia.coldiretti.it/baby-food.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=110160879 Wed, 04 Oct 2017 10:20:30 GMT INTEGRAZIONE SOCIALE: COLDIRETTI PUGLIA, BENE OK PROPOSTA LEGGE REGIONALE, COLMA GAP 2 ANNI DA NORMA NAZIONALE “E’ un segnale di attenzione e sensibilità importante il voto unanime della IV Commissione presieduta da Donato Pentassuglia – commenta il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele - che ha approvato il disegno di legge contenente le disposizioni in materia di Agricoltura sociale, primo firmatario Domenico Damascelli. Colma la lacuna di 2 anni dalla storica approvazione della legge nazionale, di cui si aspettano i decreti attuativi, che il Sottosegretario Olivero, ospite al Villaggio Coldiretti allestito al Castello Sforzesco a Milano, ha promesso saranno firmati nelle prossime settimane.  La proposta di legge, che potrà essere migliorata anche grazie all’apporto fattivo del Governo, contribuirà a sviluppare un nuovo modello di welfare, con l’agricoltura protagonista di progetti imprenditoriali dedicati esplicitamente ai soggetti più vulnerabili che devono fare i conti con la cronica carenza dei servizi alla persona. Coldiretti Puglia ha dato il suo contributo attivo per rendere la proposta di legge utile all’inserimento socio-lavorativo di soggetti svantaggiati, disabili e minori in età lavorativa, inseriti in progetti di riabilitazione sociale mediante le risorse materiali e immateriali dell’agricoltura, attraverso le opportunità della multifunzionalità e il grande spirito innovativo e di inclusione sociale dimostrato anche dai giovani imprenditori agricoli”. Intanto, Fondazione Campagna Amica sta seguendo i lavori dell’osservatorio nazionale per l’agricoltura sociale presso il MIPAAF e ha avviato il censimento di aziende agricole e masserie impegnate in tale dinamismo (ai sensi della Legge nazionale 141/2015) e inserite nelle diverse declinazioni della rete Coldiretti per avere un quadro omogeneo sul territorio nazionale e profilare la prima rete nazionale di masserie sociali.   “In Puglia già in prima battuta sono state censite 75 aziende agricole che operano nel sociale – ha continuato il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - e svolgono un ruolo importante nell’ambito della multifunzionalità, accogliendo le fasce più deboli della società nelle aree rurali, una svolta epocale con la quale si riconosce che nei prodotti e nei servizi offerti dall’agricoltura non c’è solo il loro valore intrinseco, ma anche un bene comune per la collettività fatto di tutela ambientale, di difesa della salute, di qualità della vita e di valorizzazione della persona”. Nelle aree rurali come in quelle periurbane - sottolinea la Coldiretti - stanno nascendo esperienze molto diversificate di agricoltura sociale che vanno dal recupero e reinserimento lavorativo di soggetti con problemi di dipendenza (droga e alcool in particolare) all’agricoltura terapeutica (ortoterapia, ippoterapia ecc.), con disabili fisici e psichici di diversa gravità, ma anche il reinserimento sociale e lavorativo di persone emarginate (minori a rischio, disoccupati di lunga durata, ecc.) e l’attività agricola volta al miglioramento del benessere e della socialità (agriasilo, ospitalità per gli anziani, orti sociali, ecc.). Questa diversificazione – precisa la Coldiretti - si palesa con l'innesto di pratiche di agricoltura sociale nelle diverse tipologie di coltivazioni, di allevamento e attività di servizio, quali agriturismo, ristorazione, punti vendita aziendali, fattorie didattiche. http://www.puglia.coldiretti.it/integrazione.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=110089733 Mon, 02 Oct 2017 17:54:40 GMT CONSUMI SALUTE: COLDIRETTI PUGLIA, DA 4 A 8 OTTOBRE V^ SETTIMANA DEL CONSUMATORE; EDUCAZIONE ALIMENTARE PER GRANDI E PICCINI Mai così tanta frutta e verdura è arrivata sulle tavole degli italiani da inizio secolo nel primo semestre 2017, con una netta inversione di tendenza rispetto al passato. Un andamento positivo che riguarda anche gli ortaggi freschi con un +6% favorito anche da nuove modalità di consumo, sospinte anche dalla disponibilità di tecnologie casalinghe low cost, dalle centrifughe agli essiccatori che aiutano a far apprezzare cibi salutari ai più piccoli. Proprio per accompagnare con informazioni utili la svolta salutista sulle tavole dei consumatori nel 2017, Coldiretti Puglia e Campagna Amica collaborano all’organizzazione della V^ edizione della Settimana del Consumatore, dal 4 all’8 ottobre prossimi, promossa da Ministero dello Sviluppo Economico e Regione Puglia. Il programma di eduzione alimentare per grandi e piccini inizierà il 4 ottobre, alle ore 10,00, presso la sala riunioni di Coldiretti Puglia (Via Amendola 205/3), con un focus per formare i consumatori ad una lettura attenta delle etichette dell’olio extravergine di oliva, il principe della dieta mediterranea, a cui parteciperanno le associazioni dei consumatori aderenti all’Istituto Pugliese per il Consumo. Sempre con la partecipazione dell’IPC, si terrà il 5 ottobre, alle ore 11,00, l’incontro tra l’Associazione Culturale Pediatri e gli agricoltori della rete di Campagna Amica per dare il via alla produzione del primo ‘baby food’ a Km0 e ‘restituire’ la ‘pappa giusta’ ai bimbi. Ancora educazione alla Campagna Amica il 6 ottobre, alle ore 10,00, con la messa a dimora delle piantine dell’orto didattico, presso la scuola materna statale L. Ranieri (Bari, Via Caldarola 24), mentre il 7 ottobre spazio agli adulti che parteciperanno al cooking show con gli Agrichef di Campagna Amica e le ‘ricette antispreco’, alle ore 10,30, a Tenuta Chianchizza – (S.S. 16 uscita Monopoli–Conversano). Il fitto programma di attività si chiuderà con il consumo consapevole e i consigli per gli acquisti al Mercato di Campagna Amica su Piazza Ariosto a Lecce, domenica 8 ottobre, dalle ore 9,00 alle ore 13,00. La V^ Settimana del Consumatore rientra nel Programma generale d’intervento 2016 della Regione Puglia realizzato con l’utilizzo dei fondi del Ministero Sviluppo Economico DD 24 febbraio 2016. http://www.puglia.coldiretti.it/consumi.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=110089063 Mon, 02 Oct 2017 17:41:40 GMT GRANO “Il rinvio a data da destinarsi da parte del Senato della ratifica del trattato di libero scambio tra Unione Europea e Canada CETA è il primo risultato di una rivolta popolare, appoggiata dai Comuni pugliesi, dalla Giunta regionale pugliese, dalla quasi totalità del Consiglio regionale e da autorevoli Consorzi delle DOP di Puglia, quali ‘Pane di Altamura’ e ‘Primitivo di Manduria’, uniti contro un accordo sbagliato e pericoloso per l’Italia e per la Puglia. L’accordo tra UE e CANADA prevede l’azzeramento strutturale e totale dei dazi sul grano duro, il prodotto canadese più importato in Italia, e la Puglia sarebbe risultata gravemente danneggiata dalla ratifica, proprio quando finalmente i consumatori potranno beneficiare del risultato della battaglia di Coldiretti per l’etichettatura di origine obbligatoria con l’indicazione del grano usato per produrre la pasta”. E’ il commento di Gianni Cantele, Presidente di Coldiretti Puglia, in riferimento alla scelta doverosa di far slittare in Senato la ratifica del trattato di libero scambio tra Unione Europea e Canada (CETA) sotto il pressing di un'inedita ed importante alleanza tra diverse organizzazioni Coldiretti, Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food International, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch. “L’accordo CETA – continua Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia - mischia le carte e crea confusione tra i consumatori che avrebbero ancora più difficoltà a distinguere prodotti originali da quelli con nomi simili agli originali e di fantasia rievocativi della prestigiosa italianità. Ciò è scorretto, perché non si può sostenere la globalizzazione a spese dell’agricoltura italiana che è basata sul concetto di biodiversità e di glocalizzazione dei territori di produzione. Così come è articolato l’accordo apre al livellamento verso il basso della qualità dei nostri prodotti agricoli”. Per Coldiretti Puglia c’è stata una doverosa presa di coscienza, grazie al pressing durato mesi, rispetto agli impatti economici e sociali del CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement), un impatto devastante sulla coltivazione di grano con il rischio desertificazione di intere aree del Paese e una concorrenza sleale nei confronti degli allevatori italiani, ma anche un rischio per i consumatori ed un precedente pericoloso nei negoziati internazionali. http://www.puglia.coldiretti.it/grano.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=110084138 Mon, 02 Oct 2017 16:30:41 GMT ANZIANI SALUTE: COLDIRETTI PUGLIA, AL SUD LONGEVI GRAZIE A DIETA MEDITERRANEA MA MENO AUTOSUFFICIENTI; CRONICA CARENZA SERVIZI ALLA PERSONA NELLE AREE RURALI E’ al Sud che la longevità aumenta anche grazie alla dieta mediterranea, ma al contempo si registrano più malattie croniche degli anziani, sulla base del report Istat "Anziani: le condizioni di salute in Italia e nell'Unione Europea", dal quale si evidenzia che in Italia la speranza di vita a 65 anni è pari a 18,9 anni per gli uomini e a 22,2 per le donne e si acuisce, secondo Coldiretti Puglia, la cronica carenza dei servizi alla persona, soprattutto nelle aree rurali. “In considerazione delle patologie che affliggono gli anziani in Puglia – commenta il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele - va riconosciuto un sostegno alle famiglie che si fanno carico di accudire in casa gli anziani con disabilità e/o non autosufficienza. E’ evidente l’insostenibilità sociale della situazione a carico dei coltivatori pensionati e delle loro famiglie, sui quali si vanno sempre più scaricando i disservizi e le insufficienze dell’intervento pubblico. Esiste una disparità di trattamenti nelle aree rurali, alla quale si aggiunge la carenza di servizi sociali che rende più complessa la vita degli anziani. In Puglia sono circa 210 mila pensionati dei lavoro autonomo – 63 mila coltivatori diretti, 73 mila artigiani ed altrettanti commercianti - con un’altissima percentuale di pensioni integrate al minimo che stanno vivendo un momento di grande difficoltà, ma che, nonostante tutto, sono impegnati nel presidio territoriale nelle aree rurali dove sono spesso il motore di iniziative ed esperienze culturali e di solidarietà”. Tra gli anziani del Mezzogiorno sono molto più diffuse anche le limitazioni gravi sia motorie (27,7%) che sensoriali (16,5%). “Da qui la necessità di intervenire – dichiara il Presidente regionale della Federpensionati, Angelo Marseglia - per recuperare il potere di acquisto delle pensioni più basse, eliminare ogni forma di discriminazione fra lavoratori dipendenti ed autonomi anche per quanto attiene gli assegni familiari, riconoscere un sostegno per le famiglie che si fanno carico di accudire in casa gli anziani con disabilità e/o non autosufficienza; definire i livelli essenziali di assistenza, potenziare i servizi di prevenzione presso gli ambulatori di medicina generale allo scopo di assicurare, agli anziani a basso reddito, gli accertamenti diagnostici in forma ambulatoriale, con riduzione delle liste di attesa, dei ricoveri in ospedale e della spesa sanitaria”. “Le donne anziane riportano più difficoltà degli uomini, secondo l’Istat, sia nelle attività di cura della persona (14,1% donne contro 7,3% uomini) sia nelle attività domestiche (37,9% donne contro 20,4% uomini). I continui tagli apportati alla spesa sociale – conclude il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti –  la notevole riduzione del Fondo per la non autosufficienza e le addizionali IRPEF stanno scaricando sulle famiglie l’inadeguatezza dei servizi pubblici per gli anziani e per i non autosufficienti e stanno minando la stessa qualità della vita dei nostri pensionati, una risorsa e un patrimonio da salvaguardare”. http://www.puglia.coldiretti.it/anziani.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=110083976 Mon, 02 Oct 2017 16:27:10 GMT PIGIATURA SALUTE: COLDIRETTI PUGLIA, EDUCAZIONE ALIMENTARE E AMBIENTALE NEI MERCATI DI CAMPAGNA AMICA; VENDEMMIA LIVE E CIBO GIUSTO A BARI, LECCE E VIESTE; OBESO IN PUGLIA IL 31,4% DEI MINORI (6-17 ANNI) Una domenica all’insegna dell’educazione alimentare e ambientale per grandi e piccini nei Mercati di Campagna Amica di Lecce, Bari e Vieste. Lezioni di pigiatura in diretta su Piazza Bottazzi a Lecce con i due personal trainer Giuseppe Carrozzo e Luigina Sozzo che hanno coadiuvato i bimbi nella spremitura di uve negroamaro e a Bari con l’uva primitivo sotto la guida di Pietro Convertino, mentre a Vieste i giovani consumatori si sono divertiti salendo su trattori costruiti con simil lego di legno. Sono prove generali del grande Villaggio di Coldiretti e Campagna Amica che accoglierà migliaia di visitatori dal 29 settembre al 1° ottobre a Milano e toccherà 11 città italiane, tra cui Bari. “L’attenzione a come si alimentano i ragazzi al di fuori delle mura domestiche – commenta il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – è un preciso dovere di tutti, a partire dagli enti locali - Comuni, Province e Regioni - delle istituzioni scolastiche che dovrebbero preferire i prodotti tipici e tradizionali non solo per i pranzi somministrati agli alunni, ma anche per i brevi momenti di ristoro, dei pediatri che dovrebbero consigliare, sin dai primi anni di vita dei bambini una corretta alimentazione, magari indirizzando le mamme verso cibi che siano costruiti il meno possibile ‘in laboratorio’, piuttosto in casa. Per aiutare tutto il sistema scolastico e le famiglie ad alimentare al meglio le giovani generazioni, da anni il Progetto di Educazione alla Campagna Amica ha agevolato l’incontro tra i bambini e i prodotti agricoli ‘fatti’ dagli agricoltori. In Puglia negli ultimi 10 anni sono stati coinvolti nel progetto delle masserie didattiche 90mila bambini e 270 scuole. Il nostro obiettivo è ‘culturale’ e consiste nel tentare di cambiare abitudini di consumo sbagliate che si sono diffuse ovunque, formando consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti”. Secondo il Rapporto Osservasalute 2016 Le prevalenze di sovrappeso ed obesità tra i minori aumentano, significativamente, passando dal Nord al Sud del Paese (33,0% al Sud rispetto al 19,7% del Nord-Ovest, al 22,5% del Nord-Est, al 23,8% del Centro e al 24,8% delle Isole), con percentuali particolarmente elevate in Puglia (31,4%). “L’effetto nefasto di una cattiva alimentazione non è solo l’obesità– insiste il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti -  perché il 35% dei tumori, secondo i dati della Lilt, si sviluppa a seguito di una alimentazione scorretta. Ciò dimostra l’importanza prioritaria di formare una vera e propria cultura della ‘buona e sana tavola’, educazione che deve partire necessariamente dall’età scolare per vivere meglio e più a lungo. I prodotti tradizionali e tipici rispondono all’esigenza di garantire sicurezza alimentare, tutela ambientale e salvaguardia della storia e del patrimonio di tradizioni del territorio. Da ciò l’impegno della Coldiretti Puglia, attraverso il progetto di Campagna Amica, di offrire agli studenti e alle loro famiglie, agli insegnanti e, più in generale, ai consumatori una visione concreta e reale dell’agricoltura regionale e un serio programma di educazione alimentare”. Coldiretti Puglia auspica la piena condivisione del Presidente della Regione Puglia Emiliano e dell’intero Consiglio Regionale sulla delicata questione ancora aperta del DdL sull’uso dei prodotti agricoli regionali nelle mense pubbliche da approvare in Consiglio regionale, che dovrà prevedere stringenti protocolli di controllo di tutte le fasi dalla produzione alla somministrazione. Vanno date risposte serie e concrete – aggiunge Coldiretti Puglia - all’83 per cento dei genitori pugliesi, convinto che le mense dovrebbero offrire cibi più sani anche per educare le nuove generazioni alla sana e corretta alimentazione e tutelare la salute dei bambini. Oggi meno della metà (45%) dei giovani di età compresa tra i 12 e i 19 anni consuma frutta tutti i giorni, come conferma il Rapporto sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza, realizzato da Eurispes in collaborazione con Telefono Azzurro, che per l'occasione ha intervistato oltre cinquemila ragazzi. Ma la stessa indagine – conclude Coldiretti Puglia - rileva che i giovani non consumano frutta solo a tavola con la famiglia, ma in un caso su dieci (9,6%) anche come snack fuori pasto preferendola secondo Eurispes alle merendine (8,2%), alle patatine fritte (6,4%), alla cioccolata e caramelle  (6,2%) anche se la pizza è al top del consumo con il 24,3% delle preferenze, seguita da gelati e yogurt con il 20,8% e infine dai panini con il 16,1%. http://www.puglia.coldiretti.it/pigiatura.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=110083891 Mon, 02 Oct 2017 16:25:32 GMT DIDATTICA VINO: COLDIRETTI PUGLIA, DOMANI 24/9 PIGIATURA IN DIRETTA DI GRANDI E PICCINI A BARI E A LECCE; CRESCONO I CONSUMI +3% Grande festa della pigiatura domani 24 settembre 2017, dalle ore 10,00 alle 13,00, nei Mercati di Campagna Amica a Bari su Piazza del Ferrarese e a Lecce su Piazza Bottazzi, dove grandi e piccini metteranno mani e piedi nei tini per schiacciare le uve negroamaro, nero di troia e aglianico e ottenere vino nell’ultimo scorcio di vendemmia. I personal trainer della pigiatura di Campagna Amica coadiuveranno le famiglie nell’attività di pigiatura e guideranno lungo il percorso sensoriale con informazioni su zona di produzione, caratteristiche organolettiche e chimiche e modalità di servizio e abbinamenti dei più famosi vini di Puglia. Secondo quanto rilevato da Ismea e Unione Nazionale Vini, il calo della produzione in Puglia del 30%, con vini e mosti passati da 9.635.925 ettolitri del 2016 ai 6.745.244 del 2017, è stato determinato – dice Coldiretti Puglia - dagli abbassamenti di temperatura di fine aprile che, seguiti da un lungo periodo di alte temperature e siccità. La qualità dell’uva e dei vini bianchi e rosati è considerata ottima. “Assistiamo ad uno storico ritorno del vino sulle tavole dei consumatori – afferma il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – dopo che negli ultimi 50 anni il consumo di vino è sceso da 70 litri pro capite all'anno a 36-37 litri e pareva una discesa inarrestabile con un calo medio dell'1% annuo. I rosati pugliesi fanno registrare una crescita dei consumi superiore al 13%.  Ad oggi  sono 6 le IGP (Indicazioni Geografiche Protette) ‘Tarantino’, ‘Valle d’Itria’, ‘Salento’, ‘Murgia’, ‘Daunia’, ‘Puglia’ e 29 i vini pugliesi DOC (Denominazione di Origine Controllata) che  detengono un valore inestimabile, intrinseco al prodotto agroalimentare ed alla professionalità imprenditoriale, che va salvaguardato a difesa della salute dei consumatori e a caratterizzazione della specificità dei prodotti regionali sul mercato globalizzato. Trova conferma un momento di grande dinamicità per un comparto agricolo considerato il riferimento per vocazione, capacità di raccontare e promuovere al meglio il territorio, innovazione e grande propensione all’internazionalizzazione". L’aumento record degli acquisti delle famiglie è trainato dai vini Doc (+5%), dalle Igp (+4%) e degli spumanti (+6%). E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ismea dalla quale si evidenzia che, dopo aver conquistato bar e ristoranti, si registra complessivamente un balzo del 3% anche tra le mura domestiche, con una profonda svolta verso la qualità  come dimostra il fatto che a calare sono solo gli acquisti di vini comuni (-4%).  “E’ il risultato di un mix vincente di fattori - aggiunge Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia - che partono dalle potenzialità del terroir e delle varietà autoctone, passando – dice Coldiretti Puglia - per le capacità imprenditoriali dei vitivinicoltori pugliesi, alla lungimiranza della politica regionale che negli ultimi 10 anni ha indirizzato risorse importanti sugli investimenti in tecnologia e sulla promozione, ma anche grazie a un ponderoso sistema di controlli che il settore si è dato in Italia – conclude Coldiretti Puglia -  dopo aver toccato il punto più basso che si potesse immaginare con lo scandalo del metanolo. Per questo è bene stigmatizzare che svendere, attraverso operazioni poco chiare, per pochi euro in più l’immagine e il valore di DOC o IGP affermatesi con grandi sacrifici e sforzi da parte di tutti, porta inevitabilmente a un danno collettivo incalcolabile”. La diminuzione dei quantitativi prodotti e la popolarità anche internazionale di eccellenze varietali uniche quali primitivo, negroamaro e nero di troia  - afferma Coldiretti Puglia - il successo di importanti vini a DOP quali il Primitivo di Manduria, il Salice Salentino e il Castel del Monte, per citare i più conosciuti, espongono il comparto a rischio frodi e speculazioni. Prezioso il lavoro di Ispettorato Centrale Repressione Frodi, Nas, Corpo Forestale, affiancati negli ultimi anni dagli organismi di controllo terzo delle DOP e IGP, relativo ai controlli in campo, per la verifica del rispetto delle rese per ettaro sia delle uve fresche che di quelle appassite sulla pianta. http://www.puglia.coldiretti.it/didattica.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=110083822 Mon, 02 Oct 2017 16:23:54 GMT UE  XYLELLA: COLDIRETTI PUGLIA, GOVERNO ITALIANO FACCIA SENTIRE PESO SU ASSE NORD EUROPA; STRALCIARE SENZA INDUGIO PUNTO OSTEGGIATO “L’ennesimo rinvio del Comitato fitosanitario europeo di decisioni vitali per la ripartenza delle attività economiche gravemente compromesse dalla Xylella fastidiosa è un segnale chiaro della debolezza del Governo italiano su una partita che non è certamente di campanile, ma essenziale per il futuro stesso dell’olivicoltura pugliese, settore cardine dell’economia regionale. Lascia l’amaro in bocca la decisione di rinviare ancora al 18 ottobre prossimo la votazione del documento, paradossalmente condiviso su 4 questioni, quali l’autorizzazione all’impianto, la tutela degli alberi monumentali, la commercializzazione di barbatelle e la riduzione delle fasce tampone, solo per la mancata condivisione della movimentazione delle piante da vivaio, perché ritenuta eccessivamente gravosa. L’unica strada percorribile, per evitare che si continui a rimandare la decisione e a rimpallare le responsabilità, è che il Governo italiano, il Ministero dell’Agricoltura e la Regione Puglia chiedano che venga stralciato l’ultimo punto e si proceda alla votazione dei temi già condivisi e approvati, perché sono decisioni per la Puglia assolutamente indifferibili”. E’ il commento del Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, alla notizia dell’ennesimo rinvio della votazione della proposta di modifica della decisione n. 789/2015 sulla Xylella fastidiosa che riaprirebbe al reimpianto. In seguito al dibattitto, i rappresentanti degli Stati membri – rileva Coldiretti Puglia - hanno espresso un parere positivo sulla riduzione delle fasce tampone (attualmente di 10 km) a 5 km (dove si attua l’eradicazione) e a 1km per le zone delimitate, sull’autorizzazione da parte degli Stati membri all’impianto delle piante ospiti (es. olivo) nella zona infetta, con preferenza per le varietà tolleranti o resistenti alla Xylella fastidiosa, sula protezione degli alberi monumentali e sulla La commercializzazione delle barbatelle di vite di tre varietà (Cabernet sauvignon, Negroamaro, Primitivo). “L’asse del Nord Europa, come al solito, ha fatto sentire tutto il suo peso – incalza il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – con Germania e Olanda, Regno Unito, Polonia, Belgio e Danimarca che si sono opposte alla movimentazione di piante da vivaio appartenenti alle piante ospiti, subordinata all’ispezione visiva e al test molecolare, per l’onerosità di tale sistema di controllo. Strana combinazione, a dimostrazione degli interessi lobbystici, che proprio dall’Olanda possano entrare piante infette, provenienti da ogni parte del mondo. E’ bizzarro che la Puglia debba subire oltre al danno anche la beffa proprio sulla movimentazione delle piante da vivaio. Il disseccamento degli ulivi salentini è stato causato anche dall’immobilismo e dai gravissimi e inaccettabili ritardi dell’UE nell’affrontare l’emergenza fitosanitaria e nel porre rimedio alle frontiere colabrodo. E’ evidente che non sono state attivate per tempo efficaci misure di rafforzamento dei controlli alle frontiere e non è stato disposto l’embargo avverso le aree da cui proviene il batterio, come ad esempio il sud America e un doveroso periodo di quarantena delle piante provenienti da Paesi extra UE, al fine di bloccare il commercio di materiale vegetale infetto.  Rischiamo che la Commissione, se l’ostruzionismo seguita ad oltranza, continui a rimandare il voto di tutto il testo, pregiudicando la sopravvivenza del tessuto produttivo salentino”. http://www.puglia.coldiretti.it/ue.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=110083659 Mon, 02 Oct 2017 16:19:09 GMT INNESTI XYLELLA: COLDIRETTI PUGLIA, DISTRUZIONE CAMPO SPERIMENTALE VILE ATTO CRIMINALE; PIENO SOSTEGNO PER CONTINUARE RICERCA “E’ un vile e vergognoso atto criminale che dimostra quanto i 4 anni di Xylella fastidiosa in provincia di Lecce abbiano profondamente minato non solo gli alberi e l’ambiente, ma anche gli animi. Non aver avuto una linea univoca e responsabile sia sul fronte politico che sul fronte della ricerca, ma aver perso tempo e speranze dietro tesi complottiste, battaglie di retroguardia, mutevoli all’occorrenza e atteggiamenti schizofrenici, ha alimentato guerre intestine e atti di ingiustificabile aggressività e violenza. Auspichiamo che le forze dell’ordine facciano subito chiarezza, perché la certosina opera di distruzione degli innesti nel campo sperimentale di Giovanni Melcarne, a cui daremo tutto il sostegno possibile affinché possa continuare il percorso di ricerca condotto a sue totali spese ma di cui, poi, avrebbero beneficiato tutti, non può essere minimizzato alla stregua di un atto vandalico”. E’ il duro commento del Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, alla notizia della distruzione del campo sperimentale di Presicce. Nei campi sperimentali selvaggiamente violati sono stati realizzati cinquemila innesti con circa 270 cultivar allo scopo di validare scientificamente la tecnica di innesto di pianta resistente su pianta secolare affetta da Xylella. La sperimentazione, finanziata dal proprietario dei campi, vede la partecipazione di Istituti di ricerca sotto il coordinamento scientifico dell'IPSP-CNR-BARI, anch'essi in forma volontaria e gratuita. “Sfugge a quale gioco si stia giocando – incalza il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – perché, a differenza delle clamorose dichiarazioni a mezzo stampa di tutti che dicono tutto e il contrario di tutto per salvare il Salento, pare quasi ci sia una regia tesa a non far risorgere questa terra, a voler fermare qualsivoglia iniziativa atta a ridare traiettorie di futuro agli operatori economici che da 4 anni non hanno più reddito. Si continua a disattendere le prescrizioni comunitarie, pur sapendo che è attesa ad ore la decisione del comitato fitosanitario sul reimpianto, si viola la proprietà privata pur di fermare la ricerca, mentre gli olivicoltori salentini testimoniano quotidianamente il desiderio di restare olivicoltori, orgogliosi di esserlo da generazioni”. http://www.puglia.coldiretti.it/innesti.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=109838212 Mon, 25 Sep 2017 16:38:18 GMT SERVIZI ALLA PERSONA LAVORO: COLDIRETTI PUGLIA, 2 ANNI DA LEGGE NAZIONALE AGRICOLTURA SOCIALE ORA NORMA REGIONALE; AL VIA CENSIMENTO “A 2 anni dalla storica approvazione della legge nazionale, è auspicabile che approdi nella massima assise regionale senza indugio la norma regionale sull’agricoltura sociale – ha dichiarato il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti, durante l’audizione della IV Commissione consiliare regionale sulla Proposta di legge "Disposizioni in materia di agricoltura sociale", presentata dal Consigliere Damascelli, testo alla cui stesura Coldiretti Puglia ha collaborato - che potrà far sviluppare un nuovo modello di welfare, con l’agricoltura protagonista di progetti imprenditoriali dedicati esplicitamente ai soggetti più vulnerabili che devono fare i conti con la cronica carenza dei servizi alla persona. Coldiretti Puglia si è fatta promotrice già ad aprile del 2016 di una proposta di legge per l’inserimento socio-lavorativo di soggetti svantaggiati, disabili e minori in età lavorativa, inseriti in progetti di riabilitazione sociale mediante le risorse materiali e immateriali dell’agricoltura, attraverso le opportunità della multifunzionalità e il grande spirito innovativo e di inclusione sociale dimostrato anche dai giovani imprenditori agricoli”. Fondazione Campagna Amica sta seguendo i lavori dell’osservatorio nazionale per l’agricoltura sociale presso il MIPAAF e ha avviato il censimento di aziende agricole e masserie impegnate in tale dinamismo (ai sensi della Legge nazionale 141/2015) e inserite nelle diverse declinazioni della rete Coldiretti per avere un quadro omogeneo sul territorio nazionale e profilare la prima rete nazionale di masserie sociali.  “In Puglia già in prima battuta sono già state censite 75 aziende agricole che operano nel sociale – continua il Direttore Corsetti – e svolgono un ruolo importante nell’ambito della multifunzionalità, accogliendo le fasce più deboli della società nelle aree rurali, una svolta epocale con la quale si riconosce che nei prodotti e nei servizi offerti dall’agricoltura non c’è solo il loro valore intrinseco, ma anche un bene comune per la collettività fatto di tutela ambientale, di difesa della salute, di qualità della vita e di valorizzazione della persona”. Nelle aree rurali come in quelle periurbane - sottolinea la Coldiretti - stanno nascendo esperienze molto diversificate di agricoltura sociale che vanno dal recupero e reinserimento lavorativo di soggetti con problemi di dipendenza (droga e alcool in particolare) all’agricoltura terapeutica (ortoterapia, ippoterapia ecc.), con disabili fisici e psichici di diversa gravità, ma anche il reinserimento sociale e lavorativo di persone emarginate (minori a rischio, disoccupati di lunga durata, ecc.) e l’attività agricola volta al miglioramento del benessere e della socialità (agriasilo, ospitalità per gli anziani, orti sociali, ecc.). Questa diversificazione – precisa la Coldiretti - si palesa con l'innesto di pratiche di agricoltura sociale nelle diverse tipologie di coltivazioni, di allevamento e attività di servizio, quali agriturismo, ristorazione, punti vendita aziendali, fattorie didattiche. http://www.puglia.coldiretti.it/servizi-alla-persona.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=109838097 Mon, 25 Sep 2017 16:36:01 GMT ESPORTAZIONI COMMERCIO ESTERO: COLDIRETTI PUGLIA, RECORD EXPORT AGRICOLTURA PUGLIA + 9%; AL TOP ORTOFRUTTA, VINO E OLIO Record delle esportazioni di prodotti agricoli pugliesi che nel primo semestre del 2017 segnano un + 9%, secondo i dati Istat diffusi dall’Assessore allo Sviluppo Economico Mazzarano. “Numeri stellari dell’ortofrutta pugliese che già nel 2016 – commenta il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele - aveva sfondato la soglia dei 750 milioni di euro di prodotto esportato sui mercati internazionali che in termini di aree geografiche riservano non poche sorprese. Oltre agli stimati 230 milioni di export ortofrutticolo verso la Germania, la Puglia si è imposta in Tunisia, Francia, Polonia, Regno Unito e Svizzera, oltre a Benelux, Scandinavia, Spagna, Albania, Grecia. La Puglia secondo ISMEA è prima in Italia per aziende ortive in piena area (ortaggi non coltivati in serre), seconda dietro la Sicilia per frutteti, terza per i legumi. In particolare ha numeri da record su pesche, uva da tavola e agrumi per quanto riguarda la frutta, mentre nelle produzioni ortive su lattughe, fave, carciofi e pomodori da industria”. Il comparto ortofrutticolo in Puglia interessa il 16% circa della superficie ortofrutticola nazionale. L’analisi dei dati porta a considerare – continua Coldiretti Puglia – quanto il comparto ortofrutticolo si sia specializzato e ciò è dimostrato dal calo del numero di imprese di quasi 700 unità, a cui corrisponde viceversa l’aumento del numero di addetti, addirittura in controtendenza rispetto al dato nazionale. Le produzioni nella maggior parte dei casi sono caratterizzate da un’accuratezza nelle fasi di coltivazione e di raccolta facilmente riscontrabile, che non può permettersi di sostituire la mano dell’uomo con le macchine. “L'olio è il terzo prodotto pugliese più esportato –  continua il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - per un valore di circa 106 milioni di euro, quasi il 9% dell’export di olio dall’Italia. Trend in continua crescita per il vino che offre durante l’anno straordinarie opportunità di lavoro tra quanti sono impegnati direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse, di servizio e nell’indotto che si sono estese negli ambiti più diversi. Grande exploit della Puglia dei rossi, degli spumanti e dei vini rosati che in 3 anni registrano un balzo record del + 122% (fonte UIV), rappresentando il 40% della produzione nazionale con oltre 1 milione di bottiglie l’anno. In sintesi 1 bottiglia su 4 di rosé ‘Made in Italy’ è pugliese. Sempre i rosati fanno registrare una crescita dei consumi superiore al 13%, in controtendenza rispetto al dato generale, secondo il quale negli ultimi 50 anni il consumo di vino è sceso da 70 litri pro capite all’anno a 36-37 litri e la media continua a scendere dell’1% annuo”. Per la prossima campagna olearia ormai alle porte, il rischio è che la penuria di olio pugliese – denuncia Coldiretti Puglia - faccia crescere ulteriormente le importazioni di olio dall’estero. L’olio extravergine di oliva pugliese è sotto continui attacchi da parte degli agropirati senza scrupoli che 'drogano' il mercato dell'olio extravergine di qualità, con un inevitabile danno a carico del territorio, delle imprese e dei consumatori. Più di due bottiglie su tre riempite in Italia contengono olio di oliva straniero, ma i consumatori non lo sanno. Gli ottimi risultati dell'attività di contrasto – conclude Coldiretti Puglia - confermano la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie ancora larghe della legislazione con la riforma dei reati in materia agroalimentare.  http://www.puglia.coldiretti.it/esportazioni.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=109838019 Mon, 25 Sep 2017 16:28:43 GMT TRACCIABILITA'  ETICHETTATURA PASTA E POMODORO SALVA 1/3 AGRICOLTURA PUGLIESE DA FRODI E INGANNI   L’arrivo dell’etichettatura per la pasta e tutte le conserve di pomodoro salva 1/3 dell’agricoltura pugliese dai prodotti agroalimentari importati dall’estero e spacciati per made in Italy, come il grano dal Canada e il concentrato di pomodoro cinese, usati per fare pasta e derivati del pomodoro tricolori. Le produzioni di oltre 380mila ettari sul totale di 1,2 milioni sarà riconoscibile sul mercato dall’etichettatura d’origine. “Nel 2016 sono stati importati dalla Cina 91 milioni di chili di conserve di pomodoro – ha detto il presidente nazionale di Coldiretti, Roberto Moncalvo, intervenendo a Bari al convegno alla Fiera del Levante - che, riportato al fresco, significano attorno al 20% della produzione nazionale, prodotto che viene, poi, spacciato nel mondo come italiano per la mancanza di un sistema di etichettatura di origine obbligatorio, e ciò nonostante provenga da uno dei paesi più insicuri del mondo e irrispettoso degli stessi standard ambientali e sociali adottati nel nostro Paese. L’annuncio del Ministro Martina per arrivare all’obbligo di indicare la provenienza in etichetta è una giusta risposta alla battaglia che da tempo combattiamo”. L’Italia - ricorda la Coldiretti - è il principale produttore europeo di grano duro, destinato alla pasta con 4,8 milioni di tonnellate su una superficie coltivata, pari a circa 1,3 milioni di ettari, ma sono ben 2,3 milioni di tonnellate di grano duro che arrivano dall’estero e di queste oltre la metà per un totale di 1,2 milioni di tonnellate arrivano dal Canada. “Un pacco di pasta su tre è fatto con grano straniero – ha continuato Moncalvo - senza indicazione in etichetta dell’origine che oltre il 96% degli italiani chiedono ed hanno il diritto di conoscere. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto interministeriale che la rende obbligatoria, fortemente sostenuto dalla Coldiretti, ci sarà finalmente trasparenza su un elemento di scelta determinante con l’Italia che si candidata a svolgere un ruolo da apripista nelle politiche comunitarie a sostegno della qualità. Una premessa importante per condurre una battaglia anche a livello internazionale contro l’accordo di libero scambio con il Canada (CETA), da dove arriva più della metà del grano duro straniero coltivato con l’impiego di prodotti chimici come il glifosate in preraccolta vietato in Italia”. Ma il fenomeno delle agromafie è così in crescita che “senza un adeguato apparato di regole penali e di strumenti in grado di rafforzare l’apparato investigativo - ha affermato ancora il presidente della Coldiretti - l’enorme sforzo messo a punto dalla macchina dei controlli apparirà sempre insufficiente” e proprio per questo “bisogna al più presto portare all’esame del Parlamento il testo della Commissione Caselli per la riforma dei reati agroalimentari”, valutando anche l’ipotesi di un decreto-legge. “Per l’alimentare – ha detto ancora Moncalvo – occorre vigilare sul sottocosto e sui prodotti low cost, dietro i quali spesso si nascondono ricette modificate, l’uso di ingredienti di minore qualità se non l’illegalità o lo sfruttamento”, così come per le importazioni “occorre stringere le maglie larghe della legislazione, a partire dall’obbligo generalizzato di indicare in etichetta la provenienza degli alimenti e di rendere pubblici gli elenchi delle aziende che importano da Paesi extracomunitari”. La Commissione ministeriale di studio per l’elaborazione di proposte di intervento sulla riforma dei reati in materia agroalimentare presieduta dall’ex procuratore Gian Carlo Caselli, presidente dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, ha consegnato una proposta normativa di riforma sulla tutela dei prodotti alimentari che si incentra sul consumatore finale e mira ad adeguare un quadro normativo oramai obsoleto. A Bari in Puglia le fattispecie criminose più significative sono costituite dalla sofisticazione  - soprattutto dell’ortofrutta e dell’olio -  ma si assiste anche ad una escalation di furti nelle campagne di mezzi agricoli, prodotti, fili di rame e tutto quanto inibisce il sano svolgimento dell’attività agricola nelle aree rurali. E’ emerso, tra l’altro come il fenomeno delle agromafie, nel corso degli ultimi cinque anni, abbia accresciuto la propria intensità in particolar modo in Puglia (Bari: 1,39%; Taranto: 1,30%; Barletta-Andria- Trani: 1,27%). Palma nera alla provincia di Bari, rientrata a pieno titolo nella top ten della graduatoria che fotografa l’intensità del fenomeno delle agromafie nelle province italiane. Si piazza al decimo posto, seguita a ruota da Taranto al 15esimo, la provincia di Barletta-Andria-Trani al 18esimo posto, Lecce al 28esimo, Brindisi e Foggia rispettivamente al 46esimo e 47esimo posto. I ruoli si invertono se ad essere fotografato è l’indice di permeabilità delle agromafie che raggiunge 100 a Foggia, 66,80 a Brindisi, 44,75 nella BAT, 34,56 a Taranto, 30,75 a Bari e, infine, 25,94 a Lecce. La Puglia è una regione a forte rischio – continua Coldiretti – ed è al terzo posto della classifica nazionale, con un livello di infiltrazione criminale pari all’1,31%, preceduta solo da Calabria (2,55%) e Sicilia (2,08%). Il settore agroalimentare, che ha dimostrato in questi anni non solo di poter resistere alla crisi, ma di poter crescere e rafforzarsi anche in un quadro congiunturale complessivamente difficile, è diventato di conseguenza ancor più appetibile sul piano dell’investimento. La capacità di attrazione dei capitali legali da parte della malavita è ben evidenziata dall’attività della Guardia di Finanza che fa notare come le mafie non limitano la loro attività solo all’accaparramento dei terreni agricoli, ma spaziano in tutto l’indotto, arrivando a operare direttamente nelle attività di trasporto e di stoccaggio della merce, nell’intermediazione commerciale e nella determinazione dei prezzi. Il volume d'affari complessivo annuale dell'agromafia è salito a 21,8 miliardi di euro con un balzo del 30% nell’ultimo anno. Il rapporto evidenzia che tale stima rimane, con tutta probabilità, ancora largamente approssimativa per difetto, perché restano inevitabilmente fuori i proventi derivanti da operazioni condotte “estero su estero” dalle organizzazioni criminali, gli investimenti effettuati in diverse parti del mondo, le attività speculative poste in essere attraverso la creazione di fondi di investimento operanti nelle diverse piazze finanziarie, il trasferimento formalmente legale di fondi attraverso i money transfer in collaborazione con fiduciarie anonime e la cosiddetta banca di “tramitazione”, che veicola il denaro verso la sua destinazione finale. La filiera del cibo, della sua produzione, trasporto, distribuzione e vendita, ha tutte le caratteristiche necessarie per attirare l’interesse di organizzazioni che via via abbandonano l’abito “militare” per vestire il “doppiopetto” e il “colletto bianco”, come si diceva un tempo, riuscendo così a scoprire e meglio gestire i vantaggi della globalizzazione, delle nuove tecnologie, dell’economia e della finanza 3.0. Nel 2016 si è registrata un’impennata di fenomeni criminali che colpiscono e indeboliscono il settore agricolo nostrano dove quasi quotidianamente ci sono furti di trattori, falciatrici e altri mezzi agricoli, gasolio, rame, prodotti (dalle mandorle all’uva, dall’olio al vino) e animali con un ritorno prepotente dell’abigeato. Non si tratta più soltanto di “ladri di polli” quanto di veri criminali che organizzano raid capaci di mettere in ginocchio un’azienda, specie se di dimensioni medie o piccole, con furti di interi carichi di olio o frutta, depositi di vino o altri prodotti come file di alveari, intere mandrie o trattori caricati su rimorchi di grandi dimensioni. “In Puglia sono 6.057 i terreni sequestrati alle mafie – ha denunciato il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – il 20,4% dei 29.689 sparsi in tutta Italia, anche perché il processo di sequestro, confisca e destinazione dei beni di provenienza mafiosa si presenta lungo e confuso, spesso non efficace e sono numerosi i casi in cui i controlli hanno rilevato che alcuni beni, anche confiscati definitivamente, sono di fatto ancora nella disponibilità dei soggetti mafiosi. Così vengono sprecati tra i 20 ed i 25 miliardi di euro per il mancato utilizzo dei beni confiscati sulla base delle stime dall’Istituto nazionale degli amministratori giudiziari (Inag). In Puglia, dunque, vanno inutilmente in fumo tra l’1,9 e i 2,37 miliardi di euro a causa di inadempienze, procedure farraginose, lungaggini burocratiche. I criminali che non vengono sgomberati dagli immobili godono persino del vantaggio di non dover pagare le tasse sul bene, poiché sequestrato. Senza dimenticare che i beni di fatto non riutilizzati, anche quando non sono più direttamente a disposizione dei soggetti mafiosi, comunicano all’esterno il permanere del loro controllo sul territorio. Sarebbero, invece, strumenti di avvio e consolidamento delle attività agricole, gestite da giovani agricoltori e dalle cooperative che si occupano attivamente di agricoltura sociale”. Nei primi 6 mesi del 2016 il Consiglio Direttivo dell’ANBSC (Associazione Nazionale per l’Amministrazione la Destinazione dei Beni sequestrati e Confiscati alla criminalità) ha deliberato la destinazione di 140 terreni, di cui ben il 48% ubicato in Puglia, secondo quanto riportato dal 5° rapporto ‘Agromafie’ di Coldiretti, Osservatorio sulla Criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare ed Eurispes. http://www.puglia.coldiretti.it/tracciabilita-.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=109837967 Mon, 25 Sep 2017 16:26:32 GMT CONTRATTO LAVORO: COLDIRETTI TARANTO, PIU’ FORMAZIONE E COMUNICAZIONE NELLE CAMPAGNE PER SICUREZZA; INTENSIFICARE PATTUGLIAMENTO CONTRO FURTI AREE VOCATE UVA DA TAVOLA E DA VINO “Siamo a disposizione per organizzare più formazione e maggiore comunicazione a beneficio degli imprenditori agricoli e del loro personale – ha commentato il Presidente di Coldiretti Taranto, Alfonso Cavallo - in modo da garantire le corrette condizioni di lavoro. Ancora da risolvere la problematica delle visite mediche, un appesantimento che grava sulle imprese agricole pugliesi. Su richiesta di Coldiretti 2 anni fa erano state impostate delle convenzioni con le ASL territoriali di competenza che avrebbero permesso agli operai di sottoporsi alle visite mediche direttamente presso le aziende sanitarie e Coldiretti sta continuando a lavorare per  concretizzare questa opportunità ancora in discussione, soluzione che potrebbe trovare corpo e sostanza attraverso la collaborazione tra la ASL e l’ente bilaterale”. Intanto, è stato siglato il rinnovo del contratto del lavoro provinciale che “ha visto i sindacati dei lavoratori accogliere responsabilmente – ha spiegato il Direttore di Coldiretti Taranto, Aldo De Sario, nel corso del vertice in Prefettura a Taranto sulla sicurezza nelle campagne - la nostra piattaforma contrattuale, utile a favorire una migliore stabilizzazione occupazionale. In ordine ai risultati del negoziato, lo sforzo profuso in sede di trattativa al fine di creare i necessari spazi di rinnovamento e semplificazione,  oltre ad aver avuto esito positivo, risultano utili al fine dell’allineamento alle effettive necessità delle imprese, pur riconoscendo le legittime istanze alla controparte sindacale per molta parte legate al sistema di protezione sociale dei lavoratori”. Coldiretti Taranto ha anche chiesto più sicurezza per gli imprenditori agricoli, perché i furti sono praticamente quotidiani Oltre alla perdita di reddito, a rischio è la stessa incolumità degli agricoltori che non è certamente un problema trascurabile. Considerata la gravità del fenomeno, nelle aree della provincia di Taranto a forte vocazione agricola con un patrimonio ingente di uva da tavola e uva da vino di particolare pregio, Coldiretti Taranto ha chiesto sul territorio un intervento per il pattugliamento delle aree più sensibili. http://www.puglia.coldiretti.it/contratto.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=109837819 Mon, 25 Sep 2017 16:23:56 GMT MALAVITA  Sala 8 Fiera del Levante, ore 10,00 DOMENICA 10/9 ALLA FIERA DEL LEVANTE IL DOSSIER SU ‘LE MANI DELL'AGROMAFIA NEL PIATTO DEI PUGLIESI’ L’agroalimentare pugliese rappresenta un terreno privilegiato di investimento della malavita con un pericoloso impatto non solo sul tessuto economico, ma anche sulla salute dei cittadini e sull’ambiente. Nel corso del convegno organizzato da Coldiretti Puglia e dall’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare ci sarà un confronto su come ‘Nutrire la legalità per la tutela dei beni comuni’ domenica prossima, 10 settembre 2017, alle ore 10,00, nella sala 8 della Fiera del Levante. Sarà presentato il dossier su ‘Le mani dell'agromafia nel piatto dei pugliesi’. I lavori saranno introdotti dal Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele e coordinati da Andrea Baldanza, consigliere della Corte dei Conti, al quale seguiranno gli interventi di Gian Carlo Caselli, Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, Enrico Scoditti, consigliere della Corte di Cassazione, Leonardo Di Gioia, Assessore Risorse Agroalimentari Regione Puglia, Antonio De Caro, Presidente ANCI. La sintesi sulle attività di contrasto alla criminalità sul territorio regionale sarà del Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Le conclusioni saranno del Presidente Nazionale di Coldiretti, Roberto Moncalvo. http://www.puglia.coldiretti.it/malavita.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=109837903 Mon, 25 Sep 2017 16:22:58 GMT SICUREZZA CRIMINALITÀ: COLDIRETTI BARI, MANDORLE VANNO A RUBA COME GIOIELLI; AGRICOLTORI TRASFORMATI IN VIGILANTES NOTTURNI “Le nostre mandorle vanno letteralmente a ‘ruba’ in campagna – denuncia il Delegato Confederale di Coldiretti Bari, Angelo Corsetti – perché sono poche e di ottima qualità per cui spuntano prezzi che allettano la malavita locale. Non si contano più i furti, soprattutto in provincia di Bari, dove i nostri imprenditori si stanno organizzando in ronde notturne, mettendo a repentaglio la propria incolumità. Chiediamo al Prefetto di Bari di intervenire con tempestività e fermezza. Spesso gli agricoltori devono addirittura anticipare la raccolta dalla prima decade di settembre ad agosto proprio per tentare di contrastare i furti. Nel territorio tra Grumo, Palo e Toritto si tratta di vere e proprie squadre organizzate che agiscono di notte e riescono a portare via fino a 3/4 quintali di mandorle alla volta. A Palo del Colle in poche ore la notte scorsa sono spariti 20 quintali di mandorle dalle campagne di sole 2 aziende agricole. Praticamente non dormono più per presidiare la produzione”. In Puglia le mandorle sono prevalentemente coltivate nelle province di Bari (12.200 Ha, pari al 63% della superficie pugliese coltivata) e Brindisi (4.500 Ha, pari al 23% della superficie pugliese coltivata), rispettivamente con una produzione di 158.500 Q.li (pari al 60% dell'intera produzione pugliese) e 54.000 Q.li (pari al 20% dell'intera produzione pugliese), a seguire le province di Foggia, Taranto e Lecce. Ben il 96% della superficie regionale destinata a frutta in guscio è investita a mandorlo. “E’ un fenomeno che si ripete ormai senza soluzione di continuità da 4 anni – incalza il Direttore di Coldiretti Bari, Marino Pilati – e costringe gli agricoltori a vigilare di notte, perché sono tanti i casi che vengono segnalati quotidianamente. Il danno si aggiunge alla beffa, considerata la violenta grandinata che ad agosto ha letteralmente devastato i campi delle aree rurali di Palo del Colle, Grumo, Toritto, Bitetto, e ancora Molfetta e Terlizzi con gli alberi quasi ‘potati’ dai chicchi di grandine. La raccolta delle mandorle dura per fortuna poche settimane. Siamo, però, molto preoccupati per la prossima raccolta delle olive, perché i nostri imprenditori non possono certamente vivere così per oltre 3 mesi, oltre alla preoccupazione per l’incolumità personale che non è certamente un problema trascurabile”. Attualmente in Puglia è destinata alla coltivazione del mandorlo – rivela Coldiretti Puglia - una superficie pari a 19.428 ettari (pari al 35,05% della superficie nazionale coltivata a mandorlo) che fornisce una produzione totale di 264.670 quintali di mandorle, un terzo del totale nazionale (33%). Tali cifre, collocano la Puglia al secondo posto fra le regioni italiane, dopo la Sicilia. http://www.puglia.coldiretti.it/sicurezza.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=109837860 Mon, 25 Sep 2017 16:20:34 GMT AFA SICCITÀ: COLDIRETTI PUGLIA, NEGLI INVASI 89 MLN DI METRI CUBI D’ACQUA IN MENO; STIMA DEI DANNI SALE A OLTRE 200 MLN EURO Tangibili i danni da siccità, con effetti irreparabili in Puglia, in una estate che si classifica come la quarta più siccitosa di sempre e conquista il posto d‘onore per il caldo con una temperatura media superiore di 2,48 gradi alla media, inferiore solo a quella registrata nel 2003, secondo l’elaborazione di Coldiretti sulla base dei dati Isac Cnr “Negli invasi pugliesi – denuncia il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – mancano all’appello, secondo i dati aggiornati ad oggi 4 settembre del Consorzio di Bonifica di Capitanata, ben 89 milioni di metri cubi d’acqua. La grave crisi idrica ha determinato prima il dimezzamento della produzione di grano, le scottature e l’aumento dei costi di irrigazione degli ortaggi, poi il crollo della produzione di olive, con punte fino al 60% e il calo di oltre il 25 dell’uva da vino. Il rischio è che dopo mesi di afa e siccità, si ribaltino improvvisamente le condizioni climatiche, assestando il colpo di grazia alle colture”. Gli effetti dall’andamento climatico anomalo del 2017 si estendono dal campo alla tavola con il contenimento produttivo di tutti prodotti base della dieta mediterranea con il raccolto di pomodoro per passate, polpe, concentrati e sughi da conserve che – sottolinea la Coldiretti - è stimato in calo del 12% rispetto allo scorso anno, mentre per il grano duro da pasta si prevede una contrazione media attorno al 10%. “E’ salita la stima dei danni – continua il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – perché si stanno aggiungendo via via le gravi ripercussioni sugli olivi e sulla vite, fino a superare al momento i 200 milioni di euro. La Puglia convive da sempre con un vero e proprio paradosso idrico. In particolare sono gli olivi a risultare in ‘coma vegetativo’, perché la prolungata siccità si è associata alle nevicate e gelate del gennaio scorso che hanno evidentemente compromesso lo sviluppo vegetativo. Gli agricoltori stanno investendo migliaia di euro in irrigazione aggiuntiva, senza ottenere alcun risultato. Nel campi coltivati a causa del grande caldo e della crisi idrica per gli agricoltori è sempre più difficile ricorrere all’irrigazione di soccorso per salvare le produzioni, dagli ortaggi alla frutta, dai cereali ai vigneti e gli al fieno per l’alimentazione degli animali per la produzione di latte, con l’allarme siccità che si è ormai esteso ad oltre i 2/3 della superficie agricola con maggiori costi e danni”. D’altro canto il clima impazzito, ormai una costante in Puglia, determina la maturazione precoce dei prodotti agricoli come mandorli e peschi in fiore a febbraio, mimose già pronte a dicembre e a gennaio, maturazione contemporanea degli ortaggi in autunno e brusca variazioni climatiche con ingenti danni in campagna. Disastrosi gli effetti sui campi della tropicalizzazione del clima – aggiunge Coldiretti Puglia – che azzera in pochi attimi gli sforzi degli agricoltori che perdono produzione e al contempo subiscono l’aumento dei costi a causa delle necessarie risemine, ulteriori lavorazioni, acquisto di piantine e sementi e utilizzo aggiuntivo di macchinari e carburante. Gli imprenditori si trovano ad affrontare fenomeni controversi, dove in poche ore si alternano eccezionali ondate di maltempo a caldo fuori stagione. Di fronte al ripetersi di queste situazioni imprevedibili diventa sempre più strategico il ricorso all’assicurazione, quale strumento per la migliore gestione del rischio. E’ stato potenziato il servizio di assistenza tecnica alle aziende per la difesa delle colture dalle avversità meteoriche e per il supporto alle scelte operative aziendali. In questo contesto è fondamentale riconoscere agli imprenditori agricoli un ruolo incisivo nella gestione del territorio, dell’ambiente e delle aree rurali. http://www.puglia.coldiretti.it/afa.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=109837745 Mon, 25 Sep 2017 16:14:24 GMT CALDO AFA: COLDIRETTI PUGLIA, STRAGE DI COZZE A TARANTO; INVASIONE DI PRODOTTO ESTERO DA GRECIA E SPAGNA Il caldo sahariano che ha stretto la Puglia in una morsa che tornerà a stringersi a partire dalle prossime ore, non ha causato danni solo alle colture orticole, alla frutta, al grano e alle olive. Anche il comparto della mitilicoltura è in grande difficoltà, secondo quanto denuncia Coldiretti Puglia, secondo cui la Regione Puglia deve estendere i provvedimenti già formalizzati per le gli altri comparti agricoli. “Le alte temperature degli ultimi mesi – denuncia il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – stanno causando una vera e propria strage, soprattutto di cozze tarantine. Gli operatori hanno denunciato perdite di prodotto tra il 40 ed il 45% fino a raggiungere punte del 70%. L’afa eccezionale ha determinato un innalzamento delle temperature dei mari fino a valori che nelle acque vicino alla costa hanno raggiunto i 35 gradi e l’assoluta mancanza di piogge che tendono a raffreddare le acque del mare ha portato alla fermentazione delle alghe, privando l’acqua di ossigeno e portando alla moria di pesci e molluschi presenti negli impianti”. Ciò si aggiunge alla crisi del settore ittico che si trascina da 30 anni e che ha causato la perdita del 35% dei posti lavoro e la chiusura del 32% delle imprese, una "rotta persa" da tempo dal settore con una governance debole ed incapace di gestire una politica di ripresa. Un mercato, quello del consumo del pesce, che aumenta – continua Coldiretti Puglia - ma sempre più in mano alle importazioni. La produzione ittica derivante dall'attività della pesca è da anni in calo e quella dell'acquacoltura resta stabile, non riuscendo a compensare i vuoti di mercato creati dell'attività tradizionale di cattura. Una rinascita che passa per il mercato, e sulla quale Coldiretti sta cercando di impegnarsi a fondo, facendo partire iniziative che hanno come obiettivo la semplificazione, il mercato e la tracciabilità. “Il mercato è invaso di contro di cozze provenienti da Grecia e Spagna – denuncia il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti -  perché il settore soffre la concorrenza sleale del prodotto importato dall'estero e spacciato come italiano, soprattutto nella ristorazione, grazie all'assenza dell'obbligo di etichettatura dell'origine. Ad oggi, infatti, l'unico strumento per invertire la crescente dipendenza italiana dall'importazione, che ha superato il 76 per cento è rappresentato dall'acquacoltura, che invece viene penalizzata dalla mancanza di certezze e da una grave assenza di norme che ne consentano lo sviluppo". http://www.puglia.coldiretti.it/caldo.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=109837626 Mon, 25 Sep 2017 16:12:22 GMT SICUREZZA CRIMINALITÀ: COLDIRETTI PUGLIA, 6.057 TERRENI IN PUGLIA IN MANO A MAFIE; ASSEGNARE CAMPI SEQUESTRATI A GIOVANI E COOPERATIVE SOCIALI COME VIMINALE FA CON CASE AI SENZATETTO In linea con il piano e le intenzioni del Viminale di assegnare le case sequestrate alle mafie come soluzione abitativa a beneficio dei senzacasa in caso di occupazione abusiva, i terreni agricoli sequestrati alla criminalità organizzata dovrebbero essere assegnati ai giovani e alle cooperative, secondo Coldiretti Puglia, che si occupano attivamente di agricoltura sociale, quali volano di sviluppo economico e integrazione sociale. “In Puglia sono 6.057 i terreni sequestrati alle mafie – dice il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – il 20,4% dei 29.689 sparsi in tutta Italia, anche perché il processo di sequestro, confisca e destinazione dei beni di provenienza mafiosa si presenta lungo e confuso, spesso non efficace e sono numerosi i casi in cui i controlli hanno rilevato che alcuni beni, anche confiscati definitivamente, sono di fatto ancora nella disponibilità dei soggetti mafiosi. Così vengono sprecati tra i 20 ed i 25 miliardi di euro per il mancato utilizzo dei beni confiscati sulla base delle stime dall’Istituto nazionale degli amministratori giudiziari (Inag). In Puglia, dunque, vanno inutilmente in fumo tra l’1,9 e i 2,37 miliardi di euro a causa di inadempienze, procedure farraginose, lungaggini burocratiche. I criminali che non vengono sgomberati dagli immobili godono persino del vantaggio di non dover pagare le tasse sul bene, poiché sequestrato. Senza dimenticare che i beni di fatto non riutilizzati, anche quando non sono più direttamente a disposizione dei soggetti mafiosi, comunicano all’esterno il permanere del loro controllo sul territorio. Sarebbero, invece, strumenti di avvio e consolidamento delle attività agricole, gestite da giovani agricoltori e dalle cooperative che si occupano attivamente di agricoltura sociale”. Nei primi 6 mesi del 2016 il Consiglio Direttivo dell’ANBSC (Associazione Nazionale per l’Amministrazione la Destinazione dei Beni sequestrati e Confiscati alla criminalità) ha deliberato la destinazione di 140 terreni, di cui ben il 48% ubicato in Puglia, secondo quanto riportato dal 5° rapporto ‘Agromafie’ di Coldiretti, Osservatorio sulla Criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare ed Eurispes. “La Puglia è una regione a forte rischio – continua il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – ed è al terzo posto della classifica nazionale, con un livello di infiltrazione criminale pari all’1,31%, preceduta solo da Calabria (2,55%) e Sicilia (2,08%). Il settore agroalimentare, che ha dimostrato in questi anni non solo di poter resistere alla crisi, ma di poter crescere e rafforzarsi anche in un quadro congiunturale complessivamente difficile, è diventato di conseguenza ancor più appetibile sul piano dell’investimento. La capacità di attrazione dei capitali legali da parte della malavita è ben evidenziata dall’attività della Guardia di Finanza che fa notare come le mafie non limitano la loro attività solo all’accaparramento dei terreni agricoli, ma spaziano in tutto l’indotto, arrivando a operare direttamente nelle attività di trasporto e di stoccaggio della merce, nell’intermediazione commerciale e nella determinazione dei prezzi”. Il fronte dell’illegalità è sempre più ampio in Puglia e riguarda la proprietà fondiaria, le infrastrutture di servizio all’attività agricola e, non da ultime, le produzioni agricole ed agroalimentari. I reati contro il patrimonio (furto, abigeato, usura, danneggiamento, pascolo abusivo, estorsione, ecc) rappresentano – denuncia Coldiretti Puglia - la “porta di ingresso principale” della malavita organizzata e spicciola nella vita dell’imprenditore e nella regolare conduzione aziendale. Al vertice della piramide criminale si colloca, e non potrebbe essere diversamente, il mix di reati e di situazioni di illegalità strisciante che maggiormente devastano e destabilizzano la sana imprenditoria agricola ed agroalimentare  della Puglia.   Masserie, pozzi e strutture letteralmente depredate, chilometri e chilometri di fili di rame, letteralmente volatilizzati lasciando le imprese senza energia elettrica e possibilità di proseguire nelle quotidiane attività imprenditoriali. Capitolo a parte merita – conclude Coldiretti Puglia - il  mercato parallelo di prodotti agricoli provenienti da migliaia di chilometri di distanza, spesso sofisticati, spacciati per prodotti di qualità, quando di qualità non sono, per cui viene illegalmente utilizzato il marchio ‘made in Puglia’, a danno dell’imprenditoria agricola pugliesi e dei consumatori. http://www.puglia.coldiretti.it/sicurezza.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=109837720 Mon, 25 Sep 2017 16:11:43 GMT