Coldiretti Puglia News - Coldiretti Puglia http://www.puglia.coldiretti.it/ Fri, 01 Dec 2017 18:29:01 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.puglia.coldiretti.it/ 60 FITOPATOLOGIA XYLELLA: COLDIRETTI PUGLIA, UE NON FACCIA COME PONZIO PILATO; TAVOLO REGIONALE PERMANENTE PER COORDINAMENTO E COMUNICAZIONE STRATEGIE “Posto che le responsabilità dei ritardi sulla Xylella fastidiosa sono a 360 gradi e finalmente pare ci sia la presa d’atto della gravità della situazione, serve un tavolo regionale permanente che si occupi di coordinare attività di prevenzione, contrasto e comunicazione, e che dia risposte concrete al mondo olivicolo sul futuro dopo gli abbattimenti. A livello nazionale è necessario che vengano adottate norme straordinarie urgenti che superino le lungaggini e le strettoie normative che finora hanno di fatto impedito alla Regione Puglia di procedere in molte aree agli abbattimenti stessi. Pur condividendo la posizione di Andriukaitis, l’UE non può fare come Ponzio Pilato sugli indennizzi da riconoscere agli olivicoltori che hanno subito e dovuto affrontare in solitudine l’aggressione del patogeno da quarantena Xylella Fastidiosa e devono fare i conti con ingenti perdite di reddito presenti e future. Perchè è drammatica la conta dei danni sia per il valore inestimabile degli ulivi colpiti perché millenari e centenari e in caso di estirpazione per il valore del soprassuolo distrutto". E’ il commento del Presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, alla dichiarazione del commissario Ue alla salute Vytenis Andriukaitis, al termine della riunione di alto livello sulla Xylella a Parigi che ha evocato conseguenze "disastrose" che il patogeno si propaghi a nord se non si darà seguito ad un serio programma di abbattimenti. “L’UE ha gravi responsabilità – incalza il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - circa gli inaccettabili ritardi nell’affrontare l’emergenza fitosanitaria causata dalle frontiere colabrodo. La mancanza di efficaci misure di controllo alle frontiere e del doveroso embargo avverso le aree da cui proviene il batterio che sta distruggendo gli ulivi salentini, come ad esempio il sud America al fine di bloccare il commercio di materiale vegetale infetto, hanno causato un danno irreparabile all’olivicoltura salentina. Ora l’UE non può lavarsene le mani come se nulla fosse accaduto, anche perché finora molto ha fatto per la ricerca, ma non ha ancora neppure ipotizzato concrete misure di sostegno ai territori colpiti”. Le aziende agricole salentine sono per il 92% dedite alla coltivazione dell’olivo, che occupa il 60% della SAU provinciale. Le piante di olivo presenti sono quasi 11milioni, prevalentemente delle cultivar Cellina di Nardò, Ogliarola Salentina, Leccino e Pizzuta, mentre è piuttosto bassa la presenza della cultivar Coratina. La gran parte delle aziende olivicole salentine, oltre 51mila unità (il 77% del totale), sono specializzate nella coltivazione dell’olivo, ossia ricavano da questa coltura più di due 2/3 del proprio reddito. Queste aziende detengono circa 92mila ettari di superficie, pari al 95% della SAU olivicola provinciale. http://www.puglia.coldiretti.it/fitopatologia.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112575634 Fri, 01 Dec 2017 18:29:01 GMT TEMPO CLIMA: COLDIRETTI BARI, METEO BIZZARRO E SPUNTANO LE PRIME CILIEGIE A CONVERSANO; EFFETTI NEGATIVI SU PIL AGRICOLO Il clima bizzarro in Puglia non smette di riservare soprese agli stessi agricoltori che per la prima volta – segnala Coldiretti Bari – il 1° dicembre vedono spuntare le ciliegie sugli alberi. “Accade a Conversano, dove il clima impazzito, ormai una costante in Puglia – denuncia Angelo Corsetti, Delegato Confederale di Coldiretti Bari - determina la maturazione precoce dei prodotti agricoli come mandorli e peschi in fiore a febbraio, mimose già pronte a dicembre e a gennaio, maturazione contemporanea degli ortaggi in autunno e brusca variazioni climatiche con ingenti danni in campagna. Sono disastrosi gli effetti sui campi della tropicalizzazione del clima che azzera in pochi attimi gli sforzi degli agricoltori che perdono produzione e al contempo subiscono l’aumento dei costi a causa delle necessarie risemine, ulteriori lavorazioni, acquisto di piantine e sementi e utilizzo aggiuntivo di macchinari e carburante. Per queste ragioni si registra la revisione al ribasso del PIl in agricoltura che è l’unico settore a fare segnare una riduzione del valore aggiunto che fa segnare nei campi un brusco crollo del 6,7% rispetto allo scorso anno a causa del clima impazzito che ha avuto effetti devastanti nelle campagne con una storica siccità su cui si sono abbattuti violenti nubifragi a macchia di leopardo con danni ingenti nei campi. In questa situazione di difficoltà, si sono inserite anche manovre speculative per sottopagare i prodotti agli agricoltori con effetti sul valore aggiunto agricolo”. “Gli imprenditori si trovano ad affrontare fenomeni controversi, dove in poche ore – aggiunge il Delegato Territoriale, Vito Amendolara - si alternano eccezionali ondate di maltempo a caldo fuori stagione. Di fronte al ripetersi di queste situazioni imprevedibili diventa sempre più strategico il ricorso all’assicurazione, quale strumento per la migliore gestione del rischio. E’ stato potenziato il servizio di assistenza tecnica alle aziende per la difesa delle colture dalle avversità meteoriche e per il supporto alle scelte operative aziendali. In questo contesto è fondamentale riconoscere agli imprenditori agricoli un ruolo incisivo nella gestione del territorio, dell’ambiente e delle aree rurali”. http://www.puglia.coldiretti.it/tempo.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112575521 Fri, 01 Dec 2017 18:24:44 GMT TRACCIABILITA' GRANO: ACCORDO QUADRO COLDIRETTI/DIVELLA; 'LA FILIERA DEL DURO SI CONSOLIDA' PER LA PASTA MADE IN ITALY Stretto l’accordo di filiera tra il pastificio Divella, azienda leader del settore in Italia, Coldiretti Puglia e Consorzio agrario del Centro Sud, grazie al quale è stato fissato un prezzo del grano duro realmente remunerativo e sono state gettate le fondamenta per un percorso di qualità che porti sulle tavole degli italiani la pasta 100% ‘made in Puglia’. L’accordo prevede l’acquisto di una prima partita di 30mila tonnellate di grano duro dalla provincia di Foggia e Bari al prezzo minimo di euro 28 al quintale, con una premialità per grani che superino la percentuale in proteine pari a 14,5. Se l’andamento di mercato dovesse far lievitare i prezzi oltre i 28 euro al quintale, comunque la Divella riconoscerà valori più alti in linea con i mercuriali. “L'origine del grano è divenuta elemento obbligatorio sulle etichette di pane e pasta – commenta con soddisfazione il Presidente di Coldiretti Foggia, Giuseppe De Filippo – e la scelta del Tar di respingere l'istanza di sospensione del decreto ha accolto le richieste dell’81% degli italiani che chiedono maggiore trasparenza su quel che portano in tavola. Fare pasta con grano 100% italiano evidentemente si può, come ampiamente testimoniato dalla concreta volontà espressa dal gruppo Divella e dalla proliferazione di marchi che fanno pasta con grano 100% italiano. Parliamo di un percorso iniziato nei primi anni della crisi sotto la spinta dell’iniziativa del progetto di Filiera Agricola Italiana (FAI) che si è esteso ad alcune catene della grande distribuzione, ai marchi più prestigiosi quali Ghigi, Valle del grano Jolly Sgambaro, Granoro, Armando, fino all’annuncio del marchio napoletano “Voiello” del Gruppo Barilla che ora vende solo pasta fatta da grano italiano al 100% di varietà “aureo””. Nella sola provincia di Foggia la superficie coltivata a frumento duro è pari a 240.000 ettari e una produzione media di grano duro di 7.200.000 quintali. Da pochi centesimi al chilo concessi agli agricoltori dipende la sopravvivenza della filiera più rappresentativa del Made in Italy, mentre dal grano alla pasta i prezzi aumentano di circa del 500% e quelli dal grano al pane addirittura del 1400%. “L’accordo è partito in fase sperimentale già nella scorsa campagna cerealicola – aggiunge il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – e il prezzo riconosciuto ha raggiunto in media i 30 euro al quintale, in controtendenza con l’andamento del mercato in assoluto ribasso. Al contempo gli agricoltori, tecnicamente sostenuti, hanno garantito un livello qualitativo elevato, a dimostrazione che fare grano di qualità in Puglia è una certezza. L’accordo con Divella rientra nella nuova forma di rappresentanza in cui Coldiretti, sempre più sindacato imprenditoriale di filiera, insieme a campioni industriali nazionali dei rispettivi settori, compresi i mezzi tecnici per l’agricoltura e la tecnologia avanzata per la trasformazione alimentare, sono uniti per la realizzazione di accordi economici e commitment concreti finalizzati ad assicurare la massima valorizzazione della produzione agricola nazionale anche attraverso la realizzazione di contratti di filiera”.  A pesare negli ultimi anni sono state le importazioni in chiave speculativa – continua Coldiretti Puglia - che si concentrano nel periodo a ridosso della raccolta e influenzano i prezzi. “Oltre all’etichettatura obbligatoria della pasta, del pane e dei prodotti da forno in genere, traguardo importante parzialmente bancato – conclude Marino Pilati, Direttore di Coldiretti Foggia - chiediamo il blocco delle importazioni a dazio 0 e il 100% dei controlli sul grano importato, la moratoria bancaria ed interventi finanziari per le imprese cerealicole, l’attivazione immediata della CUN nazionale cerealicola con base logistica a Foggia, il granaio d’Italia, e sostegni pubblici solo alle imprese che lavorano grano italiano”.   http://www.puglia.coldiretti.it/tracciabilita-.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112575485 Fri, 01 Dec 2017 18:23:19 GMT GRANO GIOVEDÌ 30/11 'LA FILIERA DEL DURO SI CONSOLIDA' PER LA PASTA MADE IN ITALY, CONFERENZA STAMPA A FOGGIA Sarà presentato a Foggia giovedì 30 novembre 2017, alle ore 10,00, presso la sede di Coldiretti Foggia (Via S. Alfonso dé Liguori, 125) il nuovo contratto di filiera per il grano duro. E’ un ulteriore tassello che rinforza l’alleanza tra l’agricoltura e l’industria alimentare d’eccellenza che hanno intrapreso un percorso comune per difendere, sostenere e valorizzare il Made in Italy. Saranno presentati i dati sull’andamento dell’ultima campagna cerealicola, su superfici e quantità di frumento prodotte in provincia di Foggia. Alla conferenza stampa prenderanno parte Fabio Colonna del Consorzio Agrario del Centro Sud, Direttore e Presidente di Coldiretti Foggia, Marino Pilati e Giuseppe De Filippo, il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti e Francesco Divella, patron dell’omonimo pastificio. http://www.puglia.coldiretti.it/grano.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112575426 Fri, 01 Dec 2017 18:21:35 GMT OLIO CRIMINALITÀ: COLDIRETTI PUGLIA, ASSALTO AL TIR PER RUBARE 30 TONNELLATE OLIVE; CLIMA DA FAR WEST IN AREE RURALI PUGLIESI “Il clima da far west che si respira nelle campagne pugliesi non accenna a placarsi – denuncia il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – e l’ennesimo episodio avvenuto a Foggia ne è una dimostrazione. Il plauso va alla Polizia di Stato di Foggia che ha recuperato 30 tonnellate di olive per un valore di 100mila euro, trasportato da un tir che è stato speronato da banditi armati.  I mandanti dei gruppi criminali sono italiani, anche se spesso si avvalgono di ‘manodopera’ straniera. Stanno letteralmente depredando gli oliveti del barese, tarantino e del foggiano. In 2/3 minuti riescono a portare via oltre 30 kg di olive ad albero, battendo gli ulivi con mazze anche di ferro per far crollare il maggior numero di prodotto, danneggiando al contempo le piante. Le squadre di malfattori trascinano le reti sotto gli olivi a mano a mano che i complici percuotono i rami, per raccogliere il maggiore numero possibile di olive in caduta. Gli agricoltori, ormai per il terzo anno consecutivo, sono vittime di un fenomeno che si sta consolidando e aggravando nel tempo”. La settimana scorsa a Bitonto sono stati tagliati 18 ulivi secolari dalla radice con le olive ancora da raccogliere, mentre 2 settimane fa la Guardia di Finanza ha scoperto a Torremaggiore (Foggia) in un frantoio – aggiunge Coldiretti Puglia - oltre 53 quintali di olive rubate pronte per essere molite. Gli episodi più gravi si stanno registrando nelle zone orientale e occidentale di Taranto, nel nord barese e a Torremaggiore, San Severo e Cerignola. “Impensabile che i frantoi debbano avvisare la Questura prima di far partire i camion di olio extravergine alla volta delle varie destinazioni italiane – denuncia il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – per farli scortare fino all’imbocco dell’autostrada, eppure questa è la situazione nella BAT e soprattutto ad Andria, culla dell’olivicoltura pugliese. Il fenomeno che si ripete ogni anno mette a repentaglio l’incolumità stessa degli olivicoltori, costretti a fare ronde diurne e notturne. Le forze dell’ordine, coadiuvate dalla Guardie Campestri, hanno un territorio assai vasto da presidiare, pertanto ampie zone non sono pattugliate. Forniremo in tempo reale segnalazioni puntuali delle aree da cui giungono le denunce per avere almeno la mappatura del fenomeno e poter indirizzare l’attività delle forze dell’ordine in maniera puntuale. Furti e danneggiamenti sono praticamente quotidiani  tanto da aver spinto alcuni agricoltori ad organizzarsi con ronde notturne e diurne. Oltre alla perdita di reddito, a rischio è la stessa incolumità degli agricoltori che non è certamente un problema trascurabile. Per questo abbiamo richiesto da tempo che il territorio sia maggiormente presidiato e non è da ritenersi eccessivo l’intervento dell’Esercito, ma ultima e necessaria spiaggia contro i predoni delle aree rurali.”. Sono già decine le denunce per il barbaro e criminale taglio degli ulivi monumentali in provincia di Taranto, localizzato soprattutto nell’agro di Sava e Manduria – segnala ancora Coldiretti Puglia – una vera e propria strage ad opera di gruppi criminali che tagliano gli ulivi secolari di inestimabile valore per rivendere la legna. Ogni albero frutta circa 8/10 quintali di legname, un valore inestimabile per guadagnare, poi, solo qualche decina di euro. Sono atti vili che segnano, tra l’altro, la fine dell’attività olivicola dei nostri agricoltori che, prima di poter raccogliere nuovamente olive, dovranno aspettare anni. Per non parlare degli stessi furti di olive che stanno interessando sia la zona orientale a Manduria, Sava, Maruggio che quella occidentale, con in testa Castellaneta e Palagiano. La situazione nelle campagne è divenuta esplosiva. Le bande criminali – denuncia Coldiretti Puglia – seguono perfettamente il ritmo delle stagioni e l’andamento delle produzioni. Rubano l’uva da tavola a settembre, tagliano i ceppi dell’uva da vino a marzo/aprile, rubano le olive a novembre. Non è più possibile tergiversare, anche perché a repentaglio viene messa la stessa incolumità dei nostri imprenditori agricoli e delle loro maestranze. Il calo della produzione del 25% rispetto alla media produttiva pugliese sta facendo degenerare la situazione. E’ un fenomeno che preoccupa e non poco gli imprenditori olivicoli pugliesi, vittime di razzie di olive ad opera di squadre organizzate.  Oltre alla perdita di reddito per il furto di olive e al danneggiamento delle piante, gli agricoltori sono costretti ad impiegare più manodopera per recuperare dal terreno parte della ‘refurtiva’ che i ladri, trascinando velocemente le reti di raccolta, non riescono a portare via. Secondo l’analisi dell’Osservatorio sulla criminalità dell’agricoltura e sul sistema agroalimentare promosso da Coldiretti sui risultati conseguiti dalle Forze di Polizia, l’intero comparto agroalimentare è caratterizzato da fenomeni criminali legati a furti, estorsioni e alla contraffazione di prodotti alimentari ed agricoli e dei relativi marchi garantiti. I danni al sistema sociale ed economico sono molteplici, dal pericolo per la salute dei consumatori finali, all’alterazione del regolare andamento del mercato agroalimentare. Per questo Coldiretti Puglia, ringraziando le forze dell’ordine per l’opera incessante svolta quotidianamente, chiede una stretta sui controlli per assicurare maggiore sicurezza agli agricoltori e agli operai. I furti di olive, mandorle, rame e mezzi agricoli, fenomeni estorsivi con il taglio dei ceppi di uva sono stati all’ordine del giorno anche nel 2016. Il fronte dell’illegalità è sempre più ampio e riguarda la proprietà fondiaria, le infrastrutture di servizio all’attività agricola e, non da ultime, le produzioni agricole ed agroalimentari. I reati contro il patrimonio, quali furto di mezzi agricoli (15%), abigeato (11%), furto di prodotti agricoli (13%), racket (9%), usura, danneggiamento, pascolo abusivo, estorsione, rappresentano la “porta di ingresso principale” della malavita organizzata e spicciola nella vita dell’imprenditore e nella regolare conduzione aziendale. Masserie, pozzi e strutture letteralmente depredate, chilometri e chilometri di fili di rame, letteralmente volatilizzati lasciando le imprese senza energia elettrica e possibilità di proseguire nelle quotidiane attività imprenditoriali. Capitolo a parte merita il mercato parallelo di prodotti agricoli provenienti da migliaia di chilometri di distanza, spesso sofisticati, spacciati per prodotti di qualità, quando di qualità non sono, per cui viene illegalmente utilizzato il marchio ‘made in Puglia’, a danno dell’imprenditoria agricola pugliesi e dei consumatori. http://www.puglia.coldiretti.it/olio.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112575379 Fri, 01 Dec 2017 18:19:50 GMT PRODOTTI TRADIZIONALI  MADE IN ITALY: COLDIRETTI PUGLIA, + 25 PRODOTTI TRADIZIONALI IN PUGLIA, 276 ECCELLENZE IN ESPOSIZIONE AL VILLAGGIO COLDIRETTI A NAPOLI Sono ben 5047 le specialità alimentari tradizionali presenti sul territorio nazionale nel 2017 in Italia che detiene così il record mondiale per varietà e ampiezza del patrimonio agroalimentare. In Puglia dal 2000 ad oggi sono rientrati altri 25 prodotti riconosciuti tradizionali dal MIPAAF, raggiungendo quota 276. E’ quanto emerge dal nuovo censimento delle specialità ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni, presentato dalla Coldiretti per lo storico appuntamento dell’anno internazionale del cibo italiano nel mondo proclamato nel 2018, all’apertura del Villaggio contadino della Coldiretti sul lungomare Caracciolo, Rotonda Diaz, a Napoli con oltre diecimila agricoltori (www.coldiretti.it).lungo 1,5 km di mercati contadini, agrichef con le ricette storiche ed esposizioni ad hoc per il primo Black Friday della tavola per far conoscere e salvare i tesori nascosti del Made in Italy. L’olio extravergine, il pane di Altamura, il canestrato, cardoncelli, lampascioni, pallone di gravina, grano dei morti, troccoli e uno dei superfood ‘la lenticchia di altamura’ sono solo alcune delle bandiere del gusto pugliesi esposte nel Villaggio Coldiretti a Napoli. «Il cibo è il vero traino del turismo enogastronomico – dice convinto Gianni Cantele, Presidente di Coldiretti Puglia - caratterizzato da 60 milioni di ulivi di cui quasi il 50% monumentali, 275 prodotti riconosciuti tradizionali dal Mipaaf, 9 prodotti Dop (5 oli extravergini, il Pane di Altamura, il canestrato pugliese, la mozzarella di bufala e l’oliva Bella di Cerignola) e 29 vini Doc, oltre a pregevoli masserie storiche, le più belle d’Italia. Ciò testimonia che il turismo pugliese non è solo mare, piuttosto volano per lo sviluppo di tutto il territorio, elemento di promozione del paesaggio, della cultura e degli stessi prodotti agroalimentari locali». «Il cibo è certamente divenuto – ribadisce il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – infallibile leva di comunicazione verso i turisti nazionali ed internazionali. L’acquisto di prodotti tipici come ricordo delle vacanze è una tendenza in rapido sviluppo, favorita dal moltiplicarsi delle occasioni di valorizzazione dei prodotti locali che si è verifica nei principali luoghi di villeggiatura, con percorsi enogastronomici, città del gusto, mercati degli agricoltori di Campagna Amica». Ai raggi X tutti i diversi tipi di pane, pasta, formaggi, salumi, conserve, frutta e verdura, dolci e liquori tradizionali che compongono il patrimonio enogastronomico nazionale, classificati per regione e tipologia, con gli esempi piu’ curiosi, piu’ rari, piu’ antichi, piu’ ricchi di proprietà salutistiche nella piu’ ampia esposizione della variegata offerta territoriale mai realizzata prima. Grazie all’opera di intere generazioni di agricoltori impegnati a difendere nel tempo la biodiversità sul territorio e le tradizioni alimentari, il numero delle tipicità regionali che l’Italia puo’ offrire è passato – sottolinea la Coldiretti - dalle iniziali 2.188 del primo censimento nel 2000 alle 5.047 attuali con un aumento del 131% dei prodotti salvati dal rischio di estinzione. http://www.puglia.coldiretti.it/prodotti-tradizionali.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112575313 Fri, 01 Dec 2017 18:17:55 GMT TRACCIABILITA'   ETICHETTATURA: COLDIRETTI PUGLIA, OK TAR TRASPARENZA SU PACCHI PASTA; RISPONDE A PRESSANTI RICHIESTE CONSUMATORI La scelta del Tar di respingere l'istanza di sospensione del decreto per l’etichettatura d’origine del grano utilizzato nella pasta accoglie le richieste dell’81% degli italiani che chiedono maggiore trasparenza su quel che portano in tavola. E’ stato riconosciuto il diritto dei cittadini di conoscere l’origine dei grano utilizzato per fare la pasta "E' coerente con la richiesta di trasparenza dei consumatori - è il commento del Presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – perché attualmente n pacco di pasta su 3 prodotto in Italia è fatto con grano coltivato all'estero ed è per questo che il Decreto sull'etichettatura obbligatoria dell'origine del grano è fondamentale per creare la linea del discrimine tra chi fa spaghetti, maccheroni e orecchiette con grano pugliese e chi con grano canadese, russo o francese. I consumatori devono essere messi nella condizione di scegliere. Con la decisione di accelerare sull'etichettatura di origine obbligatoria anche per la pasta di fronte alle incertezze comunitarie si realizza un passo determinante nella direzione della trasparenza dell'informazione ai consumatori in una situazione in cui, però, 1/3 della spesa degli italiani resta anonima". Non si può impedire ai consumatori – aggiunge Coldiretti Puglia - di conoscere la verità privandoli di informazioni importanti come quella di sapere se nella pasta che si sta acquistando è presente o meno grano canadese trattato in preraccolta con il glifosate, accusato di essere cancerogeno e per questo proibito sul grano italiano. Ma il decreto per l’etichettatura d’origine della pasta punta anche a contrastare le speculazioni che hanno provocato il crollo dei prezzi del grano italiano al di sotto dei costi di produzione con una drastica riduzione delle semine e il rischio di abbandono per un territorio di 2 milioni di ettari coltivati situati spesso in aree marginali. Da pochi centesimi al chilo concessi agli agricoltori dipende la sopravvivenza della filiera più rappresentativa del Made in Italy, mentre dal grano alla pasta i prezzi aumentano di circa del 500% e quelli dal grano al pane addirittura del 1400%. “L’Italia, che è leader europeo nella trasparenza e nella qualità, ha il dovere di fare da apripista nelle politiche alimentari comunitarie, a partire da una profonda revisione delle norme sul codice doganale nel settore agroalimentare – ha aggiunto il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – che prevede paradossalmente che sia chiamata farina italiana quella ottenuta dal grano straniero macinato in Italia. A pesare sono le importazioni in chiave speculativa che si concentrano nel periodo a ridosso della raccolta e che influenzano i prezzi delle materie prime nazionali anche attraverso un mercato non sempre trasparente. Fare pasta con grano 100% italiano si può come ampiamente testimoniato dalla rapida proliferazione di marchi che garantiscono l’origine italiana del grano impiegato al 100%. Parliamo di un percorso che è iniziato nei primi anni della crisi sotto la spinta dell’iniziativa del progetto di Filiera Agricola Italiana (FAI) che si è esteso ad alcune etichette della grande distribuzione e a noti pastifici italiani”. Attualmente a livello globale la quantità di grano prodotto più quello stoccato (pari complessivamente a 44,1 milioni di tonnellate) supera abbondantemente i consumi (37,4 milioni). Tutto ciò oltre a mantenere il prezzo del grano basso, fa emergere il giustificato dubbio che parte del grano importato arrivi in Italia con alle spalle già tempi lunghi di stoccaggio. Il pericolo di micotossine nel frumento aumenta dopo i 18 mesi di stoccaggio. L’Italia – ricorda la Coldiretti – è il principale produttore europeo di grano duro, destinato alla pasta con 4,8 milioni di tonnellate su una superficie coltivata, pari a circa 1,3 milioni di ettari, ma sono ben 2,3 milioni i tonnellate di grano duro che arrivano dall’estero e di queste oltre la metà per un totale di 1,2 milioni di tonnellate arrivano dal Canada. L’obbligo di indicare in etichetta l’origine è una battaglia storica della Coldiretti che con la raccolta di un milione di firme alla legge di iniziativa popolare ha portato all’approvazione della legge n.204 del 3 agosto 2004. Da allora molti risultati sono stati ottenuti anche in Europa ma – continua la Coldiretti – l’etichetta non indica la provenienza degli alimenti, dai salumi al concentrato di pomodoro ai sughi pronti, dai succhi di frutta fino alla carne di coniglio. L’Italia sotto il pressing della Coldiretti ha fatto scattare il 19 aprile 2017 l’obbligo di indicare il Paese di mungitura per latte e derivati dopo che il 7 giugno 2005 era entrato già in vigore per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy. http://www.puglia.coldiretti.it/tracciabilita-.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112575260 Fri, 01 Dec 2017 18:16:09 GMT ILVA AMBIENTE: COLDIRETTI PUGLIA, IN 1 ANNO RADDOPPIATI TERRENI COLTIVATI A CANAPA; NECESSARIA SVOLTA SALVA-TERRITORIO E SALUTE A TARANTO “Taranto può diventare il distretto della canapa del Sud Italia, fornendo una efficace risposta ambientale all’emergenza creata dall’ILVA. Dalle attività sulla canapa ed in particolare dalla selezione di nuove varietà stanno emergendo applicazioni in campo alimentare, cosmetico e nutraceutico che verosimilmente offriranno nuove possibilità di sviluppo di impresa e l’assunzione di nuovo personale. Può essere coltivata senza alcun impiego di diserbanti e insetticidi. Ha minime esigenze di fertilizzanti e lascia nel terreno una buona dotazione di sostanza organica, rappresentata da una gran parte dell’apparato fogliare, oltre all’abbondante e profondo apparato radicale”. E’ uno dei percorsi segnalati dal Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, nel corso del convegno della CISL a Taranto. E’ boom nella coltivazione della canapa (cannabis sativa) in provincia di Taranto, con un aumento di più del doppio dei terreni coltivati rispetto all’anno scorso a scopo tessile, edile, cosmetico, ecc.. Un vero boom spinto  dalle molteplici opportunità di mercato che offre questa coltivazione particolarmente versatile e dalla quale si ottengono dai tessuti ai materiali edili, ma anche olio, vernici, saponi, cere, cosmetici, detersivi, carta o imballaggi. Ma c’è pure il pellet di canapa per il riscaldamento che assicura una combustione pulita. “Sono sconfortanti i dati – ha continuato il Presidente Cantele - che segnalano  un aumento di mortalità a causa dell’esposizione alle polveri industriali, per tumore polmonare e per infarto del miocardio, oltre all’eccesso ritenuto ‘importante’ di patologie respiratorie tra i bambini di Taranto tra 0 e 14 anni su un territorio ferito da una vertenza ambientale senza precedenti. Sul fronte produttivo gravano le stesse preoccupazioni. Forse per qualcuno l’agricoltura, la pesca, il turismo e l’agroalimentare di qualità non sono componenti fondamentali ed essenziali per lo sviluppo della provincia Jonica. Coldiretti non accetta che si perseveri con strategie che non tengano in dovuto conto esigenze e bisogni delle comunità interessate e si costituirà parte civile in tutti i procedimenti tesi ad accertare responsabilità in ciò che è accaduto, per tutelare le imprese agricole che, oltre ad essere coinvolte loro malgrado nella difficile vertenza ambientale che ha ferito duramente il territorio della provincia di Taranto, registrano pesanti perdite in termine di immagine e di reddito”. L’agricoltura jonica, con una superficie totale di 31.657 ettari, riesce a raggiungere mediamente una Produzione Lorda Vendibile di 470 milioni di euro e rappresenta una realtà economica importante per l’intera regione. In pochi anni l’agricoltura jonica, che raggiunge punte di eccellenza nei comparti dell’uva da tavola e da vino, orticolo, agrumicolo e del lattiero-caseario, si è vista riconoscere l’alta qualità dei propri prodotti, legata a storia e tradizioni, ottenendo 6 DOC ‘Aleatico’, ‘Primitivo di Manduria’, ‘Lizzano’, ‘Martina Franca’, ‘Locorotondo’, ‘Colline Joniche Tarantine’ e due IGT ‘Tarantino’ e ‘Valle d’Itria’ per i vini, 1 DOP ‘Terre Tarentine’ per l’olio, 1 IGP per le ‘Clementine del Golfo di Taranto’ e rientrando a pieno titolo, con le sue produzioni, nella lista dei 231 prodotti agroalimentari pugliesi riconosciuti ‘tradizionali’ dal Mipaf. “Da anni stiamo ripetutamente chiedendo che venga verificato immediatamente l’effettivo stato di salute della catena alimentare – ha concluso il Presidente Cantele – su cui a cicli alterni si gettano pesanti ombre, individuando e rimuovendo gli eventuali problemi laddove venissero riscontrati. E’ un dovere naturale ed un impegno politico consequenziale al progetto di difesa del territorio che è espressione e culla della varietà e qualità dei prodotti agroalimentari. Dovrà essere, però, garantita la massima chiarezza rispetto all’entità reale del problema, al fine di non generare allarmismi nei consumatori e danni irreversibili agli allevatori e agli agricoltori ed evitando che le criticità ambientali di un’area sostanzialmente circoscritta possano ledere l’immagine complessiva della produzione agroalimentare dell’intera provincia”. http://www.puglia.coldiretti.it/ilva.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112574909 Fri, 01 Dec 2017 18:04:01 GMT FURTI CRIMINALITA': COLDIRETTI BAT, CAMION OLIO ASSALTATI COME PORTAVALORI; EMERGENZA SICUREZZA IN PIENA CAMPAGNA OLEARIA “Impensabile che i frantoi debbano avvisare la Questura prima di far partire i camion di olio extravergine alla volta delle varie destinazioni italiane – denuncia il Delegato Confederale di Coldiretti Bari e BAT, Angelo Corsetti – per farli scortare fino all’imbocco dell’autostrada, eppure questa è la situazione nella BAT e soprattutto ad Andria, culla dell’olivicoltura pugliese. Nella Provincia di Barletta-Andria-Trani, cioè solo in 3 comuni, gli ettari olivetati sono ben 32.050 e la produzione di olive da olio è in media pari a 1,2 milioni di quintali di olive, numeri che spiegano la razzia di olive e gli assalti ai trasportatori di olio. Il fenomeno che si ripete ogni anno mette a repentaglio l’incolumità stessa degli olivicoltori, costretti a fare ronde diurne e notturne. Le forze dell’ordine, coadiuvate dalla Guardie Campestri, hanno un territorio assai vasto da presidiare, pertanto ampie zone non sono pattugliate. Abbiamo affrontato il fenomeno che negli ultimi anni ha assunto proporzioni preoccupanti con il Presidente della Provincia BAT, Nicola Giorgino e il delegato delle politiche agricole del Comune di Andria, Benedetto Miscioscia, cercando di fare fronte comune con le forze a disposizione. Forniremo in tempo reale segnalazioni puntuali delle aree da cui giungono le denunce per avere almeno la mappatura del fenomeno e poter indirizzare l’attività delle forze dell’ordine in maniera puntuale”. A guidare nel 2016 la crescita delle esportazioni della provincia di Barletta, Andria, Trani, secondo i dati diffusi da Euro*IDEES-Bruxelles, è stato il settore agroalimentare con un aumento del +17,4%  e l’olio extravergine - sottolinea Coldiretti BAT - si conferma superstar sui mercati mondiali. “Il comparto oleario solo nel 2016 ha prodotto, nonostante la difficile campagna agraria, ben 180mila quintali di extravergine di grande qualità – commenta il Delegato Territoriale di Coldiretti Bari e BAT, Vito Amendolara – dove Andria spicca proprio per la straordinaria vocazione olivicola. L’aumento costante del consumo di olio di oliva, che nel mondo ha fatto un balzo del 50 per cento negli ultimi 20 anni, apre grandi opportunità che il Made in Italy deve saper cogliere e per farlo deve puntare sull’identità, sulla legalità e sulla trasparenza per recuperare credibilità anche all’estero. Essenziale puntare sulla promozione e sulla valorizzazione dell’olio extravergine di oliva con particolare riguardo ad azioni divulgative per favorire la conoscenza delle proprietà nutrizionali e salutistiche degli oli extravergini di qualità. Il consumatore associa all’olio extravergine l’immagine della terra e della casa, è un’immagine strettamente legata ai valori della provenienza territoriale e della tipicità del prodotto che non sono clonabili perché unici ed irripetibili. Per la qualità delle sue produzioni Andria e la BAT si confermano icone del mercato a livello mondiale”.  È un patrimonio che va costantemente tutelato e promosso e per questo va applicata alla lettera la ‘legge salva-olio’ – dice Coldiretti BAT – la n. 9 del 2013 ed è necessaria l’accelerazione dell’iter del disegno di legge che reca le “nuove norme in materia di reati agroalimentari”, elaborato dalla commissione presieduta da Gian Carlo Caselli, magistrato e presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, a supporto dell’attività degli organismi di controllo che hanno uno strumento in più per contrastare frodi e sofisticazioni. Dall’introduzione in etichetta del termine minimo di conservazione di 18 mesi dalla data di imbottigliamento, al riconoscimento di nuovi parametri e metodi di controllo qualitativo, dalle sanzioni in caso di scorretta presentazione degli oli di oliva nei pubblici esercizi – conclude Coldiretti BAT – all’estensione del reato di contraffazione di indicazioni geografiche a chi fornisce in etichetta informazioni non veritiere sull’origine, dall’introduzione di sanzioni aggiuntive come l’interdizione da attività pubblicitarie per spot ingannevoli, al rafforzamento dei metodi investigativi con le intercettazioni, fino  al diritto di accesso ai dati sulle importazioni aziendali, sono solo alcune delle misure previste dal provvedimento. http://www.puglia.coldiretti.it/furti.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112084757 Fri, 17 Nov 2017 18:32:57 GMT AMBIENTE LUPI: COLDIRETTI PUGLIA, AGGRESSIONI MORTALI SU PECORE E VITELLI NELLE STALLE A BARI E TARANTO; OLTRE 11 MLN EURO DANNI DA FAUNA SELVATICA IN PUGLIA Nel giro di dieci anni cinghiali e lupi sono raddoppiati – denuncia Coldiretti Puglia - mettendo a rischio non solo le produzioni agroalimentari, gli animali nelle stalle e l’assetto idrogeologico del territorio, ma anche la vita stessa di agricoltori e automobilisti, come testimoniato dai frequenti incidenti stradali, anche con feriti gravi. “Si stanno moltiplicando le denunce di aggressioni dei lupi ai danni di vitelli e pecore nelle province di Bari e Taranto – spiega il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – in particolare a Putignano, Noci, Martina Franca e Mottola. Le prede o spariscono perché i lupi le portano via o vengono azzannate alla giugulare e lasciate morte in loco oppure se ne ritrovano solo brandelli. I numeri la dicono lunga sulla necessità di innalzare il livello di allerta e programmare efficaci attività di riequilibrio della fauna selvatica che mette a repentaglio la stessa incolumità delle persone. L’Istituto Zooprofilattico di Foggia sta effettuando le analisi sul DNA ed è emerso che le aggressioni avvengono ad opera sia di lupi e che di predatori nati da incroci tra i lupi e i cani inselvatichiti”.   Gli allevatori vivono uno stato di malessere che cresce in misura esponenziale e la preoccupazione aumenta – continua Coldiretti Puglia - se si considera la capacità di adattamento di cinghiali e lupi ai cambiamenti ambientali, dato che sono comparsi anche in aeree da cui risultavano assenti da anni e stanno mettendo a rischio la stessa presenza e il lavoro degli agricoltori in molte zone della regione. “Il fenomeno è in crescita – aggiunge il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – perché durante il periodo estivo i lupi si sono spostati in Basilicata alla ricerca di acqua, mentre nelle ultime settimane sono tornati in Puglia, si sono insediati, soprattutto, nelle aree boschive e, complice la luna piena, vanno a caccia. In Puglia sono enormi i danni causati dalla fauna selvatica. I cinghiali distruggono le coltivazioni e attaccano gli uomini e gli animali allevati, come i lupi e i cani inselvatichiti, gli storni azzerano la produzione di olive e distruggono le piazzole, le lepri divorano letteralmente interi campi di ortaggi, i cormorani mangiano i pesci negli impianti di acquacoltura, con un danno pari ad oltre 11 milioni di euro. Gli agricoltori stanno provvedendo a recintare a proprie spese con costi considerevoli le aziende agricole per difendersi dai cinghiali che distruggono strutture e produzioni. Si tratta di una situazione insostenibile che sta provocando l'abbandono delle aree interne, con problemi sociali, economici e ambientali”. Gli imprenditori agricoli, ma anche gli automobilisti, gli autotrasportatori e gli avventori occasionali, stanno segnalando con sempre maggiore frequenza – conclude Coldiretti Puglia - i danni provocati da cinghiali e lupi che vivono e si riproducono principalmente nelle aree naturali protette e in zone boschive, ma che inevitabilmente sconfinano e fanno razzia nelle aziende agricole e si riversano sulle strade limitrofe ed in prossimità dei centri abitati. http://www.puglia.coldiretti.it/ambiente.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112084713 Fri, 17 Nov 2017 18:29:44 GMT BUTTALI IN PADELLA SPRECHI: COLDIRETTI PUGLIA, IN CAMPAGNA PICCOLO È VIRTUOSO; IN PUGLIA FINISCONO IN PATTUMIERA 471 CHILI RIFIUTI ANNO PER ABITANTE Nel 2016 in Puglia sono finiti in pattumiera 471 chili di rifiuti urbani, con un volume totale regionale di 1.914.319 tonnellate, un aumento rispetto al 2016 dell’1% e nel dettaglio gli sprechi alimentari superano in Italia il 60% dell’energia alimentare, secondo i rapporti 2017 sui rifiuti e sugli sprechi alimentari dell’ISPRA. In Puglia il cibo buttato supera – sottolinea Coldiretti Puglia - le 310mila tonnellate all’anno. Gli sprechi alimentari si rivelano per il 54 per cento al consumo, per il 21 per cento nella ristorazione, per il 15 per cento nella distribuzione commerciale, per l’8 per cento nell’agricoltura e il 2 per cento nella trasformazione. “La situazione è grave – denuncia il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – basti pensare che ogni pugliese butta nella spazzatura durante l’anno fino a 80 chili di prodotti agroalimentari. Secondo le elaborazione dell’ISPRA,  lo spreco delle piccole aziende agricole risulta mediamente inferiore di otto volte a quello delle imprese agricole di grandi dimensioni. Il mondo agricolo potrebbe svolgere uno straordinario ruolo di sussidierà e utilità sociale, recuperando e donando alle persone bisognose  prodotti  agricoli  e agroalimentari, ritirati dalla vendita per assenza di domanda, per eventuali danni provocati da eventi meteorologici o invenduti a causa di errori nella programmazione della produzione aziendale”. E’ lo yogurt scaduto l’alimento in cima alla top ten del cibo più buttato dalle famiglie pugliesi. E’ quanto emerso dalla studio elaborato da Coldiretti Puglia, in collaborazione con Campagna Amica e Istituto Pugliese per il Consumo. “Abbiamo condotto una rilevazione su un campione di 150 famiglie selezionate in tutta la regione – spiega il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – che hanno segnato sul ‘taccuino anti spreco’ quanto, quando e quale cibo finisce nella spazzatura. E’ risultato che i giorni in cui le famiglie buttano più cibo sono il lunedì ed il giovedì. Oltre al cibo cotto e buttato perché non consumato e ai prodotti scaduti, è emerso che gli alimenti più sprecati sono pasta, pane, salumi, verdure, frutta, pesce. In sintesi in 21 giorni sono stati buttati oltre 25 chili di cibo. La nostra grande rete delle fattorie e dei mercati a chilometro zero di Campagna Amica è già impegnata da anni nel contenimento degli sprechi, perché la vendita diretta contribuisce a ridurre le distanze ed i tempi di trasporto e garantisce maggiore freschezza e tempi più lunghi di conservazione degli alimenti”. E’ necessario far crescere la consapevolezza di tutti – segnala Coldiretti Puglia - rispetto al consumo corretto degli alimenti in termini di qualità e quantità, semplificare i percorsi per assicurare le donazioni e per la prima volta riconoscere all’agricoltura un ruolo da protagonista, attraverso le donazioni dirette agli indigenti. Per Coldiretti Puglia si riuscirebbe così anche a limitare gli impatti negativi sull'ambiente grazie alla riduzione della produzione di rifiuti, informando e sensibilizzando i consumatori sul consumo consapevole di cibo, con particolare attenzione alle giovani generazioni. Dal ritorno in cucina degli avanzi ad una maggiore attenzione alla data di scadenza, ma anche la richiesta della ‘agribag’ negli agriturismi di Campagna Amica e della doggy bag al ristorante e la spesa a chilometro zero nei Mercati di Campagna Amica che, tagliando le intermediazioni, consente di acquistare prodotti più freschi che durano di più, sono i consigli di Coldiretti Puglia per tagliare il quantitativo di cibo buttato. Una soluzione contro gli sprechi alimentari va trovata proprio in cucina, da qui il progetto ‘buttiamoli….in padella’. Gli agrichef di Campagna Amica propongono negli agriturismi ricette utili a riutilizzare il cibo da ‘buttare nei piatti del giorno’, una ottima soluzione per non gettare nella spazzatura gli avanzi e mantenere vive tradizioni culinarie che hanno generato ricette simbolo della cultura enogastronomica pugliese. Sul fronte dei prodotti scaduti, il latte scaduto si rivela un alleato prezioso contro le macchie più ostinate sui tessuti. Basta lavare i capi con acqua e sapone e tamponare la zona sporca con una spugna imbevuta di latte, riscaldandolo leggermente se avete a che fare con una macchia di vino. Anche le scarpe di vernice torneranno a splendere se pulite con un panno di lana imbevuto di latte. Lo yogurt scaduto è perfetto per lucidare l’ottone, spalmandolo sulla superficie, lasciandolo agire per circa 10 minuti e rimuovendolo con una spugnetta umida. Lo yogurt scaduto può divenire, anche con l’aggiunta di alcune gocce d’olio, una crema di bellezza, ideale per donare elasticità alla pelle. http://www.puglia.coldiretti.it/buttali-in-padella.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112053482 Thu, 16 Nov 2017 18:39:59 GMT COMMERCIO ESTERO BANKITALIA: COLDIRETTI PUGLIA, AGRICOLTURA SPINGE EXPORT PUGLIA + 9%; AL TOP ORTOFRUTTA, VINO E OLIO Le esportazioni dei prodotti agricoli (+9%) e dell’agroalimentare (+4,9%) danno slancio all’export pugliese, secondo il Rapporto sull’Economia della Puglia di Bankitalia, nonostante il sensibile ridimensionamento produttivo –  spiega Coldiretti Puglia – determinato dalla tropicalizzazione del clima. Cresce anche l’occupazione in agricoltura. “Numeri soddisfacenti dell’ortofrutta pugliese – commenta il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – che ha superato la soglia dei 750 milioni di euro di prodotto esportato sui mercati internazionali che in termini di aree geografiche riservano non poche sorprese. Oltre agli stimati 230 milioni di export ortofrutticolo verso la Germania, la Puglia si è imposta in Tunisia, Francia, Polonia, Regno Unito e Svizzera, oltre a Benelux, Scandinavia, Spagna, Albania, Grecia. La Puglia secondo ISMEA è prima in Italia per aziende ortive in piena area (ortaggi non coltivati in serre), seconda dietro la Sicilia per frutteti, terza per i legumi. In particolare ha numeri da record su pesche, uva da tavola e agrumi per quanto riguarda la frutta, mentre nelle produzioni ortive su lattughe, fave, carciofi e pomodori da industria”. Il comparto ortofrutticolo in Puglia interessa il 16% circa della superficie ortofrutticola nazionale. L’analisi dei dati porta a considerare – continua Coldiretti Puglia – quanto il comparto ortofrutticolo si sia specializzato e ciò è dimostrato dal calo del numero di imprese di quasi 700 unità, a cui corrisponde viceversa l’aumento del numero di addetti, addirittura in controtendenza rispetto al dato nazionale. Le produzioni nella maggior parte dei casi sono caratterizzate da un’accuratezza nelle fasi di coltivazione e di raccolta facilmente riscontrabile, che non può permettersi di sostituire la mano dell’uomo con le macchine. “L'olio è il terzo prodotto pugliese più esportato –  continua il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - per un valore di circa 106 milioni di euro, quasi il 9% dell’export di olio dall’Italia. Trend in continua crescita per il vino che offre durante l’anno straordinarie opportunità di lavoro tra quanti sono impegnati direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse, di servizio e nell’indotto che si sono estese negli ambiti più diversi. Grande exploit della Puglia dei rossi, degli spumanti e dei vini rosati che in 3 anni registrano un balzo record del + 122% (fonte UIV), rappresentando il 40% della produzione nazionale con oltre 1 milione di bottiglie l’anno. In sintesi 1 bottiglia su 4 di rosé ‘Made in Italy’ è pugliese. Sempre i rosati fanno registrare una crescita dei consumi superiore al 13%, in controtendenza rispetto al dato generale, secondo il quale negli ultimi 50 anni il consumo di vino è sceso da 70 litri pro capite all’anno a 36-37 litri e la media continua a scendere dell’1% annuo”. Per la prossima campagna olearia ormai alle porte, il rischio è che la penuria di olio pugliese – denuncia Coldiretti Puglia - faccia crescere ulteriormente le importazioni di olio dall’estero. L’olio extravergine di oliva pugliese è sotto continui attacchi da parte degli agropirati senza scrupoli che 'drogano' il mercato dell'olio extravergine di qualità, con un inevitabile danno a carico del territorio, delle imprese e dei consumatori. Più di due bottiglie su tre riempite in Italia contengono olio di oliva straniero, ma i consumatori non lo sanno. Gli ottimi risultati dell'attività di contrasto – conclude Coldiretti Puglia - confermano la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie ancora larghe della legislazione con la riforma dei reati in materia agroalimentare.  http://www.puglia.coldiretti.it/commercio-estero.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112053449 Thu, 16 Nov 2017 18:38:09 GMT CRIMINALITA' FURTI: COLDIRETTI PUGLIA, OLIVE COME DIAMANTI A TARANTO, BARI E FOGGIA; IN 3 MINUTI RUBATI FINO A 30 KG AD ALBERO I predoni delle campagne in Puglia stanno facendo razzia di olive, denuncia Coldiretti Puglia, che come diamanti andrebbero sorvegliate di notte e scortate durante i trasferimenti nei frantoi. “I mandanti dei gruppi criminali sono italiani – denuncia Gianni Cantele, Presidente di Coldiretti Puglia – anche se spesso si avvalgono di ‘manodopera’ straniera. Stanno letteralmente depredando gli oliveti del barese, tarantino e del foggiano. In 2/3 minuti riescono a portare via oltre 30 kg di olive ad albero, battendo gli ulivi con mazze anche di ferro per far crollare il maggior numero di prodotto, danneggiando al contempo le piante. Le squadre di malfattori trascinano le reti sotto gli olivi a mano a mano che i complici percuotono i rami, per raccogliere il maggiore numero possibile di olive in caduta. Gli agricoltori, ormai per il terzo anno consecutivo, sono vittime di un fenomeno che si sta consolidando e aggravando nel tempo”. Plauso all’attività della Guardia di Finanza che ha scoperto a Torremaggiore (Foggia) in un frantoio – aggiunge Coldiretti Puglia - oltre 53 quintali di olive rubate pronte per essere molite. Gli episodi più gravi si stanno registrando nelle zone orientale e occidentale di Taranto, nel nord barese e a Torremaggiore, San Severo e Cerignola. “Il calo della produzione del 25% rispetto alla media produttiva pugliese – aggiunge il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – sta facendo degenerare la situazione. E’ un fenomeno che preoccupa e non poco gli imprenditori olivicoli pugliesi, vittime di razzie di olive ad opera di squadre organizzate.  Oltre alla perdita di reddito per il furto di olive e al danneggiamento delle piante, gli agricoltori sono costretti ad impiegare più manodopera per recuperare dal terreno parte della ‘refurtiva’ che i ladri, trascinando velocemente le reti di raccolta, non riescono a portare via”. Secondo l’analisi dell’Osservatorio sulla criminalità dell’agricoltura e sul sistema agroalimentare promosso da Coldiretti sui risultati conseguiti dalle Forze di Polizia, l’intero comparto agroalimentare è caratterizzato da fenomeni criminali legati a furti, estorsioni e alla contraffazione di prodotti alimentari ed agricoli e dei relativi marchi garantiti. I danni al sistema sociale ed economico sono molteplici, dal pericolo per la salute dei consumatori finali, all’alterazione del regolare andamento del mercato agroalimentare. Per questo Coldiretti Puglia, ringraziando le forze dell’ordine per l’opera incessante svolta quotidianamente, chiede una stretta sui controlli per assicurare maggiore sicurezza agli agricoltori e agli operai. I furti di olive, mandorle, rame e mezzi agricoli, fenomeni estorsivi con il taglio dei ceppi di uva sono stati all’ordine del giorno anche nel 2016. Il fronte dell’illegalità è sempre più ampio e riguarda la proprietà fondiaria, le infrastrutture di servizio all’attività agricola e, non da ultime, le produzioni agricole ed agroalimentari. I reati contro il patrimonio, quali furto di mezzi agricoli (15%), abigeato (11%), furto di prodotti agricoli (13%), racket (9%), usura, danneggiamento, pascolo abusivo, estorsione, rappresentano la “porta di ingresso principale” della malavita organizzata e spicciola nella vita dell’imprenditore e nella regolare conduzione aziendale. Masserie, pozzi e strutture letteralmente depredate, chilometri e chilometri di fili di rame, letteralmente volatilizzati lasciando le imprese senza energia elettrica e possibilità di proseguire nelle quotidiane attività imprenditoriali. Capitolo a parte merita il mercato parallelo di prodotti agricoli provenienti da migliaia di chilometri di distanza, spesso sofisticati, spacciati per prodotti di qualità, quando di qualità non sono, per cui viene illegalmente utilizzato il marchio ‘made in Puglia’, a danno dell’imprenditoria agricola pugliesi e dei consumatori. http://www.puglia.coldiretti.it/criminalita-.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112053423 Thu, 16 Nov 2017 18:36:32 GMT TASSO FEMMINILIZZAZIONE LAVORO: COLDIRETTI PUGLIA, IN AGRICOLTURA 1 IMPRESA SU 4 E' DONNA; PRESENZA STRATEGICA IN MERCATI E AGRITURISMI CAMPAGNA AMICA Le imprese condotte da donne in Puglia sono aumentate di 2.307 unità in 3 anni dal 2014 al 2017, secondo i dati dell’Osservatorio dell’imprenditorialità femminile di Unioncamere-InfoCamere. In agricoltura le aziende rosa, più giovani di quelle condotte da uomini, superano il 24%, ossia 1 impresa su 4 è donna. “Le imprese rosa in Puglia battono, dunque, la crisi con un andamento superiore alla media - commenta la Vice Responsabile Nazionale di Coldiretti Donne Impresa, la pugliese Floriana Fanizza - perché risultano capaci di adeguarsi alla richieste del mercato e dei consumatori, cambiando, se necessario, addirittura attività produttiva. La riprova è nella presenza massiccia nei Mercati e negli Agriturismi di Campagna Amica, dove fanno la differenza in termini di accoglienza e capacità di vendita. Si tratta di esperienze nate autonomamente dietro forti personali motivazioni etiche, sociali, civili, di imprenditori che stanno portando avanti una funzione di interesse collettivo, in uno scenario in cui spesso l’assenza di normative regionali di riferimento impedisce il loro riconoscimento e conseguentemente causa la difficile misurazione quantitativa di queste realtà. Per questo il 14 novembre, guidate dalla Presidente Nazionale Ansaloni, saremo accolte dalla Presidente della Camera Boldrini per testimoniare la vivacità delle imprese rosa in agricoltura e la necessità di politiche per la conciliazione vita-lavoro”. I dati statistici dimostrano che l’occupazione al femminile in agricoltura non è vista come la semplice perpetuazione di una tradizione o, peggio, come un ripiego occupazionale di scarso pregio. “Sono poche le donne impiegate in agricoltura che hanno un genitore che opera nello stesso campo - continua il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele - e ciò vuol dire che non è un lavoro ereditato o un ripiego occupazionale, ma un mestiere scelto. Una scelta portata avanti per reale passione, ma anche per spirito imprenditoriale. Per una imprenditrice, tra l’altro, l’attività in agricoltura, la cui sede coincide sovente con la residenza familiare, consente di fondere facilmente impegni familiari e professionali”. Le donne che lavorano in aziende agricole, delle quali sono spesso alla guida, dichiarano di percepire una soddisfazione rilevante da tale occupazione. “L'agriturismo è donna, così come la vendita diretta. Nell’attività agrituristica – conclude il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - le donne rappresentano circa il 46% del totale e sono in continuo aumento, raffigurando una risorsa importante che conferma scelte di vita e di alta professionalità. Sono il filo che unisce tradizione e innovazione, la famiglia con l'imprenditoria femminile. L'aumento del numero delle donne ai vertici delle aziende agrituristiche o impegnate nella vendita diretta, come dimostrato dalla grande partecipazione a Mercati, Agriturismi e Botteghe di Campagna Amica, fotografa la capacità delle imprenditrici di affacciarsi in modo concreto e nuovo all'agricoltura multifunzionale”. http://www.puglia.coldiretti.it/tasso-femminilizzazione.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=111873648 Sun, 12 Nov 2017 11:10:26 GMT ORGANIZZAZIONE NOMINE: COLDIRETTI PUGLIA, CAMBIO DI GUARDIA A BARI E A FOGGIA NEL SEGNO DELLA CONTINUITÀ A Bari e a Foggia cambio di guardia in Coldiretti nel segno della continuità. A Bari il Direttore regionale, Angelo Corsetti, assume anche l’incarico di Direttore di Coldiretti Bari e sostituisce Marino Pilati che va a guidare la Coldiretti di Foggia. Sempre a Bari Corsetti è coadiuvato nelle attività di promozione ed indirizzo delle articolazioni territoriali dal delegato confederale, Vito Amendolara. “Una squadra che si conferma e si rinsalda – spiega il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – per continuare lungo il percorso di valorizzazione dell’agroalimentare di qualità, a partire dalla tutela e dalla promozione del territorio come fattore di competitività per le imprese agricole. La dignità e le enormi potenzialità del settore agricolo, quale asse portante dell’economia pugliese, continueranno ad essere costantemente al centro dell’attività di Coldiretti, la più grande organizzazione di rappresentanza degli interessi degli imprenditori agricoli, sempre più sindacato imprenditoriale di filiera, che ha un dialogo aperto e proficuo con le istituzioni, i cittadini-consumatori e gli altri partner economici, insieme a campioni industriali nazionali dei rispettivi settori, per la realizzazione di accordi economici finalizzati ad assicurare la massima valorizzazione della produzione agricola anche attraverso la realizzazione di contratti di filiera in ogni comparto”. http://www.puglia.coldiretti.it/organizzazione.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=111857314 Sat, 11 Nov 2017 19:49:52 GMT REGIONE XYLELLA: COLDIRETTI PUGLIA, DELIBERA GIUNTA FONDO MORATORIA COMPLETA ITER UE PER REGIME DE MINIMIS   “Si tratta di un ulteriore strumento che dà corpo e sostanza finanziaria al fondo costruito in fase di assestamento di bilancio in Consiglio regionale che ha aperto anche alla discussione con l'UE per il regime de minimis, che si aggancia tecnicamente allo stanziamento di 100mila euro, primo step propedeutico ad avviare la moratoria di mutui e crediti bancari. Ora va dato corso senza indugio al preannunciato protocollo d’intesa tra Regione Puglia e ABI, per la moratoria ex legis di 12 mesi di sospensione dei pagamenti  e la copertura degli interessi, garantita dall'intervento regionale e per valutare la possibilità di procrastinare la scadenza dei mutui in essere, consentendo in questo modo di rendere meno pressante il pagamento delle rate”. E’ il commento del Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, alla notizia dell’approvazione della delibera di Giunta con la quale sono stati stanziati 5 milioni e 100 mila euro per l’istituzione di un fondo per l'erogazione di contributi in favore delle imprese agricole danneggiate da ‘Xylella fastidiosa’. “E’ una risposta concreta del Presidente Emiliano e dell’Assessore Di Gioia alle nostre sollecitazioni – aggiunge il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti -  dopo gli scambi con l’ABI che aveva bisogno di un basamento legislativo regionale per dare corso alla moratoria. L’ultima delibera di Giunta fa il paio con l’altro provvedimento dell’8 agosto scorso, grazie al quale la Regione Puglia ha stanziato 5 milioni di euro per l’attivazione del Fondo di rotazione che consente un periodo massimo di allungamento del mutuo pari al 100 per cento della durata residua del piano di ammortamento e non superiore ai 4 anni, a valere sulle risorse dal Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC), utili a garantire un riequilibrio economico e sociale”. E’ innegabile e incalcolabile il danno che il comparto sta subendo da ormai più di 4 anni – conclude Coldiretti Puglia - a causa della devastazione che il batterio Xylella fastidiosa sta provocando nell’intera provincia di Lecce e in buona parte delle province di Brindisi e di Taranto. http://www.puglia.coldiretti.it/regione.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=111857288 Sat, 11 Nov 2017 19:48:23 GMT ACQUA BONIFICA: COLDIRETTI PUGLIA, STOP AL CONTENZIOSO TRA CONSORZI E AGRICOLTORI; 'SI' AI PAGAMENTI MA SOLO PER SERVIZI REALI “Alla vigilia dell’invio delle cartelle agli agricoltori con la richiesta di pagamento della contribuenza relativa agli anni 2015 e 2016, abbiamo ribadito la necessità di rideterminare una misura equa dei contributi di bonifica, vincolati alla sola manutenzione ordinaria, in modo che i contribuenti siano chiamati a pagare in termini sostenibili e per servizi di cui finalmente e realmente beneficiano. A tal fine risulta indispensabile che il Consorzio di bonifica Centro – Sud Puglia si faccia carico, attraverso un piano organico pluriennale, di tutti gli interventi di manutenzione straordinaria della rete di scolo, al fine di non gravare di oneri impropri i consorziati, già colpiti sia patrimonialmente che nella formazione del reddito, in considerazione dei ripetuti danni subiti, a causa della  mancata manutenzione delle strutture di bonifica e realizzi investimenti in infrastrutture irrigue  e, soprattutto,  avvii fattivamente interventi di manutenzione straordinaria degli impianti irrigui collettivi, pozzi compresi e delle reti di distribuzione di acqua potabile nelle aree rurali”. E’ la posizione di Coldiretti Puglia manifestata nel corso dell’incontro con il Commissario Straordinario Consorzio di bonifica Centro-Sud Puglia dal Vicepresidente regionale, il tarantino Alfonso Cavallo. I drammatici effetti dell’incuria e delle mancate opere di bonifica sono tangibili e documentabili. Si sono consolidate nel tempo nuove ed inevitabili esigenze di manutenzioni straordinarie delle opere pubbliche di bonifica – aggiunge Coldiretti Puglia - che non possono e non debbono essere scaricate sulla incolpevole platea di utenti, i quali hanno, loro malgrado,  già subito nell’ultimo decennio innumerevoli danni per mancata manutenzione. “Affinché il Consorzio di bonifica del Centro – Sud Puglia sia realmente messo nella condizione di operare – ha aggiunto il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – risulta propedeutico che la Regione Puglia adotti un  “piano organico pluriennale di interventi” che finanzi le opere di manutenzione straordinaria, proceda, senza ulteriori rinvii, alla revisione degli accordi intervenuti con la Regione Basilicata, in merito al “ristoro del danno ambientale”, in considerazione dei riflessi negativi sui costi dell’irrigazione per l’utenza e sui bilanci degli stessi Consorzi, rinegozi il costo di vettoriamento dell’acqua in favore dell’Ente Irrigazione”. I contribuenti hanno pagato a caro prezzo la lunga gestione commissariale dei 4 Consorzi di bonifica commissariati- denuncia Coldiretti Puglia - in termini di danni alle strutture e alle campagne per mancata manutenzione e pulizia, a causa di opere di bonifica mai realizzate e assenza di tutela idrogeologica e presidio idraulico. Si sono consolidate nel tempo nuove ed inevitabili esigenze di manutenzioni straordinarie delle opere pubbliche di bonifica – conclude Coldiretti Puglia - che non possono e non debbono essere scaricate sugli utenti, i quali hanno, loro malgrado, subito nell’ultimo decennio innumerevoli danni per mancata manutenzione e oggi non possono soggiacere agli effetti di percorsi legislativi impraticabili e deleteri. http://www.puglia.coldiretti.it/acqua.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=111857255 Sat, 11 Nov 2017 19:46:44 GMT ITALIAN SOUNDING AGROPIRATERIA: COLDIRETTI TARANTO, PRIMITIVO TAROCCO MADE IN CHINA; GIU' LE MANI DAL MADE IN ITALY “Il deprecabile caso del vino cinese, il ‘primitivo’ tarocco, per cui il consorzio di tutela DOC ha in cantiere tanto di ricorso contro il Paese del Dragone, ha riacceso i riflettori  sul fenomeno dell’agropirateria internazionale che colpisce anche la Puglia ed i nostri vini sono a forte rischio imitazione. La rintracciabilità ed i marchi, peraltro, non sono meri principi teorici e filosofici, piuttosto valori economici che le imprese agricole e l’intero territorio di produzione devono recuperare. Proprio questo legame indissolubile deve essere tutelato attraverso l’etichettatura chiara e trasparente dell’origine dei prodotti, unico strumento per contrastare le importazioni massicce di prodotti di dubbia origine e provenienza, spacciati per ‘made in Puglia’ quando non hanno nulla a che vedere con il nostro territorio”. E’ il Presidente di Coldiretti Taranto, Alfonso Cavallo, a segnalare le insidie che quotidianamente vanno stanate in Italia e all’estero contro gli agropirati del made in Italy. “In America si producono Moscato, Malvasia, Primitivo e Aleatico – denuncia il Direttore di Coldiretti Taranto, Aldo De Sario - venduti con  “DOC” californiane Napa Valley o Sonoma County e riuniti, ironia della sorte, nel “Consorzio Cal-Italia” (http://www.cal-italia.org/). L’azienda, ‘giustamente’,  giustifica l’utilizzo dei nomi italiani, spiegando che la maggior parte dei vitigni che crescono in California, oggi, sono stati importati dagli europei tra il 1850 ed il 1910. Ciò basterebbe a spiegare, secondo l’azienda, il motivo per cui vini prodotti e imbottigliati in California, diventano italiani”. Ad oggi sono 6 le IGP ‘Tarantino’, ‘Valle d’Itria’, ‘Salento’, ‘Murgia’, ‘Daunia’, ‘Puglia’ e 29 i vini pugliesi DOP  che  detengono un valore inestimabile, intrinseco alla materia prima ed alla professionalità imprenditoriale, che va salvaguardato a difesa della salute dei consumatori e a caratterizzazione della specificità dei prodotti regionali sul mercato globalizzato. Ed i risultati della scelta di qualità degli imprenditori agricoli pugliesi non hanno tardato a farsi vedere, tanto che è aumentata del 33% la produzione a denominazione d’origine, con i suoi 346.000 ettolitri di vino. I Consorzi di tutela fanno un lavoro difficile, delicato, quotidiano, di verifica delle produzioni certificate che devono rispondere a precisi requisiti igienico-sanitari, chimici, fisici, organolettici e nutrizionali. Un lavoro che verrebbe tradito e vanificato – aggiunge Coldiretti Puglia - anche dall’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea ed il Canada, non solo perché il trattato CETA non contempla alcuna delle DOP e IGP pugliesi nella lista delle DOP tutelate. Altro elemento grave è l’introduzione del principio di equivalenza che consentirebbe l’ingresso di prodotti agricoli, ‘trattati’ in modo evidentemente molto diverso rispetto ai nostri, che rilustrerebbero ‘equivalenti’ – conclude Coldiretti Puglia - un modo ‘furbo’ per evitare ogni ulteriore controllo in Italia. Gli accordi di libero scambio devono essere un’opportunità, non una insidia, a cui non si potrà mettere riparo in alcun modo, perché il mercato ‘perso’ secondo il CETA non potrà essere compensato con i sussidi. http://www.puglia.coldiretti.it/italian-sounding.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=111857095 Sat, 11 Nov 2017 19:39:37 GMT