Coldiretti Puglia News - Coldiretti Puglia http://www.puglia.coldiretti.it/ Sun, 15 Apr 2018 11:41:41 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.puglia.coldiretti.it/ 60 BONIFICA  AMBIENTE: COLDIRETTI PUGLIA, 78% COMUNI PUGLIESI A RISCHIO IDROGEOLOGICO; AL PALO LAVORI DI BONIFICA DEL TERRITORIO Il clima impazzito continua ad avere effetti disastrosi sul territorio e si abbatte su un territorio fragile, dove 232 comuni su 258 (78%) sono a rischio idrogeologico con diversa pericolosità idraulica e geomorfologica.  Sono 8.098 i cittadini pugliesi esposti a frane e 119.034 quelli esposti ad alluvioni, rileva Coldiretti Puglia sulla scorta dei dati ISPRA. “Gli effetti dell’incuria e delle mancate opere di bonifica – denuncia il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele - sono evidenti sul territorio. Alberi nei canali di scolo e canneti, tombini nelle aziende agricole ostruiti, sono solo alcuni esempi di quanto rilevato nel corso dei sopralluoghi effettuati dalla squadra di tecnici di Coldiretti Puglia che si sta muovendo sul territorio per verificare che le opere siano realmente state realizzate. Poi, ci stupiamo di smottamenti e allagamenti, causati in Puglia anche da semplici piogge. Si sono consolidate nel tempo nuove ed inevitabili esigenze di manutenzioni straordinarie delle opere pubbliche di bonifica che non possono e non debbono essere scaricate sulla incolpevole platea di utenti, agricoli e urbani, i quali hanno, loro malgrado,  già subito nell’ultimo decennio innumerevoli danni per mancata manutenzione, i quali hanno, loro malgrado,  subito nell’ultimo decennio innumerevoli danni per mancata manutenzione. I drammatici effetti dell’incuria e dei profondi cambiamenti climatici che si sono manifestati sul territorio regionale, caratterizzati dal succedersi di eventi estremi non sempre prevedibili, hanno reso non più rinviabile il rilancio dell’attività di bonifica integrale”. Proprio per studiare il ‘caso Puglia’ una delegazione del Gruppo della Banca mondiale, osservatore presso il Gruppo di sviluppo delle Nazioni Unite, composto da delegati provenienti da Cina, USA, Kazakhistan, Vietnam, Perù, Vienna, sarà in visita in Puglia, guidata da Coldiretti, tra le province di Bari e Foggia, dal 10 al 14 aprile prossimi, per toccare con mano gli esempi virtuosi sul fronte irriguo, rappresentati da aziende private e dallo stesso Consorzio di Bonifica della Capitanata che hanno fatto della politica di autogoverno degli agricoltori il punto di forza delle attività. “Abbiamo in più occasioni chiesto al commissario del Consorzio di bonifica Centro – Sud una mappa dei lavori effettivamente svolti sul territorio, perché le nostre imprese agricole non ne vedono tracce tangibili – aggiunge Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia – e abbiamo presentato un documento con indicazioni puntuali, sollecitando più volte la convocazione di un tavolo all’Assessore all’Agricoltura, mai convocato, perché senza un piano organico pluriennale, gli interventi di manutenzione straordinaria della rete di scolo resteranno solo utopia, mentre si continua a gravare di oneri impropri i consorziati, già colpiti sia patrimonialmente che nella formazione del reddito, in considerazione dei ripetuti danni subiti”. http://www.puglia.coldiretti.it/bonifica.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=117286176 Sun, 15 Apr 2018 11:41:41 GMT OLIVICOLTURA  MALTEMPO: COLDIRETTI BARI/BAT, STRAGE ULIVI PER MALTEMPO FEBBRAIO; SALE CONTA DANNI L’eccezionale ondata di maltempo che ha colpito a febbraio le province di Bari e BAT ha arrecato un danno che sta aumentando di giorno in giorno, secondo le segnalazioni degli olivicoltori di Coldiretti Bari e BAT.  “Sta aumentando esponenzialmente la stima del danno sugli ulivi – denuncia il Delegato confederale di Coldiretti Bari, Angelo Corsetti – che mostrano chiari segnali di spaccatura della corteccia, disseccamento delle piante allo stadio giovanile, gemme bruciate dal gelo, caduta copiosa delle foglie, con epicentro tra Corato e Andria. Abbiamo fatto una segnalazione formale a Prefettura, Assessorato regionale all’Agricoltura, Ufficio provinciale dell’Agricoltura di Bari, alle aree metropolitane di Bari e BAT per le verifiche e l’accertamento del danno da parte degli uffici su tutte le colture. In provincia di Bari si conta una superficie di 100mila ettari di uliveto e una produzione di 3 milioni di quintali di olive e nella provincia di Barletta-Andria-Trani gli ettari olivetati sono ben 32.050 e la produzione di olive da olio è in media pari a 1,2 milioni di quintali di olive, un patrimonio che rischia di essere stato compromesso dal maltempo del mese scorso. E’ stato potenziato il servizio di assistenza tecnica alle aziende per la difesa delle colture dalle avversità meteoriche e per il supporto alle scelte operative aziendali”. Un impegno straordinario – conclude la Coldiretti Bari e BAT – è stato chiesto dall’Unaprol che si è attivata scrivendo al Ministero delle politiche agricole per chiedere un intervento a sostegno delle imprese olivicole di tutte le aree, anche attraverso il rifinanziamento del piano olivicolo. “Disastrosi gli effetti sui campi della tropicalizzazione del clima – aggiunge il Delegato confederale delle articolazioni territoriali, Vito Amendolara – che azzera in pochi attimi gli sforzi degli agricoltori che perdono produzione e al contempo subiscono l’aumento dei costi a causa delle necessarie risemine, ulteriori lavorazioni, acquisto di piantine e sementi e utilizzo aggiuntivo di macchinari e carburante. Gli imprenditori si trovano ad affrontare fenomeni controversi, dove in poche ore si alternano eccezionali ondate di maltempo a caldo fuori stagione. In questo contesto è fondamentale riconoscere agli imprenditori agricoli un ruolo incisivo nella gestione del territorio, dell’ambiente e delle aree rurali”. http://www.puglia.coldiretti.it/olivicoltura.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=117286152 Sun, 15 Apr 2018 11:40:01 GMT LATTIERO - CASEARIO LATTE: COLDIRETTI PUGLIA, STOP A FAR WEST SU PREZZI E CONTRATTI; 2,7 MILIONI DI Q.LI PRODOTTO STRANIERO Stop al far west sui contratti per il latte. E’ quanto chiede la Coldiretti di fronte alle comunicazioni di unilaterali di variazione al ribasso del prezzo alla stalla, o di riduzione delle quantità richieste rispetto agli accordi presi, che le industrie stanno mandando agli allevatori e che mettono a rischio la sopravvivenza e il lavoro di oltre 30mila aziende agricole, senza considerare l’indotto. Si tratta – spiega la Coldiretti – di una situazione generata anche dalla pratica fuori legge ma ancora in uso di stipulare intese verbali e di durata inferiore ai 12 mesi per la quale si chiede l’intervento degli organismi di controllo del Ministero delle Politiche Agricole insieme all’attivazione di tutte le contromisure legali disponibili in caso di necessità. “All’emergenza prezzi – denuncia Gianni Cantele, Presidente di Coldiretti Puglia - si aggiunge il problema grave che molte partite di prodotto non riescono a trovare acquirenti e molti caseifici stanno comunicando agli allevatori la decisione unilaterale di sospendere il ritiro del latte anche per 15 giorni, mentre dalle frontiere italiane passano ogni giorno 24 milioni di litri di “latte equivalente” tra cisterne, semilavorati, formaggi, cagliate e polveri di caseina, per essere imbustati o trasformati industrialmente e diventare magicamente mozzarelle, formaggi o latte italiani, all’insaputa dei consumatori”. Gli allevatori devono vendere 2 litri di latte - dice Coldiretti Puglia - per bersi un caffè al bar, quattro litri per comprare un pacchetto di caramelle, quattro litri per una bottiglietta di acqua al bar e quasi 15 litri per un pacchetto di sigarette. “Un fiume di latte sta invadendo la Puglia – incalza Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia - a prezzi bassissimi da Francia, Germania, Ungheria, Repubblica Ceca, mentre un litro di latte al consumo continua a costare da 1,30 fino ad 1,60 euro e i prezzi dei prodotti lattiero – caseari nei negozi di vicinato e sui banchi della distribuzione organizzata sono rimasti stabili. Chiediamo che vengano intensificati i controlli, che venga verificata la destinazione finale di questo latte straniero di dubbia qualità, anche per garantire la reale applicazione del Decreto sull’indicazione obbligatoria dell’origine del latte in etichetta, una infallibile cintura di sicurezza per i nostri allevatori che devono poter competere alla pari e per la salute dei consumatori e scegliere in maniera consapevole quello che acquistano e mangiano”. La legge 91 del luglio 2015 - ricorda la Coldiretti - prevede infatti l’obbligo di contratti scritti della durata minima di 12 mesi. E proprio ai sensi della normativa vigente alla Coldiretti continuano ad affluire le deleghe firmate dai singoli allevatori che incaricano l’organizzazione a rappresentarli sia di fronte alle industrie in sede di trattative per il prezzo sia di fronte ai magistrati nel caso scoppiasse una vera e propria guerra giudiziaria con le aziende di trasformazione. Le modifiche unilaterali al ribasso del prezzo del latte – afferma la Coldiretti – vanno contro una situazione di mercato che invece offre segnali positivi. Come se non bastasse – continua la Coldiretti - mai così tanto formaggio italiano è stato consumato all’estero come nel 2017 che ha fatto segnare un record storico con l’aumento del 6% in quantità rispetto allo scorso anno che ha portato a ben il 63% l’incremento delle spedizioni nel corso di un decennio, come in Francia dove è diretto quasi un quarto del totale esportato (23%), in Germania che si colloca al secondo posto tra i principali clienti, in Gran Bretagna e negli gli Stati Uniti dove nell’ultimo anno si è verificato un aumento del 10% delle spedizioni. A fronte di una situazione di mercato che vede crescere il Made in Italy a tavola in tutto il mondo – conclude la Coldiretti – non è accettabile un atteggiamento delle industrie che cerca di speculare al ribasso sul prezzo del latte mettendo a rischio un intero settore produttivo sul quale si basa una parte importante dello slancio dell’economia italiana sui mercati internazionali.  http://www.puglia.coldiretti.it/lattiero-caseario.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=117286132 Sun, 15 Apr 2018 11:38:51 GMT IRRIGAZIONE DOMANI 12/4 DELEGAZIONE BANCA MONDIALE ACQUA FA TAPPA A MONOPOLI Presso Vivai Lapietra, ore 15,00 Domani, 12 aprile 2018, alle ore 15,00, fa tappa a Monopoli, presso l’Azienda agricola Lapietra in Contrada Stomazzelli, il tour della delegazione del Gruppo della Banca mondiale settore Acqua, osservatore presso il Gruppo di sviluppo delle Nazioni Unite, composto da delegati provenienti da Cina, USA, Kazakhistan, Vietnam, Perù, Vienna, sotto la guida di Coldiretti. La visita ha l’obiettivo di studiare il ‘caso Puglia’ e toccare con mano gli esempi virtuosi sul fronte irriguo, rappresentati da aziende private e dallo stesso Consorzio di Bonifica della Capitanata che hanno fatto della politica di autogoverno degli agricoltori il punto di forza delle attività. Oggi più del 40% della popolazione mondiale vive in regioni in cui l’acqua è scarsa. Un quarto del Pil globale è minacciato dall'insufficienza delle risorse idriche. E il riscaldamento creato dall’accumularsi dei gas serra può portare in alcune aree del pianeta a una diminuzione della capacità produttiva compresa tra il 6 e il 14%: ad esempio la fusione dei ghiacci delle montagne tibetane può creare un serio impatto sui cinque maggiori bacini idrici del Sudest asiatico. In Puglia le aree affette dal rischio desertificazione rappresentano il 57% del territorio e il conto pagato dall’agricoltura, soggetta ai cambiamenti climatici e alla siccità, è salato. E' per questo che l’acqua, secondo il parere di 750 esperti consultati nell’ambito della ricerca, appare come la più grave minaccia dei prossimi 10 anni. Quattro rischi principali sono infatti direttamente collegati all'acqua, in sintesi crisi idriche, cambiamento climatico, eventi meteo estremi, carenze alimentari. http://www.puglia.coldiretti.it/irrigazione.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=117286085 Sun, 15 Apr 2018 11:36:08 GMT VITIVINICOLO  VINITALY: COLDIRETTI PUGLIA, RECORD EXPORT VINO + 21,5%; 15.990 ETTARI UVE BIO Continua la crescita record delle esportazioni dei vini pugliesi, che nel 2017 hanno segnato un +21,5% rispetto all’anno precedente, secondo le elaborazioni di Coldiretti Puglia su dati Istat e un valore complessivo di 149 milioni di euro. Di pari passo aumenta la produzione biologica di uve, con 15.990 ettari contro i 10.866 dell’anno precedente. Il Primitivo pugliese con un aumento del +21% è al secondo posto in Italia della classifica dei vini che hanno avuto il maggior incremento nelle bottiglie acquistate nel 2017. “Determinante il ruolo del settore vitivinicolo per l’economia e il lavoro nel Mezzogiorno e in Puglia – commenta il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – che vede la provincia di Foggia al secondo posto Italia per ore di lavoro create nel settore del vino e al decimo posto della top ten anche un’altro vitigno pugliese, il Castel Del Monte Doc, con 9,4 milioni di ore lavorate nella provincia di Bari. Innumerevoli le opportunità di lavoro per chi è impegnato direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, ma anche in attività connesse, di servizio e nell’indotto che si sono estese negli ambiti più diversi, dall’industria vetraria a quella dei tappi, dai trasporti alle assicurazioni, da quella degli accessori, come cavatappi e sciabole, dai vivai agli imballaggi, dalla ricerca e formazione alla divulgazione, dall’enoturismo alla cosmetica e al mercato del benessere, dall’editoria alla pubblicità, dai programmi software fino alle bioenergie ottenute dai residui di potatura e dai sottoprodotti della vinificazione”. Il regolamento comunitario per la produzione di ‘vino biologico’ rappresenta un passo avanti importante per uno sviluppo adeguato del settore. Finalmente, grazie al fatto che le norme disciplinano l’intero processo enologico e non la sola fase di coltivazione in campo delle uve bio, si può etichettare il vino come “biologico” e non più come “ottenuto da uve biologiche“. “E’ grazie ai produttori di così alto livello – dice con soddisfazione Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia – che la Puglia è diventata la capofila di questo ‘rinascimento del vino’.  Si tratta di un patrimonio di innovazione e competitività acquisite che va tutelato dagli attacchi dell’agropirateria che colpisce anche la Puglia ed i nostri vini sono a forte rischio imitazione. Ecco a cosa servono i marchi di qualità, a difenderci dagli attacchi dei falsari e a valorizzare la tipicità e la localizzazione del prodotto”. Secondo uno studio della Coldiretti, la raccolta di un grappolo alimenta opportunità di lavoro in ben 18 settori: 1) agricoltura, 2) industria trasformazione, 3) commercio/ristorazione, 4) vetro per bicchieri e bottiglie, 5) lavorazione del sughero per tappi, 6) trasporti, 7) assicurazioni/credito/finanza, 8) accessori come cavatappi, sciabole e etilometri, 9) vivaismo, 10) imballaggi come etichette e cartoni, 11) ricerca/formazione/divulgazione, 12) enoturismo, 13) cosmetica, 14) benessere/salute con l’enoterapia, 15) editoria, 16) pubblicità, 17) informatica, 18) bioenergie Grande successo anche del biologico in Puglia, dove 1 ettaro su 8 di vigneto è biologico, dato testimoniato dalle numerose etichette di vini prestigiosi presenti al Vinitaly, recanti il logo europeo che distingue le produzioni biologiche. La Puglia è la seconda regione italiana con 10900 ettari nel segmento del vino bio e biodinamico. Grande attenzione anche all’ambiente, testimoniato dall’utilizzo del ‘tappo bio’, la chiusura innovativa “carbon neutral”, riciclabile al 100% e realizzata con materiali rinnovabili d'origine vegetale. http://www.puglia.coldiretti.it/vitivinicolo.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=117286058 Sun, 15 Apr 2018 11:33:35 GMT VITINICOLO VINITALY: COLDIRETTI PUGLIA, INNOVAZIONE IN BICCHIERE, DA TAPPO IN VETRO A OCCHIALINI VIRTUAL, DA VINO VEGAN FINO A PESTO DI FOGLIE DI VITE L’innovazione sta caratterizzando il mondo del vino pugliese, dice Coldiretti Puglia, e sta contribuendo a dare fermento ad un settore in continua crescita in termini di qualità e riconoscibilità sui mercati nazionali ed internazionali. Dal tappo in vetro, al vigneto ad alberello di uve Sauvignon in riva al mare, dagli occhialini utili ad ‘immergersi’ nelle Terre del Neagroamaro, fino al pesto dalle foglie di vite, sono solo alcune delle novità sono solo alcune delle novità delle aziende, raccontate da Coldiretti Puglia in occasione del Vinitaly. Capitolo a parte, aggiunge Coldiretti Puglia, merita la diffusione del “Wine beauty” che oggi riguarda dalla crema viso alla linfa di vite, dallo scrub agli scarti di potatura al gel di uva rassodante, dalla crema anti-età alle nettare di uva. “E’ il tempo di fare un bilancio degli ultimi trent’anni – commenta il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – che hanno visto il settore impegnato in una seria rivoluzione colturale e culturale che lo ha reso il testimonial dell’agroalimentare pugliese competitivo ed evoluto.  Il finanziamento grazie a bandi regionali degli impianti di spumantizzazione ha consentito l’ulteriore valorizzazione delle nostre uve e dei nostri vini e fa il paio con una attività, che dal blocco dei diritti di reimpianti fuori regione, passa per tutte le misure sulla modernizzazione e l’innovazione in cantina. I vini spumanti che un tempo erano costretti a migrare oggi sono prodotti direttamente in Puglia, chiudendo una filiera di eccellenza che ha aperto straordinarie prospettive di mercato”. Il vigneto di Erminio Campa caratterizza il panorama costiero di Torricella a Taranto con gli alberelli saldamente radicati su terreno calcareo argilloso misto a sabbia fine. L’aria di mare fa il resto. In provincia di Lecce le cantine salentine di Guagnano, in collaborazione con Firm Unisalento e AVR Lab, spin off dell’Università del Salento, coordinati dal Prof. Maizza, hanno messo a punto occhialini avveniristici che consentono di visitare vigne, barricaie e cantine, stando comodamente seduti in poltrona a degustare i pregiati vini salentini. Ultima novità enogastronomica da abbinare ai vini un condimento a base di foglie di vite per insaporire pasta e crostoni dell’azienda agricola Lillo di Castellaneta. “Il vino oggi testimonia un processo di rigenerazione realizzato da un sistema di imprese che si è posto l’obiettivo – ha aggiunto Angelo Corsetti,  Direttore di Coldiretti Puglia – di offrire nel bicchiere un intero territorio fatto del patrimonio genetico dei suoi vitigni, delle sue ricchezze endogene, del clima, di paesaggio, di testimonianze artistiche e naturali, con un occhio attento all’innovazione e alle tendenze del consumo. Da qui, per esempio, la nascita di Vegamaro", la prima bottiglia di negroamaro in purezza dedicata a vegani e vegetariani, prodotto dalla cantina Feudi di Guagnano, questo nettare di Bacco nel quale non c'è traccia di sostanze di origine animale in nessuna delle fasi produttive (dalla vinificazione al finissaggio, dall'affinamento all'imbottigliamento). Anche il packaging, dall'etichetta alla bottiglia, dal tappo alla scatola, sono stati concepiti nell'ottica della eco sostenibilità, per intercettare quella fetta di consumatori sempre più attenta all'ambiente e al rispetto del mondo animale.”. http://www.puglia.coldiretti.it/vitinicolo.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=117285988 Sun, 15 Apr 2018 11:28:34 GMT PSR  LAVORO: COLDIRETTI PUGLIA, EMILIANO NON LASCI DISOCCUPATI 4MILA GIOVANI Il Presidente della Regione Emiliano non può lasciare che 4mila giovani restino disoccupati perché esclusi dal Piano di Sviluppo Rurale (PSR) per la paralisi in cui versa la macchina amministrativa dell’Assessorato all’Agricoltura della Puglia. E’ quanto afferma la Coldiretti regionale nel sottolineare che per dare un futuro al mondo agricolo pugliese le priorità nella gestione delle risorse non possono che essere i giovani ed i loro investimenti, insieme alle risposte serie da dare agli imprenditori agricoli che vivono il dramma della Xylella. “Lasciamo all’Assessore all’Agricoltura e alle organizzazioni che lo accompagnano la difesa della virtuosità dei GAL, a cui non crediamo, visti i risultati” ha affermato il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, in riferimento all'ultima nota dell'Assessore regionale Di Gioia sul PSR. “Noi stiamo indicando la luna, mentre l'Assessore continua a guardare il proprio dito” ha precisato. Il partenariato di 2 settimane fa serviva a portare proposte per trovare risorse utili a finanziare domande e progetti per giovani, investimenti e tanto altro ancora, come la Xylella per cui i bandi non sono ancora aperti” ha aggiunto Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia, nel sottolineare che “non basta nascondersi dietro la scusa che il PSR non va bene, perché è stato costruito da altri o dare responsabilità al partenariato e/o al comitato di gestione, sapendo che le scelte vengono assunte in autonomia dall'Autorità di gestione che è sola nelle decisioni”. La risposta dell’Assessore doveva essere immediata, proprio per rispetto ai sogni dei tanti giovani che abbiamo accompagnato 2 settimane fa sotto il ‘Palazzo’, su tempi, modi e massima apertura per rendere veramente l'agricoltura pugliese più competitiva. “I tempi delle imprese non sono quelli della burocrazia” ha affermato Corsetti. Lavorare ancora oggi sulle linee guida che saranno usate per avviare l'istruttoria di bandi chiusi a novembre non significa che l'istruttoria è in corso. Così come dopo mesi e da poche ore sono state pubblicate le graduatorie del bando per gli agriturismi e giovani, che apriranno altre polemiche. “Siamo davanti ad un gap burocratico – ha concluso Corsetti - che poteva essere superato dalla piena applicazione della semplificazione amministrativa, attraverso la delibera di applicazione dei ‘SuperCAA’, ma certa politica continua a nascondersi dietro la burocrazia che impedisce ai giovani di realizzare i propri sogni e frena la crescita delle imprese”. http://www.puglia.coldiretti.it/psr.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=116778278 Fri, 30 Mar 2018 18:58:58 GMT FONDI UE PSR: COLDIRETTI PUGLIA, INVIATE DIMISSIONI IN BLOCCO DA TUTTI I GAL; REGIONE PUGLIA SI SVEGLI “E’ necessario che la Regione Puglia si svegli – denuncia il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – e che l’Assessorato all’Agricoltura regionale esca fuori dal ‘pantano PSR’, mettendo mani alle istruttorie delle domande sulla misura degli investimenti 4.1.a. Il ricorso e la conseguente sentenza del TAR non possono diventare l’alibi per tenere congelata l’istruttoria delle domande che consentirebbe di capire quali progetti sono realmente finanziabili, evitando che gli agricoltori si sobbarchino di costi esosi relativi alla documentazione di bancabilità, cantierabilità, rilascio di permessi a costruire, per poi decadere dalla graduatoria iniziale, pubblicata nell’ormai lontano novembre 2017. Stiamo perdendo competitività, perché sono bloccati da 2 anni i primi 120 milioni di euro per bandi pubblicati nel lontano 2016, non ci sono risorse sufficienti a garantire copertura alle 5mila domande presentate dai giovani, alle 3200 degli imprenditori che intendono investire e a tutte le aziende colpite da Xylella che hanno bisogno di ripartire”. In merito alla task force che si sta occupando dell’istruttoria delle domande per le misure a superficie, Produzione Integrata e Agricoltura Biologica, Coldiretti Puglia stigmatizza che si parla sempre e comunque dell’annualità 2016. “La coerenza di Coldiretti è dimostrata dai fatti e non dalle chiacchiere – aggiunge il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – perché, a prescindere dai tecnicismi, è evidente che in questo scenario fatto di migliaia di domande e pochi soldi, tutti debbano fare la propria parte. Coldiretti in blocco ha rassegnato le dimissioni da tutti i GAL in cui era presente a vario titolo. Pensare ad una rimodulazione che passi nuovamente sulla testa dell’imprenditoria agricola è inaccettabile, perché il PSR è e deve rimanere uno strumento economico a disposizione delle aziende agricole. Tra l’altro, è scarso l’avanzamento di spesa, e quella dei GAL è tra le misure PSR più arretrate nella spesa con rischio restituzione risorse a Bruxelles. Istruttoria e pubblicazione delle graduatorieTutto ciò dimostra che siamo di fronte ad un gap burocratico che poteva e può essere superato dalla piena applicazione della semplificazione amministrativa, attraverso la delibera di applicazione dei ‘SuperCAA’. http://www.puglia.coldiretti.it/fondi-ue.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=116710085 Wed, 28 Mar 2018 15:49:53 GMT FURTI CRIMINALITA': COLDIRETTI FOGGIA, 5 QLI ASPARAGI RUBATI IN 1 NOTTE; SITUAZIONE ESPLOSIVA IN CAPITANATA “La situazione nelle campagne è realmente esplosiva – denuncia il Presidente di Coldiretti Foggia, Giuseppe De Filippo – con furti quotidiani e un clima di grande incertezza per le ‘soprese’ che ogni giorno gli imprenditori agricoli devono vivere. Questa notte è toccato ad un campo di asparagi, dove in poche ore sono stati ‘trafugati’ 5 quintali di prodotto in agro di Cutino di Manfredonia. Al danno la beffa del restante quantitativo dell’impianto di asparagi risultato danneggiato. Le bande criminali seguono perfettamente il ritmo delle stagioni e l’andamento delle produzioni. Rubano l’uva da tavola a settembre, tagliano i ceppi dell’uva da vino a marzo/aprile, rubano le olive a novembre. Non è più possibile tergiversare, anche perché a repentaglio viene messa la stessa incolumità dei nostri imprenditori agricoli e delle loro maestranze”. Secondo l’analisi dell’Osservatorio sulla criminalità dell’agricoltura e sul sistema agroalimentare promosso da Coldiretti sui risultati conseguiti dalle Forze di Polizia, l’intero comparto agroalimentare è caratterizzato da fenomeni criminali legati a furti, estorsioni e alla contraffazione di prodotti alimentari ed agricoli e dei relativi marchi garantiti. I danni al sistema sociale ed economico sono molteplici, dal pericolo per la salute dei consumatori finali, all’alterazione del regolare andamento del mercato agroalimentare. Per questo Coldiretti Puglia, ringraziando le forze dell’ordine per l’opera incessante svolta quotidianamente, chiede una stretta sui controlli – anche attraverso l’ausilio dell’Esercito - per assicurare maggiore sicurezza agli agricoltori e agli operai. “I comuni maggiormente interessati da questo problema sono Cerignola, Lucera, Orta Nova, Torremmaggiore, San Severo, San Marco in Lamis, S. Giovanni Rotondo, Poggio Imperiale - aggiunge il Direttore di Coldiretti Foggia, Marino Pilati - ma il fenomeno è diffuso su tutto il territorio provinciale. La tipologia di furti risulta essere di varia natura. Si passa dalla sottrazione del raccolto dalle piante in campo, alle aggressioni per il furto dei mezzi agricoli e/o delle attrezzature e/o del bestiame, dei raccolti già messi su cassoni, o addirittura alla sottrazione dei cavi di rame e del ferro. Molto diffusa è la razzia dei mezzi agricoli con la successiva richiesta di riscatto. Le denunce effettivamente presentate sono una percentuale di molto inferiore (circa 20%) al reale eventi accaduti, nonostante le costanti sollecitazioni a denunciare i fatti. Furti e danneggiamenti sono praticamente quotidiani  tanto da aver spinto alcuni agricoltori ad organizzarsi con ronde notturne e diurne. Oltre alla perdita di reddito, a rischio è la stessa incolumità dei nostri agricoltori che non è certamente un problema trascurabile”. http://www.puglia.coldiretti.it/furti.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=116709973 Wed, 28 Mar 2018 15:44:46 GMT MADE IN ITALY VINO: COLDIRETTI PUGLIA, FRODI METTONO A RISCHIO SETTORE; + 6% ACQUISTO SPUMANTI   Plauso di Coldiretti Puglia per il sequestro da parte dell’Agenzia delle Dogane di Brindisi di falso vino made in Italy, in realtà prodotto con uve coltivate in Bulgaria.   “Serve tolleranza zero sulle frodi che mettono a rischio lo sviluppo di un settore che è cresciuto – spiega Gianni Cantele, Presidente di Coldiretti Puglia - puntando su un grande percorso di valorizzazione qualitativa che ha portato il vino al grande exploit della Puglia dei rossi, degli spumanti e dei vini rosati che in 3 anni hanno registrato un balzo record del + 122% (fonte UIV), rappresentando il 40% della produzione nazionale con oltre 1 milione di bottiglie l’anno. In sintesi 1 bottiglia su 4 di rosé ‘Made in Italy’ è pugliese. Sempre i rosati fanno registrare una crescita dei consumi superiore al 13%, in controtendenza rispetto al dato generale, secondo il quale negli ultimi 50 anni il consumo di vino è sceso da 70 litri pro capite all’anno a 36-37 litri e la media continua a scendere dell’1% annuo. Non può essere messo a rischio il patrimonio di credibilità costruito nel tempo dal vino Made in Italy che oggi è diventato la principale voce dell’export agroalimentare nazionale. La popolarità anche internazionale di eccellenze varietali uniche quali Primitivo, Negroamaro e Nero di Troia, il successo di importanti vini a DOP quali il Primitivo di Manduria, il Salice Salentino e il Castel del Monte, per citare i più conosciuti, espongono il comparto a rischio frodi e speculazioni”. Nel 2017 si sono registrati negli acquisti delle famiglie un +5% per i vini Doc, mentre le Igt salgono del 4% e gli spumanti addirittura del 6%. Dopo aver conquistato bar e ristoranti, si registra complessivamente un balzo del 3% anche tra le mura domestiche, con una profonda svolta verso la qualità come dimostra il fatto che a calare sono solo gli acquisti di vini comuni (-4%). Dopo che negli ultimi 30 anni i consumi di vino si sono più che dimezzati toccando il minimo storico dall’unità d’Italia con una stima di 33 litri a persona all’anno, il calo – sottolinea la Coldiretti – si è arrestato. “E’ il risultato di un mix vincente di fattori – aggiunge Angelo Corsetti, Direttore Coldiretti Puglia - che partono dalle potenzialità del terroir e delle varietà autoctone, passando per le capacità imprenditoriali dei vitivinicoltori pugliesi, alla lungimiranza della politica regionale che negli ultimi 10 anni ha indirizzato risorse importanti sugli investimenti in tecnologia e sulla promozione, ma anche grazie a un ponderoso sistema di controlli che il settore si è dato in Italia, dopo aver toccato il punto più basso che si potesse immaginare con lo scandalo del metanolo. Per questo è bene stigmatizzare che svendere, attraverso operazioni poco chiare, per pochi euro in più l’immagine e il valore di DOC o IGT affermatesi con grandi sacrifici e sforzi da parte di tutti, porta inevitabilmente a un danno collettivo incalcolabile”. Ad oggi  sono 6 le IGP (Indicazioni Geografiche Protette) ‘Tarantino’, ‘Valle d’Itria’, ‘Salento’, ‘Murgia’, ‘Daunia’, ‘Puglia’ e 29 i vini pugliesi DOC (Denominazione di Origine Controllata) che  detengono un valore inestimabile, intrinseco al prodotto agroalimentare ed alla professionalità imprenditoriale, che va salvaguardato a difesa della salute dei consumatori e a caratterizzazione della specificità dei prodotti regionali sul mercato globalizzato. Ed i risultati della scelta di qualità degli imprenditori agricoli pugliesi non hanno tardato a farsi vedere: è aumentata del 37% la produzione DOC e DOCG (Denominazione d’Origine Controllata e Garantita). http://www.puglia.coldiretti.it/made-in-italy.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=116709877 Wed, 28 Mar 2018 15:40:09 GMT EMERGENZA FAUNA SELVATICA: COLDIRETTI PUGLIA, ENNESIMO RINVIO DDL; TEMPI BIBLICI E SILENZIO ASSORDANTE SU PROBLEMA GRAVE   “Un silenzio assordante della politica quello che stiamo registrando sul problema annoso della fauna selvatica in Puglia – dice il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – rappresentato dall’ennesimo rinvio nelle commissioni congiunte II e IV dell’esame del DDL per l’assenza dell’Assessorato all’Agricoltura regionale che doveva discutere dei suoi stessi emendamenti. Il fenomeno della proliferazione dei cinghiali è divenuto gravissimo e interessa l’intera zona della Murgia e le aree rurali a valle della Murgia stessa, soprattutto i comuni di Andria, Corato, Altamura, Spinazzola, Minervino, Poggiorsini, Ruvo di Puglia, Gravina e ampi areali a Noci e Putignano, dove è denunciata la presenza dei lupi, a Bari e Bitonto. Inaccettabili i tempi biblici con cui viene affrontato dalla politica il delicato tema della fauna selvatica che mette a repentaglio l’incolumità pubblica e arreca danni al settore agricolo”. Gli imprenditori agricoli vivono uno stato di malessere che cresce in misura esponenziale e la preoccupazione aumenta – denuncia Coldiretti Puglia - se si considera la capacità di adattamento di cinghiali e lupi ai cambiamenti ambientali, dato che sono comparsi anche in aeree da cui risultavano assenti da anni e stanno mettendo a rischio la stessa presenza e il lavoro degli agricoltori. “In Puglia sono enormi i danni causati dalla fauna selvatica. I cinghiali distruggono le coltivazioni e attaccano gli uomini e gli animali allevati – denuncia Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia - come anche i lupi e i cani inselvatichiti, gli storni azzerano la produzione di olive e distruggono le piazzole, le lepri divorano letteralmente interi campi di ortaggi, i cormorani mangiano i pesci negli impianti di acquacoltura, con un danno pari ad oltre 11 milioni di euro. Gli agricoltori stanno provvedendo a recintare a proprie spese con costi considerevoli le aziende agricole per difendersi dai cinghiali che distruggono strutture e produzioni. Si tratta di una situazione insostenibile che sta provocando l'abbandono delle aree interne, con problemi sociali, economici e ambientali”. Gli imprenditori agricoli, ma anche gli automobilisti, gli autotrasportatori e gli avventori occasionali, stanno segnalando – conclude Coldiretti Puglia- con sempre maggiore frequenza i danni provocati da cinghiali e lupi che vivono e si riproducono principalmente nelle aree naturali protette, ma che inevitabilmente sconfinano e fanno razzia nelle aziende agricole e si riversano sulle strade limitrofe ed in prossimità dei centri abitati. Nel giro di dieci anni cinghiali e lupi sono raddoppiati, mettendo a rischio non solo le produzioni agroalimentari e l’assetto idrogeologico del territorio, ma anche la vita stessa di agricoltori e automobilisti, come testimoniato dai frequenti incidenti stradali, anche con feriti gravi. I numeri la dicono lunga sulla necessità di innalzare il livello di allerta e programmare efficaci attività di riequilibrio della fauna selvatica che mette a repentaglio la stessa incolumità delle persone.   http://www.puglia.coldiretti.it/emergenza.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=116709825 Wed, 28 Mar 2018 15:38:01 GMT SOCIALE AGRIWELFARE: COLDIRETTI PUGLIA, NASCE RETE AGRICOLTURA SOCIALE CAMPAGNA AMICA Nasce la rete di agricoltura sociale di Campagna Amica con già 95 aziende iscritte in Puglia con servizi che vanno dal reinserimento socio lavorativo di soggetti disagiati, disabili o problematici all’educazione ambientale, dalle attività terapeutiche ai servizi alle comunità locali, con un’attività oggi codificata grazia all’approvazione in Consiglio regionale della legge sull’agricoltura sociale. Al primo focus group operativo con le imprese agricole di Campagna Amica, le cooperative sociali di UeCoop e le associazioni che collaborano con Coldiretti, hanno partecipato il relatore della legge in Consiglio, il consigliere Domenico Damascelli e il dirigente dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia, Luigi Trotta. “L’agriwelfare vede l’agricoltura protagonista di progetti imprenditoriali dedicati esplicitamente ai soggetti più vulnerabili – ha spiegato il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele - che devono fare i conti con la cronica carenza dei servizi alla persona, utili all’inserimento socio-lavorativo di soggetti svantaggiati, disabili e minori in età lavorativa, inseriti in progetti di riabilitazione sociale mediante le risorse materiali e immateriali dell’agricoltura, attraverso le opportunità della multifunzionalità e il grande spirito innovativo e di inclusione sociale dimostrato anche dai giovani imprenditori agricoli. C’è chi si occupa di persone con problemi di dipendenza (droga e alcool in particolare) oppure chi si dedica a ortoterapia, ippoterapia e altre attività con disabili fisici e psichici di diversa gravità, ma ci sono realtà che seguono il reinserimento sociale e lavorativo di persone emarginate (minori a rischio, disoccupati di lunga durata, ecc.) oppure che puntano allo sviluppo di un’attività agricola volta al miglioramento del benessere e della socialità (agriasilo, orti per gli anziani, ecc.)”. Secondo la mappa dell’agricoltura sociale di Campagna Amica in Italia la metà delle aziende ha sede nel nord con Piemonte ed Emilia Romagna come regioni con più esperienze, il 16 % è collocato nelle regioni centrali con Lazio, Marche e Abruzzo come capofila e il restante 34% nelle regioni meridionali con la Puglia protagonista nel Mezzogiorno. “In Puglia già in prima battuta – aggiunge Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia - sono già state censite 95 aziende agricole che operano nel sociale e svolgono un ruolo importante nell’ambito della multifunzionalità, accogliendo le fasce più deboli della società nelle aree rurali, una svolta epocale con la quale si riconosce che nei prodotti e nei servizi offerti dall’agricoltura non c’è solo il loro valore intrinseco, ma anche un bene comune per la collettività fatto di tutela ambientale, di difesa della salute, di qualità della vita e di valorizzazione della persona. Un’azienda su 3 si occupa di reinserimento socio lavorativo mentre il 15% di chi si occupa di percorsi riabilitativi o di sostegno a disabili o minori lo fa anche puntando sulla grande capacità di stimolo affettivo di animali come cani, cavalli e asinelli realizzando una vera e propria pet therapy sociale secondo il Rapporto sull’ Agricoltura Sociale del Ministero per le Politiche Agricole e Forestali”. Ma esiste anche una fetta del 6% che struttura progetti sociali sulla produzione di miele con i “pastori delle api”. Per l’avvio delle attività 1 azienda su 4 ha utilizzato anche finanziamenti esterni che sono arrivati nel 30% dei casi da fondi pubblici europei oppure da enti e istituzioni locali e nazionali (ministero, regioni e comuni), ma esiste anche un canale di finanziamento è di origine privata che comprende i fondi raccolti tramite operazioni di crowdfunding e con le donazioni. L’agriwelfare italiano – evidenzia la Coldiretti – nasce quindi dall’innesto dei percorsi di riabilitazione e di reinserimento sociale in attività agricole tradizionali come la coltivazioni, l’allevamento, l’agriturismo, le fattorie didattiche e anche le vendite dirette che con il 60,2% sono anche il canale più utilizzato per l’offerta dei prodotti, seguito dai gruppi di acquisto (35,1%) e dai mercati contadini e rionali (32,2%), dalla ristorazione (22,3%) e da altri negozi del proprio territorio (19,9%), senza trascurare neppure le vendite on line (11,4%). Rilevante è poi il fatto che oltre il 10% delle realtà conferisca una quota delle proprie produzioni alle mense a fronte di una crescente sensibilità della ristorazione collettiva verso le produzioni del territorio che portino anche il valore aggiunto della solidarietà verso gruppi sociali meno fortunati e in difficoltà. http://www.puglia.coldiretti.it/sociale.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=116709770 Wed, 28 Mar 2018 15:35:59 GMT FURTI CRIMINALITÀ: COLDIRETTI BARI, VERGOGNA FURTI IN CAMPAGNA;  RAZZIA DI ULIVI AD ANDRIA Si registra un’impennata di fenomeni criminali che colpiscono e indeboliscono il settore agricolo – rileva Coldiretti Bari e BAT – con furti quotidiani di trattori, falciatrici e altri mezzi agricoli, gasolio, rame, prodotti (dalle olive all’uva alle mandorle, dall’olio al vino) e addirittura alberi. Non si tratta più soltanto di “ladri di polli” quanto di veri criminali che organizzano raid capaci di mettere in ginocchio un’azienda, specie se di dimensioni medie o piccole. “Questa volta è toccato ad una giovane imprenditrice agricola – denuncia il Delegato Confederale di Coldiretti Bari e BAT, Angelo Corsetti – che aveva appena messo a dimora 100 alberi di ulivo, spariti nel giro di una notte, lasciando solo pali e buche vuote. Uno scenario spettrale per la nostra produttrice olivicola che ha speso soldi, investito per migliorare la sua azienda e si ritrova con un pugno di mosche in mano, costretta a ricominciare a proprie spese. Va messo freno al contesto di grave impunità che scoraggia gli agricoltori anche dal denunciare gli episodi di criminalità di cui sono vittime ed è per questo che abbiamo più volte richiesto l’intervento dell’Esercito, perché il presidio nelle aree rurali divenga più ferreo, auspicando una collaborazione stringente con i Consorzi nella vigilanza delle campagne, senza che venga interrotto il percorso già intrapreso di accorpamento dei Consorzi minori, al fine di incrementare ed ottimizzare il servizio di vigilanza campestre reso all’utenza e un coordinamento delle attività di presidio e vigilanza tra le forze dell’ordine e la Federazione regionale dei Consorzi di Vigilanza campestre che annovera 2 consorzi a Taranto, 1 a Brindisi, 4 a Lecce, 12 a Foggia, 8 nella BAT e 30 a Bari”. Per questo Coldiretti Puglia ha chiesto di accendere i riflettori del Ministero degli Interni sul ‘caso Puglia’ e sui fenomeni di criminalità così frequenti nelle aree rurali, tanto da allertare il Ministro Minniti, sollecitato dall’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, segnatamente dal presidente del comitato scientifico, l’ex Procuratore Gian Carlo Caselli e dall’ex Procuratore Cataldo Motta, perché sia attivata una cabina di regia con le Prefetture della Puglia. “Il fenomeno della micro e macro criminalità nelle aree rurali pugliesi – aggiunge Vito Amendolara, Delegato confederale delle articolazioni territoriali di Coldiretti Bari e BAT - è divenuto così pressante e pericoloso per la stessa incolumità degli agricoltori. Ci siamo impegnati a sensibilizzare i coltivatori affinchè presentino regolare denuncia, in modo da aiutare le forze dell’ordine. I furti di olive, rame e mezzi agricoli, taglio di ulivi monumentali per rivendere la legna a pochi spiccioli sono all’ordine del giorno. In questo scenario di strisciante diffusione dell’illegalità e clima di pericolosa incertezza, le aziende corrono il forte rischio di perdere competitività”.  http://www.puglia.coldiretti.it/furti.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=116709729 Wed, 28 Mar 2018 15:33:58 GMT FONDI UE PSR: COLDIRETTI PUGLIA, MENO SOLDI AI GAL STRANEZZA? ATTO DOVUTO “Posto che Coldiretti ha sempre ritenuto che il numero dei GAL in Puglia fosse eccessivo – risponde il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, alle prese di posizione degli ultimi giorni – linea condivisa dalla stessa Regione Puglia, tant’è che alcuni tra i 23 Gruppi di Azione Locale hanno dovuto fare ricorso al TAR per poter continuare ad esistere, nelle citate riunioni di partenariato Coldiretti Puglia ha chiesto che ai GAL fosse assegnato solo il 5% delle risorse totali del PSR, minimo imposto da Bruxelles. Invece, la somma è stata quasi raddoppiata. E’ utile ricordare che il partenariato ha solo un ruolo di consultazione e non di decisione. Davanti allo scenario attuale che nessuno avrebbe potuto immaginare fino a 2 anni fa, fatto di 4mila giovani delusi perché mancano le risorse per poter realizzare i propri sogni, 2500 imprese agricole che non possono investire perché le risorse sono risultate insufficienti e di agricoltori senza reddito da 4 anni per colpa della Xylella, sorprende che non ci si voglia assumere la responsabilità di mettere mani a tutto e non solo a ciò che conviene”. Da rilevare che gli interventi dei GAL sono scarsamente rivolti al settore agricolo – aggiunge Coldiretti Puglia – con risorse che nella maggior parte dei casi sono utilizzate dal Pubblico, come per esempio per piccoli interventi comunali. “La rimodulazione non si deve fare solo a discapito di misure che sono pur sempre destinate all’imprenditoria agricola – precisa il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - perché il PSR è e deve rimanere uno strumento economico a disposizione delle aziende agricole. Sono stati destinati 158 milioni ai 23 GAL, su una misura in cui circa il 20% dell'importo totale, oltre 30 milioni di euro, può essere rendicontato per spese generali. Si finanziano così apparati burocratici e collaboratori di varia provenienza, superando tutte le distinzioni fra politica ed amministrazione e ancora seminari, workshop e altre attività di promozione inutili, sottraendo risorse ai giovani che vogliono lavorare in agricoltura, agli investimenti delle imprese agricole e alle attività da avviare nei territori colpiti dalla Xylella. Se tecnicamente e giuridicamente si potrà ridimensionare la dotazione, dovrà essere fatto senza se e senza ma. La Coldiretti vigilerà a tutti i livelli affinché il percorso venga verificato e attuato e le dimissioni di Coldiretti da tutti i GAL  sono già firmate e pronte ad essere inviate se tale percorso non sarà responsabilmente condiviso”. Inoltre, fino a quando l’Assessorato all’Agricoltura non avvierà l’istruttoria delle domande già presentate per gli investimenti – aggiunge Coldiretti Puglia – e non pubblicherà le graduatorie definitive delle domande presentate dai giovani e dagli agriturismi, non si avrà contezza dei progetti realmente finanziabili e non si potrà procedere allo scorrimento delle graduatorie. Un gap burocratico che poteva e può essere superato – conclude Coldiretti Puglia - dalla piena applicazione della semplificazione amministrativa, attraverso la delibera di applicazione dei ‘SuperCAA’, attuabile da tutte le forze di rappresentanza. http://www.puglia.coldiretti.it/fondi-ue.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=116709623 Wed, 28 Mar 2018 15:29:29 GMT WELFARE DOMANI 26/3 A BARI FOCUS GROUP SU AGRICOLTURA SOCIALE CON IMPRESE AGRICOLE E COOPERATIVE SOCIALI Il Consiglio regionale della Puglia, martedì scorso 13 marzo, ha approvato la legge sull’agricoltura sociale, un provvedimento alla cui stesura Coldiretti Puglia ha collaborato e che potrà far sviluppare un nuovo modello di welfare, con l’agricoltura protagonista di progetti imprenditoriali dedicati esplicitamente ai soggetti più vulnerabili che devono fare i conti con la cronica carenza dei servizi alla persona, utili all’inserimento socio-lavorativo di soggetti svantaggiati, disabili e minori in età lavorativa, inseriti in progetti di riabilitazione sociale mediante le risorse materiali e immateriali dell’agricoltura, attraverso le opportunità della multifunzionalità e il grande spirito innovativo e di inclusione sociale dimostrato anche dai giovani imprenditori agricoli.   Per approfondire i contenuti e l’applicabilità della legge, Coldiretti Puglia organizza il focus group, domani lunedì 26 marzo 2018, alle ore 9,30, presso il salone della Federazione Regionale a Bari (Via Amendola 205/3), a cui parteciperà il primo firmatario della legge nella massima assise regionale, Domenico Damascelli, i rappresentanti dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia, delle associazioni e delle cooperative sociali di UeCoop che potranno avvalersi del mondo agricolo per creare questo nuovo modello di welfare. http://www.puglia.coldiretti.it/welfare.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=116615034 Sun, 25 Mar 2018 12:02:03 GMT FONDI UE PSR: COLDIRETTI PUGLIA, ISTRUTTORIA E SPESA BLOCCATE; PRIORITA' INVESTIMENTI, GIOVANI E XYLELLA NON GAL   “Non si muove ancora nulla in Assessorato all’Agricoltura sull’istruttoria delle domande già presentate – denuncia il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – e ciò significa che a distanza di 4 anni dall’avvio del PSR la spesa sulla misura degli investimenti risulta bloccata. Non sono ancora state pubblicate le graduatorie definitive delle domande presentate dai giovani e dagli agriturismi.  Stiamo perdendo competitività, perché sono bloccati da 2 anni i primi 120 milioni di euro per bandi pubblicati nel lontano 2016. Quanto sta accadendo sul PSR in Puglia è la dimostrazione della paralisi in cui versa la macchina amministrativa dell’Assessorato all’Agricoltura”. E’ lunga la lista – precisa Coldiretti Puglia – di imprese agricole che hanno anticipato investimenti per l’acquisto di macchinari, strumenti, realizzazione di serre,  prefabbricati, impianti irrigui e che a distanza di 2 anni non hanno potuto neppure perfezionare le pratiche di finanziamento e chissà quando potranno avere le risorse utili all’innovazione e allo sviluppo. “Le priorità per il mondo agricolo pugliese sono gli investimenti, il futuro dei giovani – aggiunge Angelo Corsetti, Direttore Coldiretti Puglia – e risposte serie da dare agli imprenditori agricoli che vivono il dramma della Xylella, non certo i GAL. Per finanziare i progetti presentati dai 5mila giovani e dalle 3100 aziende che vogliono investire, sempre che la struttura dell’Assessorato inizi a mettere mano alle istruttorie per capire quanti saranno realmente ammessi a finanziamento, oltre alle imprese che accederanno ai bandi della Xylella, servono risorse che vanno recuperate dalle misure improduttive e, soprattutto, dai GAL che non possono essere in questo scenario la priorità per nessuno. Ai 23 GAL è stato destinato il 9,8% delle risorse del PSR, una scelta che ha causato il taglio  di risorse sulle misure di cui gli agricoltori sono direttamente beneficiari, come le misure per investimenti, pacchetto giovani e misure ambientali. Se la Regione destinasse una percentuale massima di risorse pari al 5% (percentuale minima imposta dall’UE), come richiesto da Coldiretti Puglia, sarebbero liberati circa 80 milioni di euro, da poter destinare alla Misura giovani. Ciò consentirebbe l’ingresso in agricoltura di circa 1.500 giovani in più, dando risposte a parte dei 4mila giovani oggi esclusi dal PSR”. La Puglia è la regione con un numero spropositato di GAL, come abbiamo sempre denunciato – conclude Coldiretti Puglia – ben 23, contro 12 della Lombardia, 14 del Piemonte, 7 della Toscana, 6 dell’Emilia Romagna, solo per citare alcuni esempi. http://www.puglia.coldiretti.it/fondi-ue.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=116538064 Thu, 22 Mar 2018 19:02:01 GMT SICCITA' GIORNATA ACQUA: COLDIRETTI PUGLIA, MENO 78 MLN METRI CUBI IN INVASI; PERSI 9 LT SU 10 DI PIOGGIA A poco servono le piogge cadute nelle ultime ore in Puglia, manna per una regione a secco in cui nell’ultimo anno è caduto quasi 1/3 di acqua in meno (-30%) e che ha provocato la più grave siccità dal 1800 con drammatici effetti sull’agricoltura, ma anche rischi per gli usi civili ed industriali, perché è necessario passare dalla gestione dell’emergenza con enorme spreco di risorse, per abbracciare una nuova cultura delle prevenzione in una situazione in cui quasi 9 litri di pioggia su 10 sono perduti.  “Il saldo di acqua ad oggi nei 4 invasi della Capitanata – dice il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele - è sempre negativo. Nonostante le piogge degli ultimi giorni, mancano all’appello 71.248.438 metri cubi d’acqua rispetto al 22 marzo 2017. Sono a disposizione 221.721.502 metri cubi d’acqua contro i 292.969.940 del 22 marzo 2017. Se continua così, la stagione irrigua e, quindi, produttiva primaverile/estiva si preannuncia molto difficile. Ciò implica evidentemente che tutti gli interventi finanziari anche statali e comunitari e le diverse politiche di sviluppo siano prioritariamente orientati, quindi, subordinati, all’obiettivo di non sprecare e disperdere acqua. Tra l’altro, le piogge sempre più rare, ma violente e improvvise, oltre a non alimentare adeguatamente le riserve di acqua negli invasi, rischiano solo di aggravare il conto dei danni da Burian che ha distrutto il 20% degli ortaggi in campo e provocato perdite consistenti nelle piante da frutto e soprattutto danni agli ulivi, con danni consistenti”. La prolungata e ricorrente siccità, con gli ingenti danni già subiti dall’agricoltura e gli inconsistenti livelli d’acqua invasati nelle dighe pugliesi e lucane, mettono a rischio in maniera ricorrente anche gli investimenti nelle differenti campagne agrarie. “Vanno mantenuti, quindi, sotto costante monitoraggio i tradizionali ed usuali mezzi di approvvigionamento (pozzi ed invasi) e di vettoriamento (condotte) – aggiunge Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia - ma anche i flussi d’acqua che vanno all’industria, quelli che in emergenza possono essere prelevati ancora da falde e sorgenti, l’acqua che può essere resa disponibile dai dissalatori e dai depuratori urbani. L’agricoltura pugliese e la sua affermazione sui mercati internazionali, con i prodotti tipici e di qualità, è strettamente collegata alla disponibilità di acqua ad uso irriguo”. Disastrosi gli effetti sui campi della tropicalizzazione del clima – denuncia Coldiretti Puglia – che azzera in pochi attimi gli sforzi degli agricoltori che perdono produzione e al contempo subiscono l’aumento dei costi a causa delle necessarie risemine, ulteriori lavorazioni, acquisto di piantine e sementi e utilizzo aggiuntivo di macchinari e carburante. Gli imprenditori si trovano ad affrontare fenomeni controversi, dove in poche ore si alternano eccezionali ondate di maltempo a siccità perdurante. Di fronte al ripetersi di queste situazioni imprevedibili diventa sempre più strategico il ricorso all’assicurazione – conclude Coldiretti Puglia - quale strumento per la migliore gestione del rischio. E’ stato potenziato il servizio di assistenza tecnica alle aziende per la difesa delle colture dalle avversità meteoriche e per il supporto alle scelte operative aziendali. In questo contesto è fondamentale riconoscere agli imprenditori agricoli un ruolo incisivo nella gestione del territorio, dell’ambiente e delle aree rurali. http://www.puglia.coldiretti.it/siccita-.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=116537979 Thu, 22 Mar 2018 18:56:56 GMT LEGALITA' AGROMAFIE: COLDIRETTI PUGLIA, BUSINESS DA 21,5 MLD ANNUI; SCENARIO EVOLUTIVO DILAGANTE   La contraffazione, la falsificazione e l’imitazione del Made in Italy alimentare nel mondo ha raggiunto un fatturato di 21,8 miliardi di euro, dato evidentemente in crescita rispetto ai 16 miliardi dell’anno precedente. E’ quanto afferma Coldiretti Puglia in occasione della XXIII Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. “Lo scenario ‘evolutivo’ delle agromafie - denuncia il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele - è drammaticamente dilagante. Secondo i dati del quinto Rapporto sulle Agromafie la palma nera è andata alla provincia di Bari, rientrata a pieno titolo nella top ten della graduatoria che fotografa l’intensità del fenomeno delle agromafie nelle province italiane. Si piazza al decimo posto, seguita a ruota da Taranto al 15esimo, la provincia di Barletta-Andria-Trani al 18esimo posto, Lecce al 28esimo, Brindisi e Foggia rispettivamente al 46esimo e 47esimo posto. Le agromafie vanno contrastate nei terreni agricoli, nelle segrete stanze in cui si determinano in prezzi, nell’opacità della burocrazia, nella fase della distribuzione di prodotti che percorrono migliaia di chilometri prima di giungere al consumatore finale, ma anche con la trasparenza e l’informazione dei cittadini che devono poter conoscere la storia del prodotto che arriva nel piatto”. Sempre secondo il Rapporto Agromafie redatto dall’Osservatorio sulla criminalità in agricoltura di Coldiretti, i ruoli si invertono se ad essere fotografato è l’indice di permeabilità delle agromafie che raggiunge 100 a Foggia, 66,80 a Brindisi, 44,75 nella BAT, 34,56 a Taranto, 30,75 a Bari e, infine, 25,94 a Lecce. A Bari le fattispecie criminose più significative sono costituite dalla sofisticazione, soprattutto dell’ortofrutta e dell’olio. Il falso Made in Italy a tavola colpisce in misura diversa tutti i diversi prodotti, dai salumi alle conserve, dal vino ai formaggi ma anche extravergine, sughi o pasta e riguarda tutti i continenti, come dimostrato dall’attività investigativa di NAS, ICQRF, Carabinieri Forestali….. “Deleteria la secretazione dei dati relativi alle importazioni dei prodotti agricoli importati, di cui non si può conoscere la destinazione finale – incalza il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti -  un evidente ostacolo ad una efficace opera di contrasto ed eradicazione del fenomeno dell’agropirateria, neologismo coniato proprio da Coldiretti per descrivere una pratica criminale  che si sviluppa attraverso le importazioni, la manipolazione e la trasformazione di prodotti agricoli di dubbia qualità e provenienza che giungono nel nostro Paese e che diventano “made in Italy” fregiandosi in modo fraudolento dell’immagine che accompagna nel mondo le produzioni locali”. Si stima che siano coltivati o allevati all’estero oltre il 30% dei prodotti agroalimentari acquistati dai consumatori, con un deciso aumento negli ultimi decenni delle importazioni da paesi extracomunitari dove non valgono gli stessi diritti sociali dell’Unione Europea. Riso, conserve di pomodoro, olio d’oliva, ortofrutta fresca e trasformata, zucchero di canna, rose, olio di palma, sono solo alcuni dei prodotti stranieri che arrivano in Italia che sono spesso il frutto di un “caporalato invisibile” che passa inosservato solo perché avviene in Paesi lontani, dove viene sfruttato il lavoro minorile, che riguarda in agricoltura circa 100 milioni di bambini secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), di operai sottopagati e sottoposti a rischi per la salute, di detenuti o addirittura di veri e propri moderni “schiavi”. http://www.puglia.coldiretti.it/legalita-.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=116504944 Wed, 21 Mar 2018 19:50:22 GMT