Coldiretti Puglia News - Coldiretti Puglia http://www.puglia.coldiretti.it/ Sun, 13 Aug 2017 10:03:07 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.puglia.coldiretti.it/ 60 CALAMITA' MALTEMPO: COLDIRETTI BARI, PRIMO BILANCIO GRANDINATA DANNI GRAVI NEI CAMPI; MANDORLI E OLIVI ‘POTATI’ DA CHICCHI DI GRANDINE Dopo oltre 3 mesi di siccità e afa perduranti, la violenta grandinata che si è abbattuta sulla provincia di Bari ha causato un danno più grave di quanto si pensasse, secondo le prime rilevazioni dei tecnici della Coldiretti di Bari. “I campi delle aree rurali di Palo del Colle, Grumo, Toritto, Bitetto, e ancora Molfetta e Terlizzi – denuncia il Delegato Confederale di Coldiretti Bari, Angelo Corsetti – sono stati letteralmente devastati dalla violenta grandinata con chicchi di dimensioni considerevoli. Se si divide il foglio di mappa di Palo del Colle, per esempio, nelle tre aree bassa, media e alta, eccezion fatta per la zona alta che non vede acqua da mesi ed è rimasta praticamente indenne, sulle due zone bassa e media il danno su mandorli e olivi è pari al 90%. Gli alberi sembrano stati ‘potati’ dalla grandine e l’intera produzione di mandorle e olive è caduta e giace sui terreni, assieme a foglie e rami. Vanno attivate senza indugio le procedure per l’attivazione dello stato di calamità naturale”. La Puglia convive da sempre con un vero e proprio paradosso idrico. Da un lato è dilaniata da annosi fenomeni siccitosi, dall’altro è colpita da alluvioni, grandinate e piogge torrenziali. D’altro canto il clima impazzito, ormai una costante in Puglia, determina la maturazione precoce dei prodotti agricoli come mandorli e peschi in fiore a febbraio, mimose già pronte a dicembre e a gennaio, maturazione contemporanea degli ortaggi in autunno e brusca variazioni climatiche con ingenti danni in campagna. http://www.puglia.coldiretti.it/calamita-.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=108411418 Sun, 13 Aug 2017 10:03:07 GMT OCCUPAZIONE LAVORO: IL NUOVO CONTRATTO AGRICOLO SARA’ APPLICATO SENZA SE E SENZA MA AL VIA PERCORSO DI TRASPARENZA TRA IMPRESE E LAVORATORI “E’ impensabile vanificare una trattativa lunga e complicata, durata 18 mesi proprio perché ha dovuto conciliare le esigenze del mondo imprenditoriale e dei lavoratori in agricoltura, negli ultimi anni troppo spesso contrapposti in maniera anche violenta. Paradossale che una linea condivisa da tutti e su tutti i territori provinciali della Puglia, con attenta mediazione e senso di responsabilità, venga tradita propria nelle province di Bari e BAT, dove maggiori sono le sensibilità e più sentita è l’esigenza che vengano applicati salari reali, per aiutare tutti ad uscire da quella sacca di grigio che ostacola il corretto sviluppo del settore agricolo e aprire una nuova fase di trasparenza dei rapporti di lavoro in agricoltura.   Oltremodo inopportuno quanto inaccettabile che uno dei sindacati dei lavoratori – impegnato come gli altri per 18 mesi e proprio in fase di firma del contratto – si tiri indietro, ventilando la possibilità che l’accordo possa favorire ‘il ricorso al sotto salario e a forme distorsive pesantemente sanzionate dalla Legge 199 del 2016’. Le Organizzazioni CIA, COLDIRETTI e CONFAGRICOLTURA di Bari e BAT e i sindacati dei lavoratori FAI CISL e UILA di Bari e BAT respingono al mittente le accuse, stigmatizzando il repentino dietro front dell’ultim’ora, e puntualizzano che il contratto fissa parametri e regole tali da non poter più essere disattesi, perché rispondenti, dopo tanti anni, alle necessità delle imprese agricole e dei lavoratori. E’ stata discussa e finalmente approvata una piattaforma, utile a favorire una migliore stabilizzazione occupazionale. Lo sforzo profuso in sede di trattativa al fine di creare i necessari spazi di rinnovamento e semplificazione,  oltre ad aver avuto esito positivo, risulta favorevole ad un allineamento alle effettive necessità delle imprese e della controparte sindacale, in larga misura legate al sistema di protezione sociale dei lavoratori. Sono state in parte disciolte le criticità insidiose, per creare un clima più favorevole sia per gli imprenditori agricoli che per gli operai. In ordine ai risultati del negoziato si è giunti, dunque, ad un accordo ben bilanciato, sia perché l'aumento retributivo si attesta su livelli sostenibili per le imprese agricole in questo periodo di difficile congiuntura economica e di crisi dei singoli comparti produttivi, sia perché guarda alla realtà delle organizzazioni dei lavori aziendali, con le relative figure professionali occorrenti per lo svolgimento delle pratiche colturali per produzioni di qualità senza penalizzare i lavoratori. Il tavolo ha stabilito di avviare, tra l’altro, una fase sperimentale di attuazione dell’accordo che permetterà, attraverso un osservatorio costituito ad hoc, la valutazione oggettiva dell’aumento occupazionale che il rinnovato contratto di lavoro riuscirà a produrre”. LE DICHIARAZIONI DI COLDIRETTI BARI "In uno scenario reso sfavorevole da crisi di mercato, accordi internazionali negativi per le produzioni pugliesi, clima impazzito con bruschi cambiamenti delle condizioni meteorologhe, il mondo economico e lavorativo nel suo complesso - insiste il Delegato Confederale di Coldiretti Bari, Angelo Corsetti - va accompagnato da azioni concrete e utili al sistema Puglia. Le imprese agricole hanno bisogno dei lavoratori e di condizioni di mercato del lavoro che siano realmente sostenibili. Gli operai agricoli hanno bisogno di lavoro certo, salari realmente e correttamente retribuiti a condizioni eque. Tutto ciò può essere garantito da atteggiamenti responsabili e non graniticamente arroccati su posizioni ormai fuori contesto". "Il rinnovo del contratto di lavoro va letto in una chiave innovativa - aggiunge il Direttore di Coldiretti Bari, Marino Pilati - perché oltre a fissare, dopo anni, parametri chiari e applicabili, apre ad un percorso di trasparenza dei rapporti tra imprese agricole e lavoratori, sostenuto dall'istituzione di un osservatorio che monitorerà passo dopo passo le evoluzioni in termini di aumento dell'occupazione in agricoltura nelle due province di Bari e BAT. Dobbiamo ringraziare i tre sindacati per il percorso condiviso per 18 mesi e riconoscere ai due sindacati Fai Cisl e Uila una apertura intelligente alle istanze del mondo imprenditoriale, che non ha tolto nulla alla loro azione di tutela dei lavoratori, anzi, ha garantito l'applicazione di regole condivise e certe, entro le quali tutti dovranno necessariamente muoversi". http://www.puglia.coldiretti.it/occupazione.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=108326909 Thu, 10 Aug 2017 11:14:43 GMT SICUREZZA CRIMINALITÀ: COLDIRETTI BARI; L’AFA NON FERMA I PREDONI; CAMPI SENZ’ACQUA PER FURTI DI CAVI E IMPIANTI ELETTRICI DEI POZZI ARTESIANI Le alte temperature non fermano i predoni della campagne che stanno aggiungendo il danno alla beffa a carico degli agricoltori – denuncia Coldiretti Bari - impegnati quotidianamente a contrastare la siccità, aumentando vertiginosamente i costi per l’irrigazione. Si stanno moltiplicando le denunce, soprattutto nelle zone di Grumo, Palo, Bitonto, di furti di cavi e interi quadri elettrici dei pozzi artesiani, indispensabili all’emungimento di acqua. Per questo continua ad aumentare il timore delle famiglie per il rischio criminalità, secondo i dati Istat, e il problema è avvertito in misura significativa nelle campagne, dove – ricorda Coldiretti Bari - risulta elevata l’intensità dell’associazionismo criminale nelle province di Barletta-Andria-Trani (40,9) e Bari (40,9), depredate, oltre che dai gruppi organizzati di nazionalità italiana, dalla criminalità straniera principalmente di origine Albanese, Romena, Russa e Nord Africana. “I furti sono praticamente quotidiani – denuncia il Delegato confederale di Bari, Angelo Corsetti  – tanto da aver spinto alcuni agricoltori ad organizzarsi con ronde notturne e diurne, mentre altri si sono affidati a istituti di vigilanza. Oltre alla perdita di reddito, a rischio è la stessa incolumità dei nostri agricoltori che non è certamente un problema trascurabile. Considerata la gravità del fenomeno, chiederemo alle Prefetture sul territorio un intervento per il pattugliamento delle aree più sensibili, perché bisogna prepararsi adeguatamente alla campagna di raccolta di mandorle e olive, prodotti che fanno gola a gruppi criminali italiani e stranieri”. Secondo l’analisi dell’Osservatorio sulla criminalità dell’agricoltura e sul sistema agroalimentare promosso da Coldiretti sui risultati conseguiti dalle Forze di Polizia, l’intero comparto agroalimentare è caratterizzato da fenomeni criminali legati a furti, estorsioni e alla contraffazione di prodotti alimentari ed agricoli e dei relativi marchi garantiti. I danni al sistema sociale ed economico sono molteplici, dal pericolo per la salute dei consumatori finali, all’alterazione del regolare andamento del mercato agroalimentare. Per questo Coldiretti Bari, ringraziando le forze dell’ordine per l’opera incessante svolta quotidianamente, chiede una stretta sui controlli per assicurare maggiore sicurezza agli agricoltori e agli operai nelle campagne delle province di Bari e BAT. “I furti di olive, mandorle, rame e mezzi agricoli, fenomeni estorsivi con il taglio dei ceppi di uva – aggiunge il Direttore di Coldiretti Bari, Marino Pilati - sono stati all’ordine del giorno anche nei primi 7 mesi del 2017. Il fronte dell’illegalità è sempre più ampio e riguarda la proprietà fondiaria, le infrastrutture di servizio all’attività agricola e, non da ultime, le produzioni agricole ed agroalimentari. I reati contro il patrimonio, quali furto di mezzi agricoli (15%), abigeato (11%), furto di prodotti agricoli (13%), racket (9%), usura, danneggiamento, pascolo abusivo, estorsione, rappresentano la “porta di ingresso principale” della malavita organizzata e spicciola nella vita dell’imprenditore e nella regolare conduzione aziendale. Masserie, pozzi e strutture letteralmente depredati, chilometri e chilometri di fili di rame, letteralmente volatilizzati lasciando, le imprese senza energia elettrica e possibilità di proseguire nelle quotidiane attività imprenditoriali”. Capitolo a parte merita il mercato parallelo di prodotti agricoli – conclude Coldiretti Bari - provenienti da migliaia di chilometri di distanza, spesso sofisticati, spacciati per prodotti di qualità, quando di qualità non sono, per cui viene illegalmente utilizzato il marchio ‘made in Puglia’, a danno dell’imprenditoria agricola pugliesi e dei consumatori. http://www.puglia.coldiretti.it/sicurezza.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=108326854 Thu, 10 Aug 2017 11:11:45 GMT CLIMA E DANNI AFA: COLDIRETTI PUGLIA, ALVEARI DANNEGGIATI PER SCIOGLIMENTO FAVI; PRODUZIONE MIELE IN PUGLIA – 50% MENTRE SCHIZZANO LE IMPORTAZIONI Api estenuate e alveari danneggiati per lo scioglimento dei favi, a causa delle alte temperature e dalla mancanza di piogge da maggio ad oggi. Anche il comparto apistico – secondo le rilevazioni di Coldiretti Puglia – vive un momento di grande difficoltà a causa di afa e siccità. “Gli allevatori stanno aiutando le api con alimentazione integrativa – dice Gianni Cantele, Presidente di Coldiretti Puglia – perché non riescono ad approvvigionarsi autonomamente e risultano azzerate le scorte all’interno degli alveari. Ogni 3 giorni gli apicoltori portano 3/400 litri di acqua nelle vasche per ricreare un clima più favorevole. L’andamento stagionale è decisamente negativo, con perdite di produzione di miele tra il 30 ed il 50%, a seconda delle differenti zone di produzione. Ciò aumenterà il rischio che miele importato dall’estero venga spacciato per ‘made in Italy’. Il prodotto falsamente etichettato come miele che subisce fermentazioni, pastorizzazione, ultrafiltrazione, aggiunto a miscelazione di pollini, “taglio” con zuccheri quali quello derivato dal riso, non è comparabile sotto il profilo nutrizionale con il miele naturale e non può soddisfare le attese dei consumatori, che di contro rischiano di allontanarsi dal consumo di miele naturale”. Si evidenzia una vera invasione di prodotto estero che ha toccato oltre 7000 tonnellate nei primi quattro mesi del 2017, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat e se il trend sarà confermato sugli scaffali due barattoli su tre saranno stranieri. Circa 1/3 del miele importato – spiega la Coldiretti - viene dall’Ungheria ma un flusso consistente di oltre il 10% arriva dalla Cina, paese ai vertici per insicurezza alimentare. “Sono i numeri drammatici del mercato parallelo di prodotti agricoli provenienti da migliaia di chilometri di distanza – denuncia Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - spacciati per prodotti di qualità, quando di qualità non sono, per cui viene illecitamente utilizzato il marchio ‘made in Puglia’, a danno dell’imprenditoria agricola pugliese e dei consumatori. Dall’estero e in particolare dall’Asia viene importato miele sottocosto, come quello cinese e indiano, addirittura ad un prezzo inferiore del 50% rispetto alla quotazione internazionale. Gli alveari censiti in Puglia sono circa 19.000 con un numero di apicoltori pari a 400-450. La produzione di miele è pari a 25 -35 kg in media per alveare e si attesta sui 5.500/6.500 quintali annui, quella nazionale supera i 300.000. Il mercato di sbocco del miele pugliese è quasi esclusivamente regionale. Il flusso di fornitura del prodotto estero si stima essere superiore al 40% dei consumi”. Inoltre, l’origine del miele non è specificata, quando viene utilizzato come ingrediente per fare biscotti e altri dolci come, ad esempio, il torrone, dove la presenza di prodotto straniero non viene dichiarata in etichetta. Per questo va sostenuta in ogni modo l’efficace opera delle forze dell’ordine di contrasto ed eradicazione del fenomeno dell’agropirateria, neologismo coniato proprio da Coldiretti per descrivere una pratica criminale che si sviluppa attraverso le importazioni, la manipolazione e la trasformazione di prodotti esteri che giungono nel nostro Paese e diventano “made in Italy” fregiandosi in modo fraudolento dell’immagine che accompagna, nel mondo, le produzioni locali. Per questo - consiglia Coldiretti Puglia - occorre verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica. Il miele prodotto sul territorio nazionale, dove non sono ammesse coltivazioni Ogm (a differenza di quanto avviene ad esempio in Cina e in Romania), è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla Coldiretti. La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale, mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell'Unione Europea, l'etichetta - continua la Coldiretti - deve riportare l'indicazione "miscela di mieli originari della CE"; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta "miscela di mieli non originari della CE", mentre se si tratta di un mix va scritto "miscela di mieli originari e non originari della CE". Le qualità del miele sono ben note fin dall’antichità: i preziosi oligoelementi (quali rame, ferro, iodio, manganese, silicio e cromo, le vitamine (A, E, K, C, complesso B), gli enzimi e le naturali sostanze battericide ed antibiotiche ne giustificano ampiamente l’utilizzo come disinfettante naturale, nella stagione invernale è utile per rinforzare naturalmente l’organismo, prevenendo efficacemente i malesseri di stagione. http://www.puglia.coldiretti.it/clima-e-danni.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=108326717 Thu, 10 Aug 2017 11:10:04 GMT REGIONE XYLELLA: COLDIRETTI PUGLIA, DELIBERA GIUNTA ALLUNGAMENTO MUTUI SUPPORTO PER AZIENDE IN CRISI DI LIQUIDITÀ; SUBITO FONDO MORATORIA   “E’ un ulteriore strumento di supporto per molte aziende olivicole la delibera di Giunta – commenta il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele - con la quale la Regione Puglia ha stanziato 5 milioni di euro per allungare i mutui e dare, quindi, respiro alle aziende olivicole in grave crisi di liquidità. Si tratta di un Fondo di rotazione che consente un periodo massimo di allungamento del mutuo pari al 100 per cento della durata residua del piano di ammortamento e non superiore ai 4 anni, a valere sulle risorse dal Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC), utili a garantire un riequilibrio economico e sociale. E’ una risposta concreta del Presidente Emiliano e dell’Assessore Di Gioia alle nostre sollecitazioni, dopo gli scambi con l’ABI che aveva bisogno di un basamento legislativo regionale per dare corso alla moratoria. E’ innegabile e incalcolabile il danno che il comparto sta subendo da ormai più di 4 anni, a causa della devastazione che il batterio Xylella fastidiosa sta provocando nell’intera provincia di Lecce e in buona parte delle province di Brindisi e di Taranto”. “Attendiamo, inoltre, che la Regione Puglia dia corpo e sostanza finanziaria al fondo costruito – incalza il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti -  in fase di assestamento di bilancio in Consiglio regionale che ha aperto anche alla discussione con l'UE per il regime de deminis. L’aver stanziato solo 100mila euro è stato un primo step propeuditico ad avviare la moratoria di mutui e crediti bancari e ora va dato corso senza indugio al preannunciato protocollo d’intesa tra Regione Puglia e ABI, per la moratoria ex legis di 12 mesi di sospensione dei pagamenti  e la copertura degli interessi, garantita dall'intervento regionale, e per valutare la possibilità di procrastinare la scadenza dei mutui in essere, consentendo in questo modo di rendere meno pressante il pagamento delle rate”. Tra poche settimane si aprirà una nuova campagna olivicola, che già si prevede – denuncia Coldiretti Puglia – riservi non poche amarezze agli olivicoltori pugliesi, a causa delle ferite causate dalla severa gelata di gennaio 2017 e dalla perdurante siccità che sta affliggendo la nostra regione e che ha già provocato una perdita di prodotto per cascola dei giovani frutti che possiamo stimare in ragione del 40%. http://www.puglia.coldiretti.it/regione.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=108326768 Thu, 10 Aug 2017 11:07:48 GMT TRASPARENZA BIOLOGICO: COLDIRETTI PUGLIA; NEI PRIMI 5 MESI DEL 2017 +18% CONSUMI; PUGLIA NELLA TOP TEN REGIONI PIU' BIO D'ITALIA La Puglia è una delle 3 regioni più bio d’Italia, con 4815 produttori nel 2016 e la prima per numero di trasformatori con 1.234 produttori/operatori, secondo uno studio condotto da Coldiretti Puglia su dati Sinab, a commento delle dichiarazioni del Ministro delle Politiche Agricole Martina sul boom del biologico in Italia. In un periodo di contrazione dei consumi, sono addirittura aumentati in Puglia nei primi 5 mesi del 2017 di un ulteriore 18% (dati CIbi, Consorzio Italiano per il Biologico) i consumi familiari di alimenti biologici. “In Puglia si sta assistendo ad un processo di stabilizzazione e normalizzazione – commenta il Presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – rispetto alla diffusione del metodo biologico registrato negli ultimi anni, mentre contestualmente continua l’aumento tendenziale dei consumi, delle ditte di trasformazione e dei servizi connessi alla filiera dell’agricoltura biologica come agriturismi, mense bio, ristoranti e operatori certificati, il tutto pari ad un aumento dell’81 percento”. La grande richiesta dei consumatori di cibo biologico ha portato alla realizzazione nei Mercati di Campagna Amica di spazi destinati alle produzioni agroalimentari biologiche, oltre alle Botteghe Italiane completamente bio e numerosi agriturismo di Campagna Amica che hanno impostato la ristorazione proprio sulle produzioni aziendali bio. Proprio a Villa Castelli (Brindisi) c’è l’unico agriturismo del Sud Italia dotato di una piscina biologica. “Altro punto centrale del nostro progetto sul biologico – continua Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia – è l’attenzione alla sicurezza alimentare nei servizi di ristorazione collettiva, divenuto un preciso dovere degli enti locali (Comuni, Province e Regioni), per cui abbiamo proposto il testo di un DdL regionale. Il settore biologico può diventare uno strumento di valorizzazione e un bacino di approvvigionamento di prodotti di alta qualità al prezzo giusto e un valore aggiunto per gli enti pubblici sensibili alla corretta alimentazione di adulti e bambini”. Le pratiche bio interessano tutti i comparti agricoli olivo (32%), cereali (22%), vite (6%), frutta (2%). Anche rispetto al segmento dell’acquacoltura biologica 3 impianti sono pugliesi. La continua richiesta di prodotti freschi e di stagione stimola l’imprenditore biologico a ricercare ulteriori forme di contatto commerciale con il consumatore. I timori dei consumatori, innescati dagli scandali alimentari, si sono tradotti – conclude Coldiretti Puglia - in una seria preoccupazione per la sicurezza alimentare e in una domanda crescente di garanzie di qualità e maggiori informazioni sui metodi di produzione. http://www.puglia.coldiretti.it/trasparenza.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=108249856 Mon, 07 Aug 2017 18:43:12 GMT CONSUMI INFLAZIONE: COLDIRETTI PUGLIA, CRAC ANGURIE E MELONI GIALLI DISTRUTTI IN CAMPAGNA PER PREZZI BASSI; IN PUGLIA PERSI IN 10 ANNI 8MILA ETTARI DI FRUTTETO Il caldo record spinge i consumi di frutta verdura al massimo del nuovo millennio con un balzo record del 9,6% nel 2017, ma nelle campagne pugliesi è crac per angurie, meloni gialli e pomodori, prodotti simbolo dell’estate che non trovano mercato. Crollo verticale dei prezzi di vendita per effetto di distorsioni di filiera e speculazioni – denuncia Coldiretti Puglia – per cui le aziende agricole non riescono neppure a coprire i costi di produzione. “In provincia di Lecce c’è stata una anticipazione della maturazione – dice il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – per cui le angurie sono state raccolte e vendute con 2 settimane di anticipo, i primi giorni a prezzi stabili, mentre subito dopo le quotazioni sono crollate vertiginosamente. Oggi nelle province di Brindisi e Taranto il mercato è al tracollo, con le angurie pagate in campagna a 5/6 centesimi al chilo e i meloni gialli che non superano i 10 centesimi. Agli agricoltori non conviene neppure raccogliere, tanto che stanno fresando e interrando il prodotto. Stessa sorte sta toccando al pomodoro piccolo a grappolo che non supera i 18 centesimi al chilogrammo, mentre il pomodoro da mensa ha toccato solo i 22 centesimi al chilo. I prezzi di vendita al dettaglio, invece, subiscono la solita decuplicazione a danno dei consumatori”. “Serve un impegno di filiera per salvare il frutteto pugliese che in 10 anni dal 2006 al 2016 si è ridotto del 15% –  denuncia il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – perdendo oltre 8mila ettari. Occorre aumentare i controlli sull’ortofrutta fresca di importazione, spesso etichettata e spacciata per pugliese ed estendere al più presto l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza della frutta trasformata in conserve e succhi, per evitare che venga spacciata come Made in Italy quella importata dall’estero”. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti che denuncia come, proprio nel momento in cui si assiste ad un aumento dei consumi, importante per fronteggiare il grande caldo, pratiche commerciali sleali lungo la filiera stanno provocando situazioni di crisi diffuse per i coltivatori di frutta estiva – sottolinea la Coldiretti – che chiede interventi per prevenire e perseguire tali pratiche. http://www.puglia.coldiretti.it/consumi.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=108249827 Mon, 07 Aug 2017 18:41:31 GMT VINO  SICCITÀ: COLDIRETTI PUGLIA, - 20% VENDEMMIA 2017; RACCOLTA ANTICIPATA ALMENO DI UNA SETTIMANA Campagna vitivinicolo 2017 in Puglia con un calo del 20% delle rese di campagna e diminuzione delle rese in mosto, secondo le previsioni di Coldiretti Puglia alla data odierna, con una qualità ottima.   “La maturazione è anticipata di almeno una settimana – spiega il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – per la perdurante siccità e le alte temperature. Si partirà con le uve chardonnay prima di ferragosto, seguite da primitivo, negroamaro e chiuderanno nero di troia e aglianico. La pressione fitopatologica è praticamente assente, grazie al clima secco. Le imprese dovranno per la prima volta cimentarsi con la dematerializzazione dei registri di cantina, che – grazie all’approvazione del Testo Unico sul vino – produrrà potenzialmente una maggiore semplificazione. E’ auspicabile che gli organismi di controllo accompagnino questa fase sperimentale con cognizione delle difficoltà del momento di transizione”. Ad oggi  sono 6 le IGP (Indicazioni Geografiche Protette) ‘Tarantino’, ‘Valle d’Itria’, ‘Salento’, ‘Murgia’, ‘Daunia’, ‘Puglia’ e 29 i vini pugliesi DOC (Denominazione di Origine Controllata) che  detengono un valore inestimabile, intrinseco al prodotto agroalimentare ed alla professionalità imprenditoriale, che va salvaguardato a difesa della salute dei consumatori e a caratterizzazione della specificità dei prodotti regionali sul mercato globalizzato. “La diminuzione dei quantitativi prodotti e la popolarità anche internazionale di eccellenze varietali uniche quali primitivo, negroamaro e nero di troia - aggiunge Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia - il successo di importanti vini a DOP quali il Primitivo di Manduria, il Salice Salentino e il Castel del Monte, per citare i più conosciuti, espongono il comparto a rischio frodi e speculazioni. Prezioso il lavoro di Ispettorato Centrale Repressione Frodi, Nas, Corpo Forestale, affiancati negli ultimi anni dagli organismi di controllo terzo delle DOP e IGP, relativo ai controlli in campo, per la verifica del rispetto delle rese per ettaro sia delle uve fresche che di quelle appassite sulla pianta. Nonostante il calo produttivo, il comparto conferma la grande dinamicità e di essere punto di riferimento per vocazione, capacità di raccontare e promuovere al meglio il territorio, innovazione e grande propensione all’internazionalizzazione”. E’ il risultato di un mix vincente di fattori che partono dalle potenzialità del terroir e delle varietà autoctone, passando – dice Coldiretti Puglia - per le capacità imprenditoriali dei vitivinicoltori pugliesi, alla lungimiranza della politica regionale che negli ultimi 10 anni ha indirizzato risorse importanti sugli investimenti in tecnologia e sulla promozione, ma anche grazie a un ponderoso sistema di controlli che il settore si è dato in Italia – conclude Coldiretti Puglia -  dopo aver toccato il punto più basso che si potesse immaginare con lo scandalo del metanolo. Per questo è bene stigmatizzare che svendere, attraverso operazioni poco chiare, per pochi euro in più l’immagine e il valore di DOC o IGT affermatesi con grandi sacrifici e sforzi da parte di tutti, porta inevitabilmente a un danno collettivo incalcolabile. http://www.puglia.coldiretti.it/vino.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=108249789 Mon, 07 Aug 2017 18:39:43 GMT OLIVICOLTURA  SICCITÀ: COLDIRETTI PUGLIA, OLIVI IN 'COMA VEGETATIVO’; STIMATA PERDITA SECCA 40% OLIO - 270 MILIONI DI EURO Sono in grave ‘coma vegetativo’ gli olivi pugliesi, secondo uno studio di Coldiretti Puglia, perché la prolungata siccità, associata a nevicate e gelate del gennaio scorso, ha evidentemente compromesso lo sviluppo vegetativo. Gli agricoltori stanno investendo migliaia di euro in irrigazione aggiuntiva, senza ottenere alcun risultato. “Abbiamo stimato – denuncia il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele - un danno alla produzione olivicola pari già al 40% e una perdita secca di 270 milioni di euro. Gli alberi sono in evidente sofferenza con la cascola delle olive e la parte vegetativa asfittica. Un danno enorme se si pensa che in Puglia la superficie coltivata ad olivo è pari a 380mila ettari, con una produzione di 11 milioni di quintali di olive e 2,5 milioni di quintali di olio, con un'incidenza della produzione olivicola regionale su quella nazionale pari al 36,6% e al 12% di quella mondiale. La PLV (Produzione Lorda Vendibile) del comparto olivicolo-oleario è pari al 20% della totale PLV del settore agricolo, per un valore di 680 milioni di euro, così come il comparto partecipa alla composizione del Prodotto Interno Lordo dell’intera ricchezza regionale per il 3%. Il tessuto imprenditoriale è rappresentato da 270mila imprese olivicole, pari al 22% delle aziende italiane”. Anche gli oli DOP pugliesi registrano il fatturato più alto d’Italia, pari a circa 28 milioni di euro. La Puglia ha ottenuto il riconoscimento comunitario per 5 oli DOP (Denominazione d’Origine Protetta)  al ‘Terra di Bari’, ‘Terra d’Otranto’, ‘Dauno’, ‘Collina di Brindisi’ e ‘Terre Tarentine’. “Il rischio è che la penuria di olio pugliese – denuncia il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - farà crescere ulteriormente le importazioni di olio dall’estero. L’olio extravergine di oliva pugliese è sotto continui attacchi da parte degli agropirati senza scrupoli che 'drogano' il mercato dell'olio extravergine di qualità con un inevitabile danno a carico del territorio, delle imprese e dei consumatori. Più di due bottiglie su tre riempite in Italia contengono olio di oliva straniero, ma i consumatori non lo sanno. Gli ottimi risultati dell'attività di contrasto confermano la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie ancora larghe della legislazione con la riforma dei reati in materia agroalimentare.  L'olio è il terzo prodotto pugliese più esportato, per un valore di circa 106 milioni di euro, quasi il 9% dell’export di olio dall’Italia”.    Nel corso dell’ultimo decennio le importazioni complessive di oli di oliva in Puglia sono cresciute rapidamente, nonostante la Puglia sia la regione più olivicola d’Europa. Gli oli stranieri vengono importati – denuncia Coldiretti Puglia - principalmente da Spagna, Grecia e Tunisia, acquistati a prezzi più bassi rispetto al prodotto regionale e utilizzati dagli imbottigliatori per ‘costruire’ blend con oli regionali. Per questo va applicata senza se e senza ma la ‘legge salva-olio’, la n. 9 del 2013, ed è necessaria – secondo Coldiretti Puglia  - l’accelerazione dell’iter del disegno di legge che reca le “nuove norme in materia di reati agroalimentari”, elaborato dalla commissione presieduta da Gian Carlo Caselli, magistrato e presidente del comitato scientifico dell’osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare. a supporto dell’attività degli organismi di controllo che hanno uno strumento in più per contrastare frodi e sofisticazioni. L'aumento costante del consumo di olio di oliva che nel mondo ha fatto un balzo del 50 per cento negli ultimi 20 anni apre grandi opportunità che il Made in Italy deve saper cogliere e per farlo deve puntare sull'identità, sulla legalità e sulla trasparenza per recuperare credibilità anche all'estero. http://www.puglia.coldiretti.it/olivicoltura.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=108249749 Mon, 07 Aug 2017 18:37:29 GMT AFA CONSUMI: COLDIRETTI PUGLIA, PREZZI ORTAGGIE FRUTTA  IN CADUTA LIBERA; AD AGOSTO CACCIA ALLE VERDURE PUGLIESI Il caldo straordinario dell’estate 2017 ha determinato la maturazione contemporanea degli ortaggi in campagna con un crollo dei prezzi, secondo quanto rilevato da Coldiretti Puglia. Angurie a meno di 10 centesimi di euro al chilo, meloni a meno di 30 centesimi, zucchine, pomodori e peperoni a prezzi stracciati, mentre il pomodoro da mensa è andato in fumo per oltre il 35%. “A giugno e luglio c’è stata la maturazione contemporanea degli ortaggi – rileva il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele - a causa del caldo anomalo che ha fatto saltare la programmazione colturale. Gli imprenditori agricoli hanno raccolto anche ortaggi e frutta, la cui maturazione era prevista ad agosto, determinando una saturazione del mercato. Pertanto, i banchi di vendita sono stati invasi da prodotti maturati contemporaneamente, mentre ad agosto i consumatori andranno a caccia di frutta e verdura pugliesi, di cui evidentemente ci sarà penuria”. “Oggi c'è una quantità di offerta importante e successivamente potrebbe esserci un vuoto - continua il Direttore della Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – e, in un mercato globalizzato, arriverà quantitativo ingente di prodotto dall'estero. Noi possiamo consigliare di fare attenzione all'etichettatura e verificare sempre che il prodotto sia italiano". Intanto, per ottimizzare la spesa e non buttare via niente, la Coldiretti ha elaborato un vademecum in dieci punti con i consigli da seguire per risparmiare mantenendo la freschezza della frutta e verdura acquistate. Occorre effettuare acquisti ridotti e ripetuti nel tempo; scegliere frutti con il giusto grado di maturazione, non appassiti, con aspetto carnoso e non eccessivamente necrotizzati nei punti di taglio; verificare l'etichettatura e preferire le produzioni e le varietà locali che non essendo soggette a lunghi tempi di trasporto garantiscono maggiore freschezza; preferire varietà di stagione che hanno tempi di maturazione naturali; prediligere, compatibilmente con le esigenze, frutti interi che si conservano più a lungo. Per quanto riguarda il trasporto è bene fare la spesa poco prima di recarsi a casa ed evitare di lasciare troppo a lungo la frutta e la verdura dove il sole e le alte temperature favoriscono i processi di maturazione ed è opportuno, nel caso di trasferimento con auto climatizzata, riporre i prodotti nel sedile posteriore piuttosto che nel bagagliaio. E’ opportuno tenere separate le confezioni delle diverse varietà di frutta e verdura acquistate che vanno riposte in contenitori di carta piuttosto che in buste di plastica. Così come risulta strategico seguire alcuni piccoli accorgimenti anche tra le mura domestiche dove bisogna mantenere separata la frutta e la verdura che si intende consumare a breve da quella che si intende mantenere più a lungo: la prima può essere messa in un portafrutta al buio eventualmente coperta da un tovagliolo e comunque lontano dai raggi del sole, mentre la seconda va posta in frigorifero, ma lontano dalle pareti refrigeranti. In ogni caso è opportuno che la frutta venga posta stesa sul contenitore per evitare ammaccature e sviluppo di marcescenze. http://www.puglia.coldiretti.it/afa.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=108065459 Tue, 01 Aug 2017 15:16:24 GMT SETTORE ITTICO CONSUMI: COLDIRETTI PUGLIA; FERMO PESCA PER 42 GIORNI; 2 PESCI STRANIERI SU TRE NEL PIATTO AL RISTORANTE Riparte il fermo biologico della pesca che porta al blocco delle attività della flotta da pesca italiana a tutto l’Adriatico. Rispetto agli anni scorsi il blocco varrà da Trieste ad Ancona e da Manfredonia a Bari per 42 giorni, dal 31 luglio  fino al 10 settembre, mentre nel tratto da San Benedetto e Termoli si potrà continuare a pescare, fino al 28 agosto, quando scatterà il periodo di riposo per questa zona, che durerà fino all’8 ottobre. Il provvedimento viene imposto in un momento difficile per le marinerie, le quali negli ultimi 30 anni hanno perso il 35 per cento delle imbarcazioni e 18.000 posti di lavoro, mentre si è progressivamente ridotto il grado di autoapprovvigionamento del pescato. “Con il fermo pesca aumenta il rischio – denuncia Gianni Cantele, Presidente di Coldiretti Puglia - di ritrovarsi nel piatto per grigliate e fritture prodotto straniero o congelato. Il settore soffre la concorrenza sleale del prodotto importato dall’estero e spacciato come italiano, soprattutto nella ristorazione, grazie all’assenza dell’obbligo di etichettatura dell’origine. Ad oggi, infatti, l’unico strumento per invertire la crescente dipendenza italiana dall’importazione, che ha superato il 76 per cento è rappresentato dall’acquacoltura, che invece viene penalizzata dalla mancanza di certezze e da una grave assenza di norme che ne consentano lo sviluppo”. Del resto l’attuale format del fermo pesca, inaugurato 30 anni fa, ha ampiamente dimostrato – denuncia Coldiretti Impresapesca - di essere inadeguato, poiché non tiene conto del fatto che solo alcune specie ittiche si riproducono in questo periodo, mentre per la maggior parte delle altre si verifica in date differenti durante il resto dell’anno. Da qui la proposta di Coldiretti Impresapesca di differenziare il blocco delle attività a seconda delle specie, mentre le imprese ittiche potrebbero scegliere ciascuna quando fermarsi in un periodo compreso tra il 1° luglio e il 30 ottobre. “Una crisi quella del settore ittico, che si trascina da 30 anni – rileva Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia – che ha causato la perdita del 35% dei posti lavoro e la chiusura del 32% delle imprese, una “rotta persa” da tempo dal settore con una governance debole ed incapace di gestire una politica di ripresa. Un mercato, quello del consumo del pesce, che aumenta, ma sempre più in mano alle importazioni. La produzione ittica derivante dall’attività della pesca è da anni in calo e quella dell’acquacoltura resta stabile, non riuscendo a compensare i vuoti di mercato creati dell’attività tradizionale di cattura. Una rinascita che passa per il mercato, e sulla quale Coldiretti sta cercando di impegnarsi a fondo, facendo partire iniziative che hanno come obiettivo la semplificazione, il mercato e la tracciabilità.”. Di assoluto rilievo i numeri del settore in Puglia, il cui valore economico è pari all’1% del PIL pugliese e arriva fino al 3,5% se si considera l’intero indotto, conta 1500 imbarcazioni, 5000 addetti, 10 impianti di acquacoltura e mitilicoltura. Le aree vocate sono prioritariamente Manfredonia, Molfetta, sud Barese, Salento, dove il pescato più importante è costituito da gamberi, scampi, merluzzi. Per effettuare acquisti di qualità al giusto prezzo il consiglio di Coldiretti Impresapesca è, dunque, di verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere l’area di pesca (Gsa). Le provenienze da preferire sono quelle dalle Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta). L'annuncio delle date dello stop alla pesca segue lo sblocco dei pagamenti alle imprese per il fermo 2015, mentre si attendono ancora notizie sulla cassa integrazione in deroga. http://www.puglia.coldiretti.it/settore-ittico.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=108030894 Mon, 31 Jul 2017 18:12:47 GMT ACQUA SICCITÀ: COLDIRETTI PUGLIA, SALE A 143 MILIONI DI EURO STIMA DANNO; CRACK OLIVICOLTURA E IL PEGGIO DEVE ANCORA VEDERSI Continua a salire la stima dei danni che, secondo le verifiche in campo dei tecnici di Coldiretti Puglia, ha toccato già i 143 milioni di euro a causa della siccità che sta caratterizzando la torrida estate 2017. “Sono disastrosi gli effetti della mancanza di acqua, associata a colpi di calore, su tutte le produzioni – denuncia il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – a partire dal grano, con la produzione crollata del 50 percento, ortaggi in pieno caldo resi invendibili dalle scottature, costi esponenzialmente lievitati per irrigare l’uva da tavola e da vino per non rischiare di perdere il prodotto, fino all’olivicoltura, dove gli alberi sono in evidente sofferenza con la cascula delle olive e la parte vegetativa asfittica. Chiediamo all’Assessore regionale all’Agricoltura di attivare immediatamente le procedure per la declaratoria dello stato di calamità naturale, percorso già intrapreso da altre Regioni italiane che stanno vivendo la stessa condizione”. In Puglia a luglio 2017 è caduto il 70% di pioggia in meno rispetto allo stesso mese del 2016 e la mancanza di acqua, oltre a vanificare gli investimenti avviati per l’annata agraria di ortaggi e frutta e una diminuzione secca delle giornate lavorative offerte dall’agricoltura, ma anche una decisa contrazione della spesa a monte e a valle del settore primario, ha reso drammatico il fronte incendi, dove nonostante la Regione Puglia si sia mossa tempestivamente per approvare la campagna antincendi boschivi, in Puglia sono già andati in fumo, in 1 mese e mezzo, oltre 2000 ettari di boschi e pinete. “Siamo pronti ad accompagnare in campo i funzionari della Regione Puglia per le verifiche utili alla richiesta di stato di calamità – continua il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – perché il danno è grave. In particolare sono gli olivi a risultare in ‘coma vegetativo’, perché la prolungata siccità si è associata alle nevicate e gelate del gennaio scorso che hanno evidentemente compromesso lo sviluppo vegetativo. Gli agricoltori stanno investendo migliaia di euro in irrigazione aggiuntiva, senza ottenere alcun risultato. Ipotizziamo che la prudenziale stima del danno del 30% sulla produzione olivicola lieviterà esponenzialmente”. Nel campi coltivati a causa del grande caldo e della crisi idrica per gli agricoltori – sottolinea la Coldiretti – è sempre più difficile ricorrere all’irrigazione di soccorso per salvare le produzioni, dagli ortaggi alla frutta, dai cereali al pomodoro da industria, ma anche i vigneti e gli uliveti e il fieno per l’alimentazione degli animali per la produzione di latte, con l’allarme siccità che si è ormai esteso ad oltre i 2/3 della superficie agricola con maggiori costi e danni. Violenti nubifragi con trombe d'aria e grandine a macchia di leopardo – continua la Coldiretti - hanno fatto, peraltro, salire in conto dei danni all'agricoltura stremata dalla siccità in una pazza estate segnata dal rincorrersi di eventi estremi con il divampare i incendi che hanno colpito non solo boschi ma anche animali allevati, pascoli, vigneti e uliveti con un impatto devastante sull’ambiente, l’economia, il lavoro e il turismo. http://www.puglia.coldiretti.it/acqua.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=108030589 Mon, 31 Jul 2017 18:08:32 GMT PROMOZIONE  OLIO: COLDIRETTI PUGLIA, DOMANI 27/07 SI CELEBRA 'SUA ECCELLENZA' L'EVO DI PUGLIA Alle 10,00, alla Camera di Commercio di Bari Si celebra a Bari ‘sua eccellenza’ l’evo di Puglia. L’Associazione per la tutela e la valorizzazione dell’Olio Extravergine di Oliva di Puglia invita produttori olivicoli e tutti gli operatori economici interessati domani, 27 luglio 2017, a partire dalle ore 10,00, presso la sala convegni della Camera di Commercio di Bari, alla riunione di pubblico accertamento dell’IGP “Olio di Puglia”. Sarà occasione per aprire il sipario sullo ‘show room’ degli oli extravergine pugliesi, patrimonio materiale e di immagine del ‘Made in’ pugliese e italiano. A seguito della istruttoria del Ministero delle Politiche Agricole e del parere favorevole della Regione Puglia, è stata redatta una proposta di disciplinare di produzione dell’ IGP “Olio di Puglia”, di cui verrà data lettura durante la riunione di pubblico accertamento. Scopo dell’incontro è la verifica della rispondenza della disciplina proposta ai metodi leali e costanti previsti dal regolamento (UE) n. 1151/2012. http://www.puglia.coldiretti.it/promozione.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=108030234 Mon, 31 Jul 2017 18:00:35 GMT ESTATE MADE IN ITALY: COLDIRETTI FOGGIA, PASTA AL POMODORO ON THE BEACH; SOLO GRANO E POMODORO 100% DELLA CAPITANATA Alto gradimento dei turisti che hanno affollato stamani il Lido Merinum, ai piedi del Faraglione di Vieste, per un insolito quanto gradito piatto di pasta, ‘made by’ le aziende agricole di Campagna Amica, in uno scenario spettacolare. Sono stati serviti quasi 1000 turisti italiani e stranieri che hanno potuto apprezzare orecchiette e cavatelli, anche di grano arso, fatte rigorosamente con grano ‘Senatore Cappelli’, conditi con pomodorini ‘datterino’, olio extravergine di oliva, basilico e cacioricotta foggiani.  Coldiretti e Campagna amica Foggia si sono avvalse delle mani esperte dell'Associazione dei Cuochi di Capitanata, con la quale è consolidato il rapporto di collaborazione. “Il grano tutto italiano, ed in questo caso interamente targato Puglia, è stato l'attore principale della rappresentazione a Vieste. Abbiamo voluto dare forza – ha spiegato il Presidente di Coldiretti Foggia, Giuseppe De Filippo - alla spinta di taglio politico - sindacale che ci vede impegnati tutti i giorni nei consessi istituzionali, attraverso l’azione di informazione e comunicazione diretta a consumatori e turisti. Per ogni pacco di pasta acquistato al costo di euro 1,85 euro solo 0,23 centesimi servono a remunerare il prodotto agricolo. La inaccettabile remunerazione del prodotto locale è direttamente collegata all’import non stop di grano dall’estero che continua ad invadere quotidianamente i porti di Bari, Manfredonia e Barletta. Va garantito il monitoraggio e la trasparenza, il maggior grado possibile di riconoscibilità delle caratteristiche essenziali dei prodotti”. “Occorre educare i consumatori e, soprattutto, le giovani generazioni – ha aggiunto il Direttore di Coldiretti Foggia, Michele Errico - avvicinandoli sempre più al vero Made in Italy, perché sono in grado di orientare il mercato grazie a scelte consapevoli. La degustazione si sostanzia del racconto del territorio, del prodotto e della sua storia e se il buon cibo viene offerto in un momento di relax per il turista, l’efficacia del messaggio è massima”. http://www.puglia.coldiretti.it/estate.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=108030162 Mon, 31 Jul 2017 17:59:08 GMT AFA   SICCITÀ: COLDIRETTI PUGLIA, SI AGGRAVA BILANCIO INCENDI IN PUGLIA; OLTRE 2000 ETTARI DI BOSCHI E PINETE ANDATI IN FUMO Sono oltre 2000 gli ettari di boschi e pinete andati in fumo in Puglia, a causa degli incendi che stanno interessando soprattutto il Gargano e le Province di Taranto e Bari. “Per difendere le aree a forte rischio incendi – dice il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – è indispensabile creare le condizioni affinché si contrasti l'allontanamento dalle campagne e si valorizzino quelle funzioni di sorveglianza, manutenzione e gestione del territorio svolte dagli imprenditori agricoli. Per questo vanno colte le opportunità offerte dalla legge di orientamento che invita le pubbliche amministrazioni a stipulare convenzioni con gli agricoltori per lo svolgimento di attività funzionali alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale”. La devastante ondata di incendi  mette a rischio le vite umane, l’ambiente, l’economia, il lavoro  e il turismo e purtroppo anche le vite umane e per contrastarla Coldiretti ha immediatamente promosso l’alleanza tra gli agriturismi a marchio Campagna Amica e Federforeste con l’avvio di una task force per il monitoraggio, prevenzione e valorizzazione dei boschi. Si tratta della prima rete nazionale degli agriturismi a tutela dei boschi italiani fondata sull’azione di monitoraggio di “agricoltori ranger” che sorveglierà il territorio e segnalerà immediatamente alla Protezione Civile regionale eventuali aree di criticità, considerato che la perdurante siccità sta aggravando quotidianamente la situazione in tutta la Puglia. “Ci vorranno almeno 15 anni per ricostruire i boschi andati a fuoco con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo. In riferimento alla devastante ondata di incendi favorita dall’azione dei piromani – denuncia Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia - che provoca un costo per la collettività stimabile in circa diecimila euro all’ettaro percorso dalle fiamme. Oltre alla drammatica perdita di vite umane, gli incendi hanno pesanti effetti dal punto di vista ambientale dovuti alla perdita di biodiversità (distrutte piante e uccisi animali) e alla distruzione di ampie aree di bosco che sono i polmoni verdi del Paese e concorrono ad assorbire l’anidride carbonica responsabile dei cambiamenti climatici. Per ogni ettaro di macchia mediterranea andato in fumo muoiono in media centinaia di animali tra mammiferi, uccelli e rettili”. Non accenna a placarsi la morsa di afa in Puglia, con campagne a secco per la prolungata siccità che ha causato già la perdita di 140 milioni di euro di grano, pomodori e ortaggi e, se non dovesse piovere ancora per settimane, troverà conferma il calo di oltre il 30% di produzione di olive. http://www.puglia.coldiretti.it/afa.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=108030093 Mon, 31 Jul 2017 17:57:43 GMT TRASPARENZA GRANO: COLDIRETTI PUGLIA, SCELTA FERMA E COERENTE FIRMA DECRETO ETICHETTATURA PASTA; ORA TOCCA AL POMODORO “E’ coerente con gli impegni assunti nei mesi scorsi e con la richiesta di trasparenza dei consumatori la firma del decreto interministeriale che impone l’indicazione obbligatoria dell’origine del grano sui pacchi di pasta, in linea con quanto precedentemente fatto per il latte e i prodotti lattiero caseari.  Un pacco di pasta su 3 prodotto in Italia è fatto con grano coltivato all’estero ed è per questo che il Decreto sull’etichettatura obbligatoria dell’origine del grano è fondamentale per creare la linea del discrimine tra chi fa spaghetti, maccheroni e orecchiette con grano pugliese e chi con grano canadese, russo o francese. I consumatori devono essere messi nella condizione di scegliere”. E’ il commento del Presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, alla notizia della firma dei decreti interministeriali da parte del Ministro delle Politiche Agricole Martina e dello Sviluppo Economico Calenda per superare i ritardi UE. Con la decisione di accelerare sull’etichettatura di origine obbligatoria anche per la pasta e per il riso di fronte alle incertezze comunitarie si realizza un passo determinante nella direzione della trasparenza dell’informazione ai consumatori in una situazione in cui, però, 1/3 della spesa degli italiani resta anonima. “Si sta assistendo ad un crescendo di navi che sbarcano fusti di oltre 200 chili di peso con concentrato di pomodoro cinese da rilavorare e confezionare come italiano – denuncia Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia - poiché nei contenitori al dettaglio è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, non quello di coltivazione del pomodoro. Un commercio che può essere reso trasparente solo attraverso l’obbligo ad indicare in etichetta l’origine degli alimenti che attualmente vale in Italia solo per la passata di pomodoro, ma non per il concentrato o per i sughi pronti. A rischio c’è uno dei settori simbolo del Made in Italy nel mondo a causa della concorrenza sleale del prodotto importato, ma anche la sicurezza alimentare. Una delle regioni italiane più colpite dal fenomeno del pomodoro clonato risulta proprio la Puglia. La sola provincia di Foggiaè leader nel comparto con 3.500 produttori che coltivano mediamente una superficie di 26 mila ettari, per una produzione di 22 milioni di quintali ed una P.L.V. (Produzione Lorda Vendibile) di quasi 175.000.000 euro”. Dati ragguardevoli se confrontati al resto d’Italia con i suoi 55 milioni di quintali di produzione e i 95mila ettari di superficie investita: il 40 percento del pomodoro italiano viene proprio dalla Capitanata. A completare il quadro è da precisare che, pur essendo investiti a pomodoro 32mila ettari di superficie in Puglia, la maggior parte degli stabilimenti della trasformazione – in totale 223 – sono fuori regione, in particolare, 134 in Campania e 32 in Emilia Romagna.  E’ evidente, dunque, il danno arrecato alle imprese agricole pugliesi e alle produzioni tipiche e di qualità regionali – aggiunge Coldiretti Puglia - dalle 82.000 tonnellate di concentrato di pomodoro provenienti dalla Cina per produrre salse "italiane”. Sono aumentate del 43% le importazioni di concentrato di pomodoro dalla Cina che hanno raggiunto circa 100 milioni di chili nel 2016, pari a circa il 20 per cento della produzione nazionale in pomodoro fresco equivalente, con un balzo record del 22,3% delle importazioni, superiore a quello delle esportazioni (+19,7%). C’è il rischio concreto che il concentrato di pomodoro cinese venga spacciato come Made in Italy sui mercati nazionali ed esteri – sottolinea la Coldiretti - per la mancanza dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza. Di fronte all’atteggiamento incerto e contradditorio dell’Unione Europea che obbliga ad indicare l’etichetta per la carne fresca – denuncia Coldiretti - ma non per quella trasformata in salumi, per il miele ma non per il concentrato di pomodoro, per il pesce ma non per il grano nella pasta, per la frutta fresca ma non per i succhi, l’Italia che è leader europeo nella trasparenza e nella qualità ha il dovere – conclude Coldiretti - di fare da apripista nelle politiche alimentari comunitarie con un profonda revisione delle norme sul codice doganale nel settore agroalimentare, che pretendono paradossalmente di chiamare addirittura farina italiana quella ottenuta dal grano straniero macinato in Italia. L’ETICHETTA DI ORIGINE SULLA SPESA DEGLI ITALIANI Cibi con l'indicazione origine                   E quelli senza Carne di pollo e derivati                              Salumi Carne bovina                                                 Carne di coniglio Frutta e verdura fresche                            Carne trasformata Uova                                                                Frutta e verdura trasformata Miele                                                               Derivati del pomodoro diversi da passata Passata di pomodoro                                 Sughi pronti Pesce                                                              Pane Extravergine di oliva           Latte/Formaggi         Pasta in itinere        Riso in itinere          FONTE ELABORAZIONI COLDIRETTI           http://www.puglia.coldiretti.it/trasparenza.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=108029903 Mon, 31 Jul 2017 17:53:19 GMT VENDITA DIRETTA DOMANI 13/7 DALLE ORE 18 AD OSTUNI LA NOTTE ROSA DI CAMPAGNA AMICA; PUGLIA IN TOP TEN DONNE IN AGRICOLTURA A partire dalle ore 18,00 di domani, giovedì 13 luglio 2017, su Piazza della Libertà ad Ostuni, il Mercato di Campagna Amica tingerà di rosa la ‘città bianca’. Le imprenditrici agricole di Coldiretti Donne Impresa mostreranno ai turisti che affollano una delle mete più ambite delle vacanze 2017 quello di cui sono capaci. Degustazioni di olio, vino, sottoli, ricette casalinghe e consigli utili per combattere la calura saranno al centro di una intera serata all’insegna del cibo. A partire dalle ore 20,00 spazio allo street food con l’agrichef Floriana Fanizza che preparerà il famoso ‘panzerotto’ pugliese. Sono 87.469 le imprese femminili in Puglia (dati Unioncamere 2016) rispetto alle 86.544 del 2015, di cui 23.416 solo nel settore agricolo. I dati statistici dimostrano che l’occupazione al femminile in agricoltura non è vista come la semplice perpetuazione di una tradizione o, peggio, come un ripiego occupazionale di scarso pregio. “Sono poche le donne impiegate in agricoltura che hanno un genitore che opera nello stesso campo – continua il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – e ciò vuol dire che non è un lavoro ereditato o un ripiego occupazionale, ma un mestiere scelto. Una scelta portata avanti per reale passione, ma anche per spirito imprenditoriale. Per una imprenditrice, tra l’altro, l’attività in agricoltura, la cui sede coincide sovente con la residenza familiare, consente di fondere facilmente impegni familiari e professionali”. Le donne che lavorano in aziende agricole, delle quali sono spesso alla guida, dichiarano di avere soddisfazione rilevante da tale occupazione. “L’agriturismo è donna, così come la vendita diretta. Nell’attività agrituristica – conclude il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – le donne rappresentano circa il 46% del totale e sono in continuo aumento, rappresentando una risorsa importante che conferma scelte di vita e di alta professionalità. Sono il filo che unisce tradizione e innovazione, la famiglia con l’imprenditoria femminile. L’aumento del numero delle donne ai vertici delle aziende agrituristiche o impegnate nella vendita diretta, come dimostrato dalla grande partecipazione a Mercati, Agriturismi e Botteghe di Campagna Amica, fotografa la capacità delle imprenditrici di affacciarsi in modo concreto e nuovo all’agricoltura multifunzionale”. http://www.puglia.coldiretti.it/vendita-diretta.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=107697689 Thu, 20 Jul 2017 14:41:47 GMT GIOVANI IMPRESA INNOVAZIONE: COLDIRETTI PUGLIA, DALL’AGRI-DESIGNER AI MICROORTAGGI, TUTTI I PREMIATI CON L’OSCAR GREEN 2017 Dagli occhiali fatti con la lana di pecora ai micrortaggi, alle verdure essiccate, dagli yogurt di cui si conosce la carta d’identità della mucca ai laboratori rurali sociali, il Premio Oscar Green di Coldiretti Giovani Impresa anche nel 2017 ha ‘scovato’ i giovani agricoltori che con tenacia e lungimiranza stanno cambiando il modo di fare impresa in Puglia. Le province di Bari e Lecce hanno fatto incetta di premi per prodotti e processi all’avanguardia della tecnica. “C’è un intero esercito di giovani che hanno preso in mano un settore considerato vecchio, saturo e inappropriato – ha detto Maria Letizia Gardoni, Presidente Nazionale dei giovani imprenditori di Coldiretti, premiando gli ‘innovatori’ pugliesi - per immaginare prospettive future e ne hanno fatto un mondo di pionieri, rivoluzionari, innovatori e attivisti impegnati nel costruire un mondo migliore per se stessi e per gli altri, perché dai campi non viene solo una risposta alla disoccupazione e alla decrescita infelice del Paese, ma anche una speranza alla sconfitta dei nostri coetanei che sono costretti ad espatriare”. In Puglia oltre 4 giovani su dieci scelgono di fare impresa in agricoltura e le giornate di lavoro in cui sono impegnati lavoratori agricoli tra i 20 ed i 40 anni sono 4.907.478, quasi la metà rispetto al totale di 11-12 milioni di giornate lavorative l’anno (pari al 15% del totale nazionale). “Tra queste new entry giovanili nelle campagne ben la metà è laureata – dice il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele - il 57 per cento ha fatto innovazione, ma soprattutto il 74 per cento è orgoglioso del lavoro fatto e il 78 per cento è più contento di prima. La scelta di diventare imprenditore agricolo è, peraltro, apprezzata per il 57 per cento anche dalle persone vicine, genitori, parenti, compagni o amici. Gli agricoltori pugliesi in erba ritengono che l’accesso al credito bancario (40%) e l’adeguamento alle norme sanitarie, alle normative per il benessere animale e alla condizionalità (35%) siano i principali ostacoli al pieno sviluppo delle proprie attività imprenditoriali. Per questo chiedono maggiori garanzie per l’accesso al credito bancario e una più adeguata formazione. Il 67% dei giovani imprenditori agricoli boccia la Regione Puglia sulla politica ambientale, denunciando la condotta rispetto alla difficile vertenza dell’ILVA. Buono il giudizio sul sostegno dato dalla Regione Puglia alle start up innovative (58%). Con l'avvio dei bandi previsti dai piani di sviluppo rurale – segnala Coldiretti Puglia - oltre 2200 agricoltori pugliesi in erba otterranno un sostegno per la ristrutturazione o l'ammodernamento delle loro aziende. Sono stati finalmente sbloccati i 40milioni di euro per il primo bando del ‘Pacchetto Giovani’. Più di 1700 aziende agricole riceveranno sostegni per la partecipazione a regimi di qualità, a mercati locali e filiere corte, potendo investire nel settore della trasformazione e della commercializzazione di prodotti agricoli. “A caratterizzare le imprese giovanili del settore – ha aggiunto il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - è anche il fatto che a 15 anni dall’approvazione delle legge di orientamento in agricoltura, fortemente sostenuta da Coldiretti che ha rivoluzionato le campagne, i giovani hanno interpretato in chiave innovativa le opportunità offerte dal mondo rurale e oggi il 70 per cento delle imprese under 35 opera in attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative come la cura dell’orto e i corsi di cucina in campagna, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili”. Il risultato è che, secondo una indagine della Coldiretti, le aziende agricole dei giovani possiedono una superficie superiore di oltre il 54 per cento rispetto alla media, un fatturato più elevato del 75 per cento e il 50 per cento di occupati per azienda in più. I VINCITORI DEL PREMIO OSCAR GREEN PUGLIA 2017 Agri-you - Luna Laboratorio Rurale SS Associazione ITACA (Galatone) – Fabiana Fassi Il LUNA_Laboratorio Urbano Nuove Armonie è uno spazio aperto, dedicato alla formazione e crescita culturale e alla rigenerazione della comunità di Seclì, attraverso percorsi inclusivi di riappropriazione sociale e culturale, guidati dal basso, che promuovono il protagonismo giovanile, portando innovazione, nuove prospettive e  stimoli, valorizzando il contesto locale, generando opportunità formative e di svago, con l’obiettivo generale di aumentare l’empowerment giovanile e impattare positivamente il Benessere Equo e Sostenibile. Il lab urbano è collegato all’omonimo lab rurale (attivo da 2 anni in agro di Seclì), generando sinergie positive, agendo sul rapporto tra area rurale/area urbana, attivando il confronto sui temi della memoria, della contemporaneità e della Rural social innovation. Campagna-amica –Azienda agricola Casilli (Salice Salentino) – Giovanni Casilli L’Azienda Agricola Casilli, prevalentemente a conduzione familiare, si estende per circa 50 ettari di terra  e promuove forme di coltivazioni dei terreni agricoli compatibili con la tutela e il miglioramento dell’ambiente e le diverse tecniche per ogni coltura sono applicate con cura per poter valorizzare al massimo le caratteristiche di pregio dei prodotti raccolti. Gli ortaggi essiccati sono il top di gamma offerto ai consumatori, prodotti con innovative tecniche all’avanguardia che garantiscono alti standard igienico – sanitari. Crea - Azienda agricola CALÌ (Andria) - Silverio Liso L’ Azienda Agricola Calì è una realtà nuova, nata al termine di un percorso di studi universitari. L' Azienda è costituita da più corpi siti in distretti geomorfologici differenti, così da permettere anche una diversificazione dei profumi e dei prodotti. Di grande impatto visivo e di ineguagliabile gusto e sapore i microortaggi, nati per decorare e al contempo ulteriormente insaporire i piatti tipici della cucina pugliese. Fare Rete - Masseria La Calcara (Altamura) – Donato Mercadante Ha sposato appieno il progetto Pecore Attive, nato per avviare una micro-filiera di lavorazione artigianale della lana ovina da razze autoctone pugliesi con il duplice obiettivo di dare nuova vita e valore, anche commerciale, ad una risorsa territoriale, la lana ovina (che attualmente costituisce un rifiuto speciale di problematico smaltimento), attraverso la produzione di manufatti artigianali e fornire opportunità di inclusione sociale a categorie di persone svantaggiate. Da qui la realizzazione innovativa degli occhiali con montatura in lana di pecora. Impresa 2.terra – Azienda agricola Melcarne (Gagliano del Capo) – Giovanna Melcarne La Lattoria – Latte e bontà a Km0 L'azienda agricola Melcarne ha la sua sede storica nel leccese, a Gagliano del Capo, a Sud del Salento, in una terra lambita sui due versanti dal mar Ionio e dal mar Adriatico. Qui Giovanna Melcarne gestisce la sua azienda agricola di allevamento bovini, in un'area che si estende per circa 20 ettari e in cui i raccolti sono destinati all'alimentazione degli animali. All'interno dell'azienda si producono innumerevoli varietà di yogurt, formaggi e latte fresco pastorizzato grazie all'uso di macchinari ad alta specializzazione tecnologica. Giovanna segue internamente l'intero ciclo produttivo, dalla coltivazione dei foraggi all'allevamento del bestiame, dalla mungitura delle vacche alla realizzazione dei prodotti caseari. http://www.puglia.coldiretti.it/giovani-impresa.aspx?KeyPub=GP_CD_PUGLIA_HOME|CD_PUGLIA_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=107693619 Thu, 20 Jul 2017 11:53:58 GMT