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POMODORO

FUMATA NERA IN PREFETTURA: MANCATO RITIRO DEL PRODOTTO, PREZZI BASSI E PREMI COMUNITARI A RISCHIO.

Mercato degli agricoltori

FILIERA CORTA

IL MERCATO DI CAMPAGNA AMICA RADDOPPIA: DUE APPUNTAMENTI CON I CONSUMATORI A TORRE CANNE E SAVELLETRI.

Fondazione Campagna Amica

FILIERA AGRICOLA TUTTA ITALIANA

GRANDE APERTURA DEL MERCATO DI CAMPAGNA AMICA A BARLETTA. Prodotti agroalimentari rigorosamente del territorio al giusto prezzo.

filiera agricola tutta italiana

FILIERA AGRICOLA TUTTA ITALIANA

DOMANI TAGLIO DEL NASTRO DEL PRIMO MERCATO DI CAMPAGNA AMICA DELLA BAT.

INCENDIO

PREVENZIONE INCENDI

CONTRO LE ESTATI ROVENTI IL CORDONE DI SICUREZZA DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI. DALLA REGIONE PUGLIA LE REGOLE PER LA BRUCIATURA DELLE STOPPIE.

Terranostra entra in borsa

PROMOZIONE

ESTATE FRIZZANTE IN PROVINCIA DI BRINDISI TRA FESTE IN MASSERIA ED IL MERCATO DI CAMPAGNA AMICA.

bandiere

PAESAGGIO RURALE

‘PREMIO BUONE PRATICHE’ DELLA REGIONE PUGLIA ALLA MASSERIA SCIAIANI PICCOLA. Prima edizione del Concorso nell’ambito della costruzione Piano Paesaggistico territoriale Regionale.

Mobilitazione nazionale Coldiretti a Bari_Il Corteo

MOBILITAZIONE

QUOTE LATTE, FISCALIZZAZIONE DEGLI ONERI SOCIALI, BONUS GASOLIO E FONDO BIEITICOLO-SACCARIFERO. A BARI 10MILA IMPRENDITORI DELLA COLDIRETTI DELLE REGIONI DEL MEZZOGIORNOMENTRE E’ IN DISCUSSIONE LA MANOVRA FINANZIARIA ALLA CAMERA.

Mobilitazione nazionale Coldiretti a Bari: Emiliano, Introna, Marini e Vendola

FINANZIARIA

ALA MOBILITAZIONE NAZIONALE DI COLDIRETTI A BARI PRESENTE IL PRESIDENTE DELLA REGIONE PUGLIA NICHI VENDOLA. "IL POPOLO DELLE CAMPAGNE RECLAMA RISPOSTE"

Mobilitazione Coldiretti a Bari: il senatore Azzolini, relatore della Manovra Finanziaria

FINANZIARIA

MOBILITAZIONE COLDIRETTI A BARI: AZZOLINI SI IMPEGNA A RISOLVERE IL PROBLEMA DEI CONTRIBUTI AL SUD E DEL GASOLIO AGEVOLATO

mucca onestina

MOBILITAZIONE

QUOTE LATTE: CHI SBAGLIA PAGA. ALTRO CHE SOSPENSIONE DELLE MULTE. VENERDÌ 10MILA IMPRENDITORI DELLA COLDIRETTI DELLE REGIONI DEL MEZZOGIORNO A BARI.

Lavoro nei campi

LEGALITA'

AGROPIRATERIA, FENOMENI MALAVITOSI, FURTI ED ECOMAFIE: ISTITUITA IN PREFETTURA A BARI UNA CABINA DI REGIA PER LA LEGALITA’ E LA SICUREZZA IN AGRICOLTURA.

mobilitazione latte 2

MOBILITAZIONE

QUOTE LATTE: CHI SBAGLIA PAGA. ALTRO CHE SOSPENSIONE DELLE MULTE. LO STATO RIDIA I SOLDI AGLI ALLEVATORI ONESTI

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OSCAR GREEN

IL PUGLIESE MICHELE RAGUSO FINALISTA DI ‘OSCAR GREEN 2010’ NELLA CATEGORIA‘OLTRE LA FILIERA’.

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AGROPIRATERIA

PLAUSO ALL’ATTIVITA’ DELLA GUARDIA DI FINANZA PER IL SEQUESTRO DI 24 TONNELLATE DI FORMAGGI A TARANTO.

Goletta Gialla Coldiretti

MOBILITAZIONE 2010

LA GOLETTA GIALLA COLDIRETTI ALL’ARREMBAGGIO DI DUE NAVI CARICHE DI GRANO. Quella pugliese la staffetta più lunga dal Brennero.

brennero 2

MOBILITAZIONE

BLITZ AL PORTO DI BARI: LA GOLETTA GIALLA COLDIRETTI ALL’ARREMBAGGIO DI DUE NAVI CARICHE DI GRANO.

brennero

MOBILITAZIONE: VINCE LA PUGLIA VERA

CONTRO LE MOZZARELLE DEI PUFFI E L’OLIO ALLA CLOROFILLA LA COLDIRETTI PUGLIA SI MOBILITA, ORGANIZZANDO BLITZ NEI PORTI E ALLE FRONTIERE.

Informazioni generali sul territorio della Regione

Puglia

Le Federazioni Provinciali Coldiretti:

Attività e Iniziative

Vi segnaliamo



LA CONDIZIONALITA' IN AGRICOLTURA. CONSULTA LA GUIDA.


Dal 1° gennaio 2005 è in vigore il regime di condizionalità per gli agricoltori che ricevono aiuti dalla PAC.
Questa guida sulla Condizionalità  intende dare un’informazione il più possibile completa e chiara sulle nuove norme introdotte dalla PAC.
La guida assume particolare importanza in questa fase di avvio del Piano di Sviluppo Rurale  della Regione Puglia 2007 - 2013, i cui finanziamenti alle imprese agricole sono vincolati al rispetto degli impegni previsti dal regime di condizionalità approvati con D.G.R. n. 2460 del 16/12/08.
Accanto all’informazione e all’assistenza alle imprese, l’Assessorato e le Organizzazioni Agricole si stanno  impegnando ad ottenere una sostanziale semplificazione amministrativa, per rendere i vincoli previsti dalla normativa sempre più semplici e trasparenti.
La guida fornisce una visione completa dei Criteri di Gestione Obbligatori e delle Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali dando un quadro degli adempimenti a cui sono sottoposte le Aziende Agricole.


SCARICA LA GUIDA >>>>>>>

Pubblicato il bando di selezione allievi per il il corso in “GESTIONE SOSTENIBILE DELLE AREE PROTETTE E NATURALI”. SCADENZA ALLE ORE 13,00 DEL 30/07/2010. Scarica bando e domanda.


 
Il CRSA "Basile Caramia" , in qualità di Soggetto Capofila, in RTS con l'Associazione Regionale Terranostra di Puglia ed in collaborazione con altri Partner, organizza n. 3 corsi di formazione dal titolo "Gestione eco-sostenibile del suolo", presso i seguenti Istituti Scolastici:

CRSA “Basile Caramia” di Locorotondo;
• IISS “Agherbino” – sede di Noci;
• I.P.S.I.A – I.T.C. di Santeramo in Colle.

Ciascuno dei corsi ha la durata di n. 30 ore ed è completamente gratuito.
La scadenza per la presentazione delle domande è fissata per le ore 13,00 del giorno 31/07/10.


BANDO
ALLEGATO - DOMANDA




SCARICA TUTTO IL MATERIALE DEL FORUM DI CERNOBBIO

VIII FORUM INTERNAZIONALE DELL'AGRICOLTURA E DELL'ALIMENTAZIONE
STRALCI DEGLI INTERVENTI (16-17 OTTOBRE 2009)
( BOZZE NON CORRETTE )


Maurizio Sacconi
Ministro del Lavoro, Salute e Politiche sociali
E' necessario costruire nuove condizioni di sviluppo sostenibili a livello globale. Parte da un concetto semplice ma importante Maurizio Sacconi, ministro del lavoro e delle politiche sociali, intervenuto questa mattina al forum internazionale di Cernobbio, promosso da Coldiretti in collaborazione con lo studio Ambrosetti. E da qui inizia a scandagliare la situazione italiana nel contesto mondiale, soffermandosi in particolare sulla necessità di “guardare la crisi in corso anche nella sua dimensione sociale”. Lo scarso incremento demografico che colpisce una parte del mondo mentre “l'altra parte inizia ad imporsi proprio per le sue corti giovanili, principale e insostituibile forza”, i problemi legati al lavoro e al cambiamento del mercato, la necessità di nuove regole per una nuova visione dello sviluppo che non faccia incorrere negli sbagli del passato. “E' necessario ripartire dalle persone, intese come rappresentanti di comunità, non semplici individui” ha detto Sacconi “in proposito l'Italia si sta dimostrando portatrice di un modello. Si pensi al fatto che proprio in Italia è stato promosso il primo summit sociale della crisi in cui è stato lanciato lo slogan people first, la persona innanzitutto”. Poi un veloce riferimento agli obiettivi su cui sta lavorando il governo italiano per una crescita socioeconomica: stabilità della finanza, liquidità delle imprese, occupabilità. E sul mercato del lavoro Sacconi ha ribadito che “i giovani vanno istruiti contro la paura della precarietà”, e che bisogna iniziare a comprendere l'importanza della flessibilità, concetto nuovo ma centrale per la società moderna. Un accenno agli strumenti sociali come voucher, per i quali Sacconi ha voluto ringraziare la Coldiretti di Treviso, la sua Treviso , per il lavoro svolto, e per finire un appello alle associazioni e al nuovo ruolo che potrebbero ricoprire. “Per uno sviluppo reale abbiamo bisogno delle associazioni di rappresentanza come la Coldiretti, che sappiano fare rete ed essere volano di idee e proposte. Il progetto dei consorzi agrari, per esempio, su cui la Coldiretti si sta impegnando è un esempio importante per una visione del futuro che non abbia dimenticato i valori, le tradizioni e la storia che hanno reso importante il nostro Paese, soprattutto il Mezzogiorno”.


Maria Stella Gelmini
Ministro Istruzione Università e Ricerca
“Questa generazione sarà la prima ad avere una prospettiva di vita inferiore a quella dei genitori”. Così ha esordito il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini nel suo intervento videoregistrato al Forum Internazionale Agricoltura e Alimentazione di Coldiretti a Cernobbio. “Di fronte a questo stato di cose – ha detto il ministro – abbiamo la responsabilità di educare ad una corretta alimentazione. Per questo ancora una volta desidero ringraziare la Coldiretti per la sensibilità dimostrata. Insieme stiamo facendo in modo che i giovani fin dai primi anni della loro esperienza scolastica possano venire a contatto con il tema dell'alimentazione, attraverso l'esperienza di Educazione alla Campagna Amica e l'esperienza della fattorie didattiche. Il prossimo obiettivo è coinvolgere almeno sessanta province all'anno per 500 mila allievi per sviluppare unità didattiche ad hoc in collaborazione con le scuole per creare oltre cento formatori esterni sui temi della sicurezza alimentare, della qualità delle produzioni e di far partire 940 fattorie didattiche. E' un obiettivo ambizioso che possiamo raggiungere approfittando anche della nuova materia curricolare che l'educazione della cittadinanza”. La Gelmini ha ricordato la volontà congiunta del suo ministero e di Coldiretti di sviluppare linee guida operative congiunte per la revisione e l'aggiornamento dei materiali didattici e l'apertura di un bando di gara per la selezione di un campione di scuole pilota per sperimentare le unità didattiche e un concorso per sperimentare i migliori progetti di educazione alimentare.


Luca Zaia
Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali
I finanziamenti del Fondo di Solidarietà saranno stanziati entro la fine dell'esercizio finanziario 2009, l'etichettatura obbligatoria dell'origine dei prodotti agricoli sarà inserita nel documento dei 21 Paesi che verrà presentato lunedì 19 ottobre all'incontro dei ministri dell'Agricoltura Ue, e, infine, per combattere le contraffazioni proseguiranno i controlli a tappeto voluti dal ministero. Sono queste in sintesi le risposte del ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia, alle richieste che gli erano state poste dal presidente di Coldiretti, Sergio Marini, al Forum internazionale Agricoltura e Alimentazione di Cernobbio. “Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi – ha detto Zaia – ha promesso il rifinanziamento del Fondo di Solidarietà il 30 aprile davanti alla platea di Coldiretti ed entro la fine dell'esercizio finanziario i fondi saranno stanziati”. Il ministro ha colto l'occasione del forum per “sfatare” quella che ha definito una “leggenda metropolitana”. “Non è vero – ha detto – che i tagli di bilancio hanno colpito particolarmente l'agricoltura come segno di poca considerazione. I tagli sono stati trasversali per tutti i settori”. Il problema -secondo il ministro - è che l'agricoltura si sta muovendo in un contesto in cui i costi di produzione sono “di gran lunga superiori a quelli di mercato per cui, in Italia, 1.700.000 aziende dovrebbero chiudere i battenti. Secondo qualcuno – ha proseguito il ministro – dovremmo finanziare le aziende perché non facciano niente. Ma questo è assistenzialismo”. In Europa secondo Zaia si assiste ad un scontro tra il Nord che vorrebbe gli Ogm per ridurre i costi e produrre di più e i paesi del sud, che puntano sulla distintività. “La vera sfida – ha detto Zaia – è la tipicità, la storia del territorio, come dimostrano sondaggi, come quello di Coldiretti, in base al quale i consumatori sono disposti a spendere di più per i prodotti locali. Oggi noi produciamo 11 milioni di quintali di latte e ne importiamo 8 milioni e il consumatore non sa se beve latte italiano o lituano”. Per far fronte a questa situazione, Zaia ha ricordato che creando un'alleanza con il ministro dell'agricoltura francese, Le Maire,” abbiamo ottenuto che nel documento che verrà presentato all'incontro di lunedì 19 ottobre sia inserito la compensazione nazionale delle quote latte, l'ammasso privato dei formaggi e l'etichettatura d'origine”.


Roberto Formigoni
Governatore della Regione Lombardia
Dopo avere espresso vicinanza al mondo agricolo per le difficoltà che sta affrontando, il presidente della Regione Lombardia il Governatore Roberto Formigoni ha sottolineato il fatto che le provocazioni lanciate in apertura del Forum dal Presidente della Coldiretti Sergio Marini hanno collocato i problemi al centro dei lavori nel panorama internazionale, perché le questioni legate al mondo agricolo vanno ben oltre il livello nazionale. Formigoni ha evidenziato che in questo scenario si colloca anche la realtà della Regione Lombardia, che da tempo ha adottato il metodo della sussidiarietà e del confronto per affrontare i problemi. La Regione Lombardia ha recentemente attivato procedure per l'anticipo del 70% della PAC. E' stato uno sforzo notevole che ha voluto fare per sostenere concretamente l'agricoltura e per far sentire ai tanti imprenditori, in questo momento di difficoltà, che la Regione è al loro fianco e li sostiene nel loro importante lavoro, anche dal punto di vista finanziario. La Regione Lombardia si è assunta l'impegno di ridurre la burocrazia (es. esperienza Organismo Pagatore) e si è candidata per realizzare nei prossimi mesi un programma straordinario di semplificazione per quanto riguarda gli adempimenti legati alla a PAC e al PSR e andare così incontro alle esigenze delle imprese agricole. “Siamo impegnati anche nel cercare di risolvere i problemi del settore lattiero caseario – ha detto -; a questo riguardo è chiaro che sul banco degli imputati c'è il sistema distributivo con le sue distorsioni. Come Lombardia abbiamo avanzato un nuovo patto che coinvolge produttori, mondo della distribuzione e consumatori”. Formigoni si è complimentato con Coldiretti per le iniziative legate alla vendita diretta, in quanto molto positive per famiglie e i consumatori, non solo dal punto di vista economico ma anche da quello culturale. Formigoni ha sottolineato che la Regione Lombardia è al fianco della Coldiretti con convinzione nella difesa del vero Made in Italy. Il tema dell''etichettatura ha una grande importanza perché è garantendo la trasparenza che si garantisce la libertà di scelta. Il consumatore deve avere possibilità di fare acquisti consapevoli e quindi deve disporre di informazioni chiare. “Sono favorevole anche al vostro progetto per la costruzione di una filiera agricola tutta italiana – ha precisato - e sono convinto che debba essere sostenuto anche dal punto di vista legislativo”. Il patrimonio agroalimentare italiano è un gioiello che deve essere difeso e valorizzato. L'Expo che si terrà a Milano è un'occasione importante anche per settore agricolo e per tutto il Paese in generale. Per la sua realizzazione è allo studio una nuova formula, che metta il visitatore nella condizione non solo di vedere ma anche di gustare, assaporare, ecc e quindi di vivere la possibilità un'esperienza magica e irripetibile. Poiché il valore del comparto agricolo è destinato a crescere, vi invito a dare il vostro apporto e a farvi coinvolgere in questa grande iniziativa.


Andrea Boltho
Magdalen College, Oxford
Due anni di grande recessione dalla quale stiamo uscendo ma gradualmente. Sulla ripresa in seguito alla crisi economica che ha investito il mondo, Andrea Boltho, economista italiano che insegna ad Oxford dal 1977, va cauto. In occasione del Forum internazionale di Cernobbio, al quale è intervenuto con una relazione su “Lo scenario economico e la crisi finanziaria”, traccia la situazione attuale partendo dalla comparazione tra la grande depressione del 1929 e la grande recessione del 2007. Si sofferma così sulle differenze di natura monetaria, fiscale e commerciale per arrivare alle previsioni a breve dell'andamento mondiale del Pil, con riferimento agli Usa, alla zona euro e al sud est asiatico, che ha risentito meno della crisi e che, nel 2011, a sentire Boltho, si troverà in una condizione nettamente migliore rispetto alle altre aree del mondo. Sulla crisi in corso, da cui comunque si evincono segnali di ripresa, Boltho elenca tre principali “rischi”: il fatto che la recessione sia nata da una crisi di natura finanziaria (molto meno frequente rispetto a quelle di natura economica), la tuttora precaria situazione del sistema bancario e la possibile lunga durata della crisi immobiliare. Un riferimento anche alla fiducia delle famiglie nei confronti della situazione storica, che è più lenta a risollevarsi e che fa i conti con una situazione di pessimismo generale.


Antonio Tajani
Vice presidente e Commissario europeo per i Trasporti
Affinché l'Unione Europea abbia la possibilità di essere più forte e quindi più protagonista sul panorama internazionale è di estrema rilevanza che venga approvato il Trattato di Lisbona. Così ha esordito Antonio Tajani Vice presidente e Commissario europeo per i Trasporti, augurandosi che le resistenze del presidente della Repubblica Ceca cadano e che un processo così importante non venga bloccato solo per motivi di politica nazionale. L'Europa – ha aggiunto - deve giocare il suo ruolo politico sul palcoscenico mondiale. Pertanto si dovranno rafforzare i rapporti con i continenti a noi più vicini, come Africa e Asia, e con paesi con mercati di rilievo come Cina, India e Brasile. Per quanto riguarda l'Africa, dopo la nostra impronta coloniale del passato, dobbiamo dimostrare di saper svolgere un ruolo per far crescere la loro economia e contribuire alla loro stabilità politica. Questo sarà utile anche per controllare e prevenire fenomeni migratori ancora più gravi degli attuali. Ai paesi africani possiamo dare un apporto significativo anche nella realizzazione di infrastrutture di qualità. Con in cinesi siamo in competizione ma dobbiamo anche essere pronti al dialogo e capaci di confrontarci con loro realizzando anche le infrastrutture necessarie. La Russia è destinata a crescere e noi come Europa dobbiamo essere in grado di essere protagonisti del loro sviluppo. L'Europa ha un ruolo da giocare, sta a noi scegliere se vogliamo giocarlo veramente. Per fare questo però dobbiamo avere anche la capacità di scegliere gli uomini e le donne capaci di esprimere il nostro progetto, senza cedere alle ambizioni nazionali. Con lo scenario che si sta delineando sarebbe un errore non avere una strategia europea per l'agricoltura. Non si può parlare di Europa – ha detto Tajani - senza parlare di agricoltura. In passato una scarsa mentalità europea, veramente reale,ha portato grosse penalizzazione per questo settore (es. quote latte) Non bisogna più ripetere questo errore. Per l'agricoltura le sfide che si prospettano sono principalmente tre: la qualità come chiave di sviluppo, la riforma della politica dello sviluppo rurale e la riforma della PAC. Per il nostro Paese la qualità è un fiore all'occhiello che ci permetterà di misurarci con altre realtà. L'Europa a questo riguardo ha fatto molto e molto continuerà a fare (es. i marchi DOP, IGP e le specialità tradizionali). L'agricoltura europea ha un ruolo fondamentale per le aree rurali, che coprono la metà del territorio e accolgono gran parte delle popolazioni. Dopo che sono state definite le finalità generali, gli stati membri sono tenuti ad attuare misure che si armonizzino tra loro. Relativamente alla PAC, dopo la verifica dello “stato di salute” dello scorso anno, bisogna ora iniziare a ragionare su come si dovrà evolvere dopo il 2013. Per fare questo si dovranno considerare alcuni elementi, come il contesto istituzionale che si verrà a creare dopo la ratifica del trattato di Lisbona, il nuovo contesto finanziario, il nuovo contesto giuridico e il contesto di crisi generale. Guardando a un'Europa protagonista nei prossimi decenni, il contributo della Coldiretti e dell'agricoltura – ha concluso Tajani - può essere importante. L'Europa è il futuro della nostra economia e anche per ognuno di noi.


Gianni Alemanno
Sindaco di Roma, già ministro delle Politiche agricole
“La fine della crisi economica passa attraverso un modello di sviluppo diverso, basato su tre concetti fondamentali: la qualità dei consumi, la qualità ambientale delle produzioni, l'equilibrio globale in termini di sviluppo”. E' la ricetta di Gianni Alemanno, sindaco di Roma e già ministro dell'Agricoltura del precedente governo Berlusconi, con la quale il primo cittadino più importante d'Italia, in occasione del forum internazionale dell'agricoltura di Cernobbio, candida la capitale a diventare un modello di riferimento per l'intera penisola, e non solo. Una nuova proposta di Roma, megalopoli che vuole vincere la sfida dello sviluppo partendo da una nuova visione del rapporto tra dimensione agricola e dimensione ambientale. E l'occasione, per Alemanno, sarà offerta proprio dalle olimpiadi del 2020, alle quali Roma si candida a partecipare come città ospitante. “Attraverso la convocazione degli stati generali, previsti nel gennaio 2010, cercheremo di elaborare un piano strategico di sviluppo, per vedere se possiamo vincere questa ambiziosa sfida” ha sottolineato Alemanno nel forum organizzato dalla Coldiretti in collaborazione con lo studio Ambrosetti “un progetto particolarmente difficile, ma non impossibile, per una città complessa come la nostra, che dovrà fare i conti con i problemi legati alla produzione di energia sostenibile, al ciclo dei rifiuti e all'esistenza dei non luoghi, in cui il degrado urbano assume l'aspetto di baracche, favelas o casali da recuperare. “E' necessario ridisegnare la dimensione urbana attraverso un nuovo rapporto con la ruralità” ha continuato Alemanno “ecco così l'importanza dei farmer markets o degli orti urbani nelle scuole, nei parchi o nei condomini per promuoverne il carattere educativo e formativo. Roma si candida, insieme a Milano che punta al prossimo Expo, ad essere modello di riferimento non solo in Italia ma in tutto il mondo”.


Neil D. Hamilton
Direttore Agricultural Law Center – Ispiratore della politica agricola di Obama
“Gli Stati Uniti hanno una grande opportunità per quanto riguarda gli aspetti agricoli grazie al nuovo presidente”. Lo ha sottolineato Neil D. Hamilton, Direttore dell'Agricultural Law Center e ispiratore della politica agricola di Obama, intervenuto al Forum internazionale dell'agricoltura di Cernobbio organizzato da Coldiretti in collaborazione con lo Studio Ambrosetti. “La sua campagna elettorale ha avuto una forte impronta rurale. Obama è un fan degli orti e dei farmers market, è convinto che siano fondamentali per migliorare alimentazione dei cittadini americani e risolvere il problema della fame dei bambini. Anche il ministro dell'agricoltura ha la stessa impostazione e parla spesso di agricoltura con il presidente. Quello che si sta verificando e un vero e propri cambio di mentalità. L'obiettivo di questa nuova impostazione è ricreare un equilibrio per agricoltori e consumatori al fine di ottenere un'alimentazione più sana e sostenibile. L'amministrazione Obama ha un nuovo ordine del giorno “verde” incentrato non solo sulla produzione ma anche su come l'agricoltura impatta sull'ambiente e su come modella la salute dei cittadini. Riformare la politica agricola significa migliorare la salute, risolvere il problema della fame dei bambini e contrastare i cambiamenti climatici. Riguardo a questi temi siamo attenti alla nostra situazione nazionale ma per raggiungere risultati bisogna guardare anche a ciò che accade nel mondo. Obama si è candidato alla leadership anche per risolvere problematiche. Dare una nuova impostazione al sistema agricolo è importante anche per combattere la fame nel mondo. Negli ultimi nove mesi negli Stati Uniti si sono operati cambiamenti significativi, come l'appoggio ai piccoli agricoltori per diffondere una corretta alimentazione e un maggiore sviluppo delle politiche rurali. In particolare il ministro dell'agricoltura ha appoggiato il progetto degli orti per diffondere l'idea della alimentazione sana e locale. Si sta pensando di sviluppare ulteriormente questo progetto e di introdurlo anche nel sistema educativo. Anche Michelle Obama sta facendo degli orti una questione di moda, per sottolineare il valore del cibo locale e sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza di conoscere l'origine di ciò che si consuma. Questi temi sono spesso al centro anche di progetti universitari per incentivare i cittadini a consumare cibi freschi e locali. A questo riguardo, recentemente è stata lanciata la campagna “Conoscete il vostro agricoltore, conoscete il cibo che consumate”. L'agricoltura è fondamentale anche perché una corretta alimentazione va ad incidere sulla salute e quindi permette di prevenire molti problemi e contenere la spesa sanitaria. Gli Stati Uniti stanno prestando molta attenzione anche alla produzione di energie sostenibili, a basso impatto ambientale e al prossimo vertice di Copenaghen daranno un contributo in tal senso”.


Hernando de Soto
Presidente Institute for Liberty and Democracy, Peru
“Una parte della crisi attuale deriva dal fatto che c'è un sistema delle conoscenze che sta crollando”. Così ha esordito Hernando de Soto intervenendo sul tema “Fame di terra” al Forum internazione dell'Agricoltura e Alimentazione di Cernobbio di Coldiretti e Ambrosetti. Non è solo una questione di terre o di ricerca di terre in Paesi in via di sviluppo, secondo il relatore, ma c' anche un problema di mancanza di norme di legge. Se in Europa e negli Stati Uniti sembra normale che oggi ogni cosa venga registrata – ha detto De Soto – non sempre è stato così e non è così nei Paesi in via di Sviluppo. Nei Paesi occidentali, la registrazione di proprietà ha consentito che ogni proprietà e anche ogni persona sia registrata e questo consente all'economia di mercato di andare avanti. “Per la prima volta dopo 200 anni, nel 2000 – ha rilevato il relatore – la legge della registrazione è stata violata consentendo una registrazione legata all'attività finanziaria, emettendo una sorta di certificati di proprietà basato sulle ipoteche, i cosiddetti derivati (ipoteche su ipoteche). Nel 2008 c'erano 600 mila miliardi di questi documenti”. E' bastata la crisi del 7% di questi derivati – ha commentato De Soto – per creare la crisi attuale. “Per questo oggi i cittadini – ha detto – chiedono qualcosa di ‘hard' di duro dove mettere i soldi. Da questo deriva la ricerca delle terre nei Paesi in via di Sviluppo, dove solo una piccola parte di terreni è registrata e dove non ci sono le garanzie dei Paesi Sviluppati, per cui si creano problemi di emarginazione”.


David Hallam
Deputy Director, Trade and Markets Division, FAO
I prezzi alti dei prodotti agricoli mondiali e le restrizioni alle esportazioni da parte di alcune nazioni, ha accelerato la tendenza agli acquisti dei terreni nei Paesi in via di sviluppo. E' quanto ha sostenuto David Hallam, Deputy Director, Trade and Markets Division della FAO, al Forum internazionale di Cernobbio organizzato da Coldiretti in collaborazione con lo Studio Ambrosetti, intervenendo sul tema della “Fame di Terra”. “Per quanto il fenomeno non sia nuovo, la situazione di mercato degli anni scorsi – ha detto Hallam – ha portato molti Paesi, in particolare quelli arabi e la Cina, a cercare risorse strategiche, acquistando terreni per poi importare le derrate alimentari”. Secondo Hallam, il termine di “neo-colonialismo ben si addice a questo tipo di attività che, oltre ai terreni agricoli, portano all'acquisto anche delle risorse idriche per produrre beni alimentari che poi vengono reimportati”. “Nonostante gli effetti negativi – ha detto – ci sono molti Paesi in via di Sviluppo che cercano di attrarre questi investimenti perché pensano di ricavarne benefici in termini di sviluppo, con l'ingresso di nuove tecnologie, l'aumento dell'occupazione, la realizzazione di infrastrutture. Ma non si tratta di benefici automatici, perché spesso si portano dietro diversi svantaggi in termini di diritti sociali e di trasparenza”. Per questo – ha annunciato Hallam – la Fao, in collaborazione con l'Onu, ha avviato una serie di consultazioni per verificare la fattibilità di un codice di comportamento, di cui si parlerà al Forum sulla sicurezza alimentare che l'Onu svolgerà in novembre.


Federico Rampini
Editorialista La Repubblica
“La Cina sta approfittando della debolezza dell'Occidente per confermare la sua superiorità. E lo fa puntando proprio alla ricchezza agroalimentare e a quella energetica, guardando ai terreni dell'Africa, del Brasile, dell'Argentina e del Messico”. E' un Oriente che fa paura all'Europa quello tratteggiato da Federico Rampini, editorialista di La Repubblica per tanti anni corrispondente dalla Cina, in occasione del Forum internazionale dell'Agricoltura di Cernobbio, promosso da Coldiretti in collaborazione con lo studio Ambrosetti. Cina: un colosso che supera anche l'America e guarda al terzo mondo come paese di conquista, ma diversamente da quanto è stato fatto finora dagli imperi coloniali occidentali. Un Oriente che è pronto a mettersi in discussione, che scommette su se stesso e sulle proprie forze, dimostrando non solo di “essere uscito dalla crisi del riso dell'inizio del 2008”, spiega Rampini, ma di averla ampiamente superata dimostrandosi superpotenza mondiale che oggi gareggia, anche superandoli, con gli Usa di Barak Obama. Un Paese in cui i consumi crescono, in cui il mercato fiorisce, in cui si è riusciti a superare il grande limite della mancanza di superficie agricola coltivabile e dell'assenza di acqua puntando alle risorse altrui. “La Cina oggi è il principale esportatore di capitale del mondo e suscita allarme in tutto l'Occidente” dice Rampini “e l'Occidente deve avere paura, ma non tanto della sua veloce ripresa quanto delle modalità con cui è stata realizzata. Deve aver paura del fatto che la Cina sta attuando un nuovo tipo di imperialismo, che punta alla modernizzazione dei paesi sottosviluppati, alla costruzione di ponti e di strade. Una modernizzazione che sta facendo a modo suo, utilizzando la sua manodopera, le sue risorse, ma che produrrà più risultati delle razzie degli europei. La Cina sta esportando un modello di sviluppo, ed è naturale che i dirigenti africani la guardino come un modello da seguire”.


Donato Romano
Università degli Studi di Firenze
Prezzi delle materie prime agricole calanti, problemi strutturali, aumento della volatilità dei prezzi dell'azienda e una imperfetta struttura di mercato. Sono alcune delle caratteristiche della crisi economica, con particolare riferimento al settore agricolo, tratteggiata dal professor Donato Romano, docente dell'università di Firenze, che in occasione del forum internazionale di Cernobbio è intervenuto su “L'impatto della crisi economica e finanziaria sull'agricoltura”. Romano ha parlato dei risultati di uno studio effettuato in collaborazione con l'area economica della Coldiretti su un campione di 326 aziende, per un totale di 15 province di cui 5 del nord, 4 del centro, 4 del sud e 2 delle isole. Dall'analisi delle realtà aziendali, come ha evidenziato lo studioso, è emerso un quadro di riferimento di recessione particolarmente accentuata, che vede il tasso di variazione annuo del Pil mondiale toccare livelli preoccupanti. “La peggiore crisi del dopoguerra” ha commentato Romano sulla scorta di dati dell'aprile 2009 “perché la recessione si aggiunge alla crisi finanziaria e alla sincronizzazione globale”. Una situazione di grande emergenza che, a sentire il professore, si sta dimostrando lunga e profonda. Romano si è così soffermato sulla realtà economica generale italiana, ricordando che la contrazione del Pil era iniziata nell'estate del 2007 per diventare recessione dal terzo trimestre 2008. Più in particolare, dall'indagine effettuata emerge che la crisi è un fenomeno altamente discriminatorio. “Soffrono le aziende di dimensioni medio-grandi per ettari e addetti, mentre vanno meglio le aziende familiari attive” ha detto Romano. Tra gli aspetti capaci di aiutare la realtà aziendale, il professore ha citato invece la diversificazione del portafoglio delle attività (agriturismo), la trasformazione aziendale dei prodotti e la presenza di produzioni certificate e l'orientamento produttivo, che vede primeggiare la viticoltura e suinicoltura. A conclusione, Romano ha invece illustrato i problemi di natura finanziaria (crisi di liquidità, accesso al credito e investimenti) e i fattori strutturali che “peseranno nel momento di ripartenza economica” e ha concluso col ribadire che è necessario “rendere più competitiva la filiera, ribilanciare il potere del mercato degli intermediari e rivolgersi alla differenziazione qualitativa, alla preservazione delle identità aziendali e all'ampliamento del portafoglio attività attraverso produzioni di qualità, green activities e collegamento con il territorio”.


Angelo Frascarelli
Università degli studi di Perugia
Anche in Italia c'è fame di terra. Lo ha dichiarato il professor Angelo Frascarelli, dell'Università degli studi di Perugia, intervenendo Forum. “I problemi legati all'uso della terra da noi sono molto diversi rispetto a quelli degli altri Paesi, questo perché l'Italia ha alcune specificità: alta densità demografica, solo il 30% della SAU è in pianura, uso plurimo della terra e conflittualità di interessi, i vincoli urbanistici e paesaggistici. Oggi si fa un uso sempre più plurimo della terra e questo comporta effetti diversi a seconda che si tratti di usi agricoli, dell'industrializzazione e dell'urbanizzazione, di vincoli ambientali o della diffusione delle energie rinnovabili. Negli ultimi 37 anni sono andati persi 5 milioni di ettari di superficie agricola. Questo scenario ha avuto conseguenze rilevanti sui valori fondiari. In Italia si passa dal valore fondiario medio di 6.000 euro della montagna del sud a 72.000 euro nella pianura del nord. Nel panorama europeo l'Italia è il Paese con i valori fondiari più alti. Molti sono stati anche gli effetti della crisi economica sui valori fondiari. Durante il 2009 sono cresciuti nelle pianure (con valori che raggiungono i 550.000 euro/ettaro) mentre sono diminuiti nelle aree più marginali della montagna e delle isole. Un'analisi sulla tipologia degli acquirenti della terra mette in evidenza che oggi la terra viene acquistata per circa il 58% da agricoltori per svolgere un'attività agricola mentre il 42% viene acquistato da operatori extra-agricoli. Per quanto riguarda gli affitti, i valori sono invece sostanzialmente stabili. Il possesso della terra in Italia presenta molteplici caratteristiche: la predominanza degli interessi della proprietà sull'impresa, la legislazione italiana sulla trasmissione della terra (da padre a figlio premia la proprietà e non l'impresa, la frammentazione e la polverizzazione sono fenomeni strutturali nell'agricoltura italiana e ontologici alla cultura italiana. In alcuni Paesi dell'Unione Europea la trasmissione delle aziende agricole nei passaggi ereditari prevede il mantenimento dell' unità l'azienda (es. Francia, Belgio e Danimarca), in altri ancora oltre a questo non è previsto neppure il principio di uguaglianza (es. Germania, Paesi Bassi, Regno Unito e Irlanda). In Italia invece nei passaggi ereditari è possibile la divisione dell'azienda ed è previsto il principio di uguaglianza tra gli eredi. Alla luce degli elementi illustrati,le prospettive della terra agricola in Italia risultano essere le seguenti: per le sue caratteristiche strutturali, la mobilità della terra può essere assicurata prevalentemente dalla diffusione dell'affitto. (oggi il 75% è in proprietà e il 25% in affitto). Bisogna quindi promuovere normative che favoriscano la mobilità della terra tramite l'affitto e favorire l'allocazione agli agricoltori dei terreni demaniali. Sono importanti anche le politiche che favoriscono l'aggregazione come la prelazione e la Cassa per la formazione della proprietà Coltivatrice. E' necessario però anche fare nuove scelte al riguardo. Occorrono politiche fiscali sul patrimonio e non sul reddito, per favorire l'accesso alla terra agli imprenditori agricoli nei confronti dei competitori che acquistano la terra come “bene rifugio”. Deve aumentare anche la consapevolezza che i terreni sono una risorsa limitata e quindi è importante non comprometterne le potenzialità produttive. Servono anche politiche di pianificazione territoriale che tutelino la terra agricola perché anche nel nostro Paese c'è fame di terra, ma soprattutto deve diffondersi la consapevolezza che senza terra non si può produrre cibo”.


Sergio Romano
Editorialista Corriere della Sera
La trasformazione del G8 in G20 e il momento di transizione della politica americana dalle posizioni ideologiche del governo Bush alle buone intenzioni di Obama sono i motivi principali per una Unione Europea che si presenti sul contesto internazionale più unita. E' la tesi sostenuta da Sergio Romano, editorialista del Corriere della Sera, intervenuto al Forum di Cernobbio. Romano a ricordato che il Governo Bush sul piano della politica internazionale ha fatto guerra all'Iraq e in Afghanistan, finendo con il rafforzare il ruolo dell'Iran di difensore della causa palestinese e destabilizzando il Pakistan, maggiore alleato Usa in Medio Oriente; ha creato tensioni con la Russia da cui sono derivate crisi come quella cecena. Sul piano ambientale la politica di Bush – ha proseguito il relatore – ha disdetto il protocollo di Kyoto, facendo degli Usa il maggiore inquinatore insieme alla Cina. Sul piano interno ha dato mano libera al mondo finanziario, arricchendo i ricchi e impoverendo la classe media. Di fronte a questa situazione – secondo Romano - Obama ha manifestato l'intenzione di di dissipare le “nuvole” con la Russia consolidare i rapporti con la Cina, promuovere i rapporti palestinesi e correggere le disuguaglianze sociali. Interne. “Ma questa politica – ha detto Romano – sta dividendo il Paese. E' presto per decretare il fallimento della politica del neo-presidente, ma certo il premio Nobel per la pace rischia di essere un premio alla memoria delle intenzioni”. Secondo Romano oggi gli Stati Uniti stanno attraversando una crisi di identità che “potrebbe costituire una grande occasione per l'Europa di inserirsi con le sue idee e i suoi progetti nelle scelte internazionali. Il trattato di Lisbona – ha detto Romano – apre spazi per una rappresentanza unica dell'Europa nel G20, dove i Paesi europei in ordine sparso avrebbero una presenza molto diluita”. Per quanto riguarda l'Italia, Romano, ha detto che in questo momento “il nostro Paese non ha un'immagine buona a livello internazionale, dove esportiamo risse. Nel G20 – ha concluso – l'Italia è a rischio invisibilità”.


Giampaolo Fabris
Sociologo, Università San Raffaele di Milano
Nella società odierna, mentre cresce la fiducia nei prodotti, i consumi diminuiscono e, sul piano alimentare, mentre aumenta la ricerca della qualità e del salubrità, diminuisce l'incidenza della spesa alimentare nel bilancio della famiglie. Ha esordito con questi paradossi il sociologo Giampaolo Fabris nel suo intervento al Forum di Cernobbio. “Nonostante la sicurezza alimentare sia al primo posto delle attenzioni del cittadino – ha detto Fabris – c'è un comportamento che sembra opposto a questa attenzione, con una ricerca dei prezzi più bassi. Ma questo atteggiamento sta dimostrando risvolti interessanti perché si cercano prodotti sul territorio, scoprendo i farmers market, la vendita diretta, gli orti di città. In questo modo si riconquista un rapporto con la terra e si riscopre la stagionalità degli alimenti, mentre il rifornimento alla fonte porta anche alla riduzione dei deprecabili sprechi alimentari”. Secondo Fabris oggi il 25% degli italiani fa acquisti frequenti direttamente dai produttori e il 37% conoscono i mercati contadini. “Sono questi – ha detto – i segnali indicatori del futuro, dove emerge una maggiore attenzione alla terra e la coscienza che ogni cittadino deve fare di più per ridurre l'inquinamento. Gli acquisti di prodotti sfusi e quelli del territorio, non sono il segnale di un pauperismo, ma l'emergere di una coscienza che non è più tempo della bulimia dei consumi perché consumiamo troppo di tutto. Per questo in futuro avremo una struttura dei consumi profondamente rivista, più consapevole ed etica, con la richiesta di prodotti più duraturi e di maggiore qualità”.


Antonio Marzano
Presidente Cnel
La durata di questa crisi è e sarà maggiore rispetto alle altre recessioni post belliche e questo perché ha un'origine finanziaria e quindi è una crisi di fiducia. Lo ha dichiarato il presidente del Cnel Antonio Marzano, intervenendo al Forum Internazionale Agricoltura e Alimentazione di Coldiretti a Cernobbio. “Quando un'azienda chiede un finanziamento a una banca chiede fiducia – ha sottolineato -, quando la banca concede un finanziamento offre fiducia. La fiducia ha una caratteristica: si perde molto rapidamente, ma ci vuole molto tempo per ricostruirla. Un altro motivo che ha indotto la crisi è la ristrutturazione non solo dell'economia italiana, ma di tutte le forme di specializzazioni nel mondo. Ma quali sono gli effetti che sta determinando questa crisi? Nell'anno in corso il PIL si riduce del 5%,solo circa la metà si riflette sull'occupazione. Ciò accade perché il sistema imprenditoriale italiano è fatto soprattutto di piccole e medie imprese e in queste realtà il rapporto tra titolare e dipendente è diverso, più familiare. Pertanto nelle piccole medie imprese prima di ricorrere ai licenziamenti si utilizzano altri strumenti, come la riduzione degli straordinari ecc. Su questo fronte molto ha fatto anche il governo, con un largo utilizzo degli ammortizzatori sociali. Purtroppo si prevede che entro l'anno la disoccupazione aumenterà ancora, ma aumenterà in modo minore rispetto alle previsioni. Anche fare queste ultime è difficile, in quanto i segnali non sono stabili e mutano in continuazione, sono sempre diversi. Per affrontare la situazione si potrebbero ipotizzare diversi interventi come ad esempio estendere le tutele anche ai lavoratori autonomi, migliorare i meccanismi che regolano il lavoro, favorire la formazione, e promuovere nuove politiche per il sud dove è multiplo l'aumento della disoccupazione. E' importante anche puntare su mercati efficienti e la qualità del prodotto. Oggi il settore agricolo si trova a fare i conti con una domanda alimentare in costante crescita e anche il graduale spostamento di una parte di questo domanda verso un'alta gamma. Proprio in virtù del ruolo fondamentale che svolge l'agricoltura nella produzione di alimenti di produzione di alimenti è inammissibile vedere che i prezzi alla produzione si stanno riducendo. L'agricoltura italiana può diventare più competitiva puntando sulla qualità (questo vale per tutti i settori). I prodotti italiani hanno le carte in regola per vincere questa sfida ma bisogna anche combattere il problema della contraffazione. (emblematico esempio del Parmigiano). Questo fenomeno accade perché la filiera è italiana solo a pezzi, dovrebbe invece essere tutta italiana. L'Italia può presentarsi al mondo non solo con i suoi prodotti di qualità, ma anche con il grande patrimonio della sua cultura e delle sue tradizioni”.


Michael Hurwitz
Direttore Greenmarket New York
L'associazione Greenmarket ha una lunga esperienza a New York ed è stata avviata per promuovere programmi ambientali in città. A parlarne al Forum internazionale dell'agricoltura di Cernobbio promosso da Coldiretti in collaborazione con lo studio Ambrosetti è stato il direttore Michael Hurwitz. “Poiché a New York non si potevano acquistare prodotti buoni e genuini e nella regione si verificava una costante perdita di terreno agricolo sono stati organizzati i Farmers Market. Oggi ne abbiamo complessivamente 50, 19 dei quali si ripetono in modo stabile per tutto l'anno. I Farmers Market non sono solo mercati dove si possono acquistare i prodotti ma sono anche luoghi civici dove le persone possono interagire tra loro. Avviare questa iniziativa non è stato facile, c'era molto scetticismo tra gli agricoltori. I primi 12 che hanno sperimentato questa formula di vendita sono stati soddisfatti. Uno di loro in tre ore ha venduto tutta la merce. Oggi i Farmers Market sono presenti nei 5 distretti di New York. Nei mercati sono disponibili prodotti introvabili negli altri punti vendita, anche di varietà selvatiche. Viene posta una grande attenzione anche alla biodiversità. Ci sono agricoltori che vendono anche fino a 600 varietà di verdura diverse, questo garantisce un'ampia possibilità di scelta per i consumatori. La diversificazione colturale diventa un fattore di sicurezza anche per gli agricoltori quando si diffondono malattie che colpiscono varietà specifiche. I Farmers Market sono molto più di un luogo dove acquistare cibo perché creano aggregazione tra le comunità e i vicini di casa possono parlare tra di loro. Possono essere considerati dei veri e propri luoghi di cultura, luoghi dove i consumatori possono conoscere i sistemi produttivi e le caratteristiche dei prodotti che portano in tavola. Contestualmente ai farmers market è stato avviato anche un programma che prevede diversi momenti di formazione nelle scuole e favorisce la visita degli allievi nella fattorie affinché abbiano la possibilità di conoscere l'attività agricola. Nei mercati ci sono anche chef che fanno dimostrazioni di cucina con i prodotti venduti sul posto e fanno al tempo stesso pubblicità ai ristoranti che utilizzano i prodotti venduti nei farmers market. Oltre alla formazione dei manager che gestiscono i farmers market, puntiamo anche sulle squadre che hanno il compito di effettuare controlli per garantire che la marce sia di qualità, di stagione e locale. Questa azione deve essere molto rigorosa perché in gioco c'è la fiducia del consumatore. Un'altra area nella quale crediamo molto è quella dell'accesso al cibo. Gli assegni alimentari che vengono distribuiti sono spendibili presso i farmers market e questo permette alle persone in difficoltà con problemi di obesità di poter acquistare frutta e verdura freschi. Il successo dei farmers market consente anche ai giovani di restare agricoltura perché vedono il settore come un'opportunità di reddito”.


Ermete Realacci
Responsabile Dipartimento Ambiente Pd
“La politica deve interpretare i cambiamenti in atto e accompagnare il Paese verso lo sviluppo”. E' una lettura sociopolitica quella di Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente, presente anche quest'anno del forum internazionale dell'agricoltura di Cernobbio promosso da Coldiretti in collaborazione con lo studio Ambrosetti. Il deputato del Partito democratico, partendo dalla sua esperienza di parlamentare ma ancor di più di ambientalista, è intervenuto su “I nuovi modelli di consumo” proponendo uno spaccato dell'Italia in cui, mai come ora, bisogna imparare a gestire le conseguenze economiche sulla realtà sociale. “E' necessario capire come fronteggiare gli effetti della crisi sulla società - ha sottolineato Realacci - è questo il compito principale della politica e di chi governa”. E su questo tema l'analisi dei cambiamenti dei consumi che “richiedono di conseguenza assestamenti della politica, trasformazioni e cambiamenti diversi da Paese a Paese”. Per il deputato il compito di chi governa è infatti l'interpretazione delle trasformazioni in atto e la definizione di strategie capaci di guardare al futuro anche alla luce delle scelte effettuate dagli altri Paesi perché “la realtà sociale va considerata ad ampio raggio”. Da qui la convinzione che “dopo la crisi le difficoltà saranno ancora molto forti” e che in Italia “la debolezza della crescita interna si deve principalmente a tre elementi: debito pubblico, eccesso di burocrazia e distribuzione ineguale della ricchezza”. Realtà diverse che vanno governate con soluzioni e scelte coraggiose. E per concludere una ricetta semplice ma importante: un futuro che deve puntare all'introduzione di “elementi di valore etico e ambientale” perché solo una visione di questo tipo potrà servire ad assicurare uno sviluppo organico e al passo con i tempi.


Giuseppe De Rita
Presidente Censis
Con tutti i cambiamenti in atto nei consumi alimentari, mangeremo di meno e peggio? E' stata la domanda iniziale che si è posto il presidente del Censis, Giuseppe De Rita, nel suo intervento (in videoconferenza) al forum di Cernobbio di Coldiretti e Ambrosetti. “la mia sensazione è esattamente il contrario – ha detto il presidente del Censis – anche sulla base di una ricerca che stiamo facendo insieme a Coldiretti sui consumi alimentari. La crisi non sembra cambiare la realtà di fatto, nel senso che gli italiani non rinunceranno al tipico per essere più salutisti e non rinunceranno al conviviale per una maggiore qualità”. Secondo De Rita, il consumatore cerca di mettere insieme tutti gli aspetti dl mangiare. “In questo senso – ha detto – l'unica possibilità è il moltiplicarsi dei comportamenti di acquisto in cui ognuno gestisce la ‘tecnalità' della spesa senza cambiare i contenuti. Quindi si va dal contadino invece che al supermercato, si compra un etto invece di un chilo. Il comportamento così diventa estremamente soggettivo con il consumatore che diventa arbitro della spesa”. Per De Rita in questo modo non si rinuncia a qualcosa, ma si “tiene tutto insieme il paniere di acquisto, decidendo dove e cosa acquistare. Per questo – ha proseguito – è importante creare con il consumatore un rapporto che crei fedeltà all'acquisto al mercato contadino, perché il canale venga utilizzato, pur senza rifiutare altre modalità, per cui si mangia a mezzogiorno pane e salame e poi alla sera di va magari da McDonalds”.


Paolo Aurullani
Presidente Università Campus Bio-Medico di Roma
Tra l'alimentazione e la salute vi è un rapporto molto stretto: la nostra salute dipende da ciò che mangiamo. Una corretta alimentazione quotidiana è fondamentale per prevenire le malattie e curarle. Lo ha dichiarato Paolo Aurullani , Presidente Università Campus Bio-Medico di Roma, intervenuto al Forum internazionale dell'agricoltura di Cernobbio promosso da Coldiretti in collaborazione con lo studio Ambrosetti. “Oggi sono numerose le informazioni su questo tema, è sono numerosi anche gli input che si ricevono per fare una riflessione su come e cosa mangiare. Nonostante ciò la malnutrizione continua ad essere nel mondo causa di morte. Sono molto significative anche le numerose patologie legate alla nutrizione, come ad esempio l'obesità e la denutrizione. Nonostante l'obesità venga considerata una malattia del benessere,è presente non solo nei paesi ricchi (per sovrabbondanza di cibo e poca conoscenza delle reali caratteristiche degli alimenti) ma anche in quelli poveri e in via di sviluppo (per un'alimentazione impropria e impossibilità di scegliere gli alimenti). Un aspetto della nostra alimentazione attuale è che mangiamo poca frutta e verdura di stagione. Da un lato la scienza ha raggiunto conoscenze molto vaste sulle proprietà nutritive e sulla composizione degli alimenti, dall'altro è andata persa la conoscenza legata alla tradizione che ci faceva soffermare su questi aspetti. E' positivo il fatto di alimentarsi con prodotti locali e di stagione. I cibi a km zero sono quelli che garantiscono un maggior apporto nutrizionale anche perché rispettano i cicli stagionali e contribuiscono anche alla cultura della tradizione. La natura ha in se i principi per la tutela della nostra salute; oggi sappiamo molto di più e c'è più possibilità di scelta ma è più difficile gestire le decisioni che portano a un'alimentazione capace di garantire più salute. La soluzione di questo problema sta nella nostra capacità di coniugare conoscenze scientifiche con la nostra capacità di scegliere cosa portare in tavola. Le regole di un tempo (le regole della tribù) erano ben poca cosa rispetto alle conoscenze attuali, ma erano di dominio pubblico e tutti le conoscevano. E' fondamentale quindi attuare una maggiore educazione alimentare,a ogni livello, anche nel mondo della scuola. In occasione di questo Forum voglio formulare tre proposte concrete da attuare: collaborazione tra università, aziende e realtà come la Coldiretti che valorizza agricoltura come risorsa economica e culturale, tornare a collaborare in modo permanente su temi culturali legati all'alimentazione, cogliere l'occasione dell'Expo 2015 che darà grande visibilità alla nostra tradizione alimentare per sensibilizzare l'opinione pubblica su questi temi”.


Toni De Amicis
Direttore Fondazione Campagna Amica
La filiera agricola tutta italiana nasce dal bisogno di un grande sistema agroalimentare capace di premiare gli agricoltori e i consumatori. Ha esordito così Toni De Amicis, direttore della Fondazione Campagna Amica, intervenuto oggi pomeriggio a Cernobbio per illustrare il grande progetto Coldiretti di un nuovo circuito commerciale concorrente alla Gdo. Un progetto di filiera che sta prendendo corpo negli ultimi mesi con la creazione dei mercatini di Campagna Amica, presenti in molte regioni di Italia per promuovere l'incontro tra domanda del consumatore e offerta del produttore senza intermediazioni. “I consumatori, lo dimostrano i sondaggi dela SWG, sono perfino disposti a pagare di più per avere certezza di ciò che comprano” ha sottolineato De Amicis “ciò che chiedono afferisce alla trasparenza, alla tipicità, alla fiducia verso chi produce”. Un progetto – quello della filiera tutta agricola e tutta italiana - che prende spunto da un modello inaugurato in Usa alcuni anni fa: i mercatini degli agricoltori pensati come reazione all'omologazione delle produzioni vendute dalla grande distribuzione. “In Italia siamo andati oltre” ha spiegato De Amicis “abbiamo puntato, e ci riusciremo, ad una rete organizzata, capace di conciliare in modo strutturato l'incontro tra produttori e consumatori”.


Luciano D'Ulizia
Presidente Unci
“Il nostro obiettivo è fare della cooperazione un vero strumento mutualistico”. Lo ha detto Luciano D'Ulizia, presidente dell'Unione nazionale delle cooperative italiane (Unci), in margine all'accordo siglato con la Coldiretti per la creazione della più grande centrale cooperativa agroalimentare nazionale. I due soggetti stanno infatti lavorando alla creazione di un'ampia rete territoriale per la rappresentanza, l'assistenza e la tutela delle cooperative aderenti, organizzata attraverso una funzionale sinergia tra le strutture di servizio già esistenti. “Un progetto strategico che ha un grande scopo assistenziale e chiama in causa la sfera politica, economica e sociale” ha sottolineato D'Ulizia “è una sfida che rimette al centro il mercato sociale del lavoro, esalta la persona e i suoi valori e soprattutto restituisce dignità all'agricoltura contro una economia post-industriale che sta iniziando a far vedere i suoi limiti”.


Colomba Mongiello
Senatrice, Responsabile Naz. Dip. Agricoltura PD
Questi appuntamenti sono preziosi per costruire quel clima di reciproco rispetto e di utile cooperazione che deve sempre più caratterizzare il rapporto fra associazioni agricole, politica e istituzioni. E' quanto affermato dalla senatrice Colomba Mongiello intervenendo al Forum internazionale dell'agricoltura di Cernobbio promosso da Coldiretti in collaborazione con lo studio Ambrosetti. “La discussione e il confronto ci hanno permesso in qualche occasione di avvicinare le nostre posizioni, di comprendere meglio le rispettive motivazioni, di fare tutti insieme qualcosa di utile per l'agricoltura italiana. L'intreccio fra agricoltura, alimentazione e ambiente, questa tripla A che è parte così forte e determinante dell'identità italiana è ancora sottostimata nel discorso pubblico e nell'agenda delle istituzioni È un problema complessivo, anche culturale, che non appartiene solo ad una parte politica, ma che trova in questo Governo un punto di particolare allarme, al punto che è lo stesso ministro Zaia a dire di confidare nell'attività e nell'azione dei parlamentari perché si formulino quei provvedimenti che evidentemente egli non riesce a far valere in sede governativa. Coldiretti può guardare con soddisfazione ai risultati della sua battaglia sulla tracciabilità e sull'accorciamento della filiera. Abbiamo contribuito, insieme alla maggioranza, a produrre primi risultati normativi, come il ddl sull'etichettatura, anche supplendo ad una certa distrazione o trascuratezza del Governo. Siamo convinti che questa battaglia vada nella giusta direzione, che è quella di valorizzare l'eccellenza e la tipicità italiana e nello stesso tempo di sostenere il reddito degli agricoltori, che oggi è troppo spesso sotto il livello della sopravvivenza aziendale o addirittura dell'indigenza. Continuiamo a chiederci se questa battaglia, necessaria, è anche sufficiente. E continuiamo a pensare di no. Perché riteniamo che il grande polmone produttivo rappresentato dall'agricoltura italiana (che insieme all'agroalimentare pesa per oltre il 15% sul Prodotto Interno Lordo) debba finalmente ricevere quell'attenzione e quelle risorse che gli sono state fin qui negate. In particolare crediamo sia indifferibile il rifinanziamento del Fondo di Solidarietà, rispetto al quale sono state fatte promesse autorevoli e disattese nell'assemblea che Coldiretti ha tenuto a Roma nello scorso marzo. L'agricoltura non può essere la grande assente dei provvedimenti anticrisi, non può perdere competitività rispetto agli altri Paesi europei, come la Francia e la Spagna, le cui agricolture ricevono aiuti ben più consistenti dai loro governi. Nella incontestabile autonomia che appartiene a ciascuno (associazioni agricole, partiti, gruppi parlamentari) noi crediamo sia tempo di unire le forze per riconquistare all'agricoltura e all'agroalimentare quella centralità che spetta loro per memoria, forza, strategicità degli interessi rappresentati e da tutelare”.


Paolo Scarpa Bonazza Buora
Presidente commissione Agricoltura del Senato
La costituzione del Consorzio Agrario d'Italia ha esteso il ruolo di Coldiretti da organizzazione agricola, sociale, ambientale, anche a quello di organizzazione economica. Lo ha detto il senatore Scarpa Bonazza Buora intervenendo al Forum di Coldiretti a Cernobbio. “Il nuovo progetto di Coldiretti – ha detto il presidente della Commissione Agricoltura del senato – non ha nessuna intenzione di ripercorrere vecchie strade, ma è il frutto di un lavoro di mesi che ha portato all'approvazione della legge sulla mutualità prevalente che ha consentito di realizzare il nuovo soggetto presentato qui al Forum”. Lo scopo del progetto – ha commentato Scarpa Bonazza – è di realizzare un soggetto in grado di raccogliere la materia prima agricola, di stoccarla, eventualmente trasformarla e immetterla sul mercato per assicurare quel valore aggiunto all'azienda agricola che era stato compromesso negli attuali sistemi di filiera. “Ciò che farà il nuovo soggetto dei Consorzi Agrari – ha detto il senatore – sarà anche una serie di servizi che vanno dal credito alle assicurazioni che rispondano alle esigenze delle imprese”. Scarpa Bonazza ha poi sottolineato l'importanza dell'etichettatura per valorizzare il prodotto. “Non si tratta di protezionismo – ha detto – ma di protezione della trasparenza. Per questo ci auguriamo che possa trovare l'approvazione di tutte le parti in causa, agricoltura, industria, consumatori”. Il senatore ha indicato inoltre altre due azioni per difendere il reddito agricolo: un'azione decisa a livello comunitario e a livello di Wto per far riconoscere la trasparenza della provenienza dei prodotti agricoli nel commercio mondiale.


Paolo Russo
Presidente commissione Agricoltura della Camera
Il presidente della Commissione Agricoltura della camera, Paolo Russo, si è detto convinto che “l'agricoltura possa essere volano di crescita per il Paese e che la ruralità, intesa come cultura, paesaggio, modi di vita debba avere una centralità nel processo di sviluppo”. Al Forum internazionale Agricoltura e Alimentazione di Coldiretti a Cernobbio, l'on. Russo ha affermato che sull'argomento dell'etichettatura “bisogna evitare una battaglia tra agricoltura e industria. L'obiettivo – ha detto – e partire dalla qualità italiana e non si vuole creare la crisi di nessun settore, ma dare certezze ai consumatori”. Il presidente della commissione Agricoltura della Camera ha chiesto un “nuovo patto tra agricoltura e società, in cui il bene comune è la qualità, la salubrità, la tipicità del prodotto, in cui emerga una considerazione etica dell'agricoltura. Il nuovo patto – ha specificato – deve però basarsi sulla capacità dell'azienda di fare reddito”. Sottolineando che gli “agropirati” rubano l'identità dei prodotti, l' on. Russo ha affermato che “Il prodotto agricolo cento per cento italiano è importante per difendere l'eccellenza italiana”.


Antonio Buonfiglio
Sottosegretario alle Politiche Agricole
“Ci sono cose molto importanti che diciamo da anni, anche sull'onda di quello che la Coldiretti ha insegnato al Paese: tracciabilità, filiera corta, sicurezza alimentare, ruolo multifunzionale dell'agricoltura. Si tratta di cose importanti, ma non sufficienti”. Lo ha dichiarato Antonio Buonfiglio, sottosegretario di stato alle Politiche Agricole e Forestali, nel corso dei lavori del Forum Internazionale dell'agricoltura e dell'alimentazione promosso da Coldiretti. “Da molti anni – ha detto - si fa una politica sulla qualità, sulla sicurezza alimentare, sulla tracciabilità, sull'etichettatura e non è un caso che tutti questi provvedimenti vengano approvati all'unanimità. Questo vuol dire che c'è grande capacità delle organizzazioni che le propongono, ma anche grande condivisione della politica”. Secondo Buonfiglio bisogna però che le istituzioni recuperino un pensiero lungo e vadano oltre la quotidianità. Ha ricordato quindi che un passaggio fondamentale, anche se non da tutti condiviso, è stata la riforma della Pac e l'introduzione del disaccoppiamento. “Quando si parla di agricoltura – ha precisato - va detto con forza che questa attività produce reddito professionale e non può essere considerata una rendita per nessuno. Di fronte a 1.700.000 percettori del contributo comunitario, sono 600.000 le persone che pagano i contributi previdenziali, 1.000.000 le partire iva, 300.000 le aziende che assicurano il loro prodotto. Bisogna distinguere tra chi fa veramente impresa agricola e chi no”. Buonfiglio ha spiegato che a questo riguardo bisogna approfittare dell'articolo 28 del regolamento comunitario 73 che dà la possibilità a ogni stato membro di agire entro il 2010 e di portare le contribuzioni della Pac solo a chi è imprenditore agricolo a livello professionale o svolge attività agricola in maniera prevalente. “Questo vorrebbe dire- ha chiarito – che ovunque noi poggiamo la stanghetta dell'impresa agricola, se chi non svolge attività agricola professionale non percepirà Pac, avremo oltre un miliardo di euro a disposizione per una politica agricola nazionale. Se non coglieremo noi questa opportunità, sarà la Commissione a toglierci questi fondi”. “In questo momento di difficoltà – ha sollecitato il sottosegretario- bisogna riqualificare la spesa. Governo e Regioni hanno perso un'occasione distribuendo in mille rivoli le risorse dell'articolo 68, che invece potevano essere destinate per il 50 per cento al fondo di solidarietà nazionale e per il 50 per cento per favorire l'accesso al credito". In conclusione Buonfiglio ha affermato che oggi la politica nazionale deve essere in grado di sostenere le filiere tipiche della dieta mediterranea e che il reddito domenicale agevolato è giusto che lo paghi solo chi fa della terra un fattore di produzione.


Sergio Marini
Presidente Coldiretti
"E' una risposta alla crisi dell'agricoltura, una risposta positiva di una associazione che non va soltanto in piazza ma fa proposte serie e concrete quando c'e' un momento di difficoltà". E' quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini alle agenzie di stampa a proposito della nascita di “Consorzi Agrari d'Italia”, la nuova holding degli agricoltori. La Coldiretti - ha continuato Marini - "si e' impegnata nella costruzione di un'associazione che diventi rappresentanza di filiera, lo abbiamo fatto associando i consorzi agrari e la cooperazione”. "Adesso, finalmente, si sta anche costruendo la filiera agroalimentare e intorno alla infrastruttura dei 'Consorzi Agrari d'Italia' il sistema produttivo, gli imprenditori agricoli, torneranno a essere protagonisti del loro futuro". "E' un progetto che va in aiuto degli agricoltori, afflitti dalla discesa dei prezzi alla produzione e dalla mancanza di potere contrattuale - ha spiegato Marini - e farà anche un favore alla famiglie che spenderanno meno, comprando i prodotti tipici direttamente dai produttori". "Ora si potrà avere una filiera agroalimentare tutta italiana che garantirà il vero made in Italy al miglior rapporto qualità-prezzo. Per tutti i prodotti agroalimentari ci potrà essere una valorizzazione più marcata del marchio proposto dal produttore, favorendo il potere contrattuale e possibilmente anche la trasformazione e la commercializzazione del prodotto". "Sono convinto che la distribuzione intelligente, che ha intenzione anch'essa di differenziarsi sul Made in Italy, perche' valore riconosciuto dai consumatori in Italia e all'estero - ha concluso il presidente di Coldiretti - accetterà questo progetto e chiederà di partecipare. Ovviamente, noi siamo ben contenti di aprire le nostre porte a tutti coloro che non ci vengono a far perdere tempo".
PUBBLICATI NEL BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE PUGIONE PUGLIA I BANDI RELATIVI ALLA MISURE 122, 211, 212, 214, 221, 227.

MISURA 122 "Accrescimento valore economico foreste"
Con la determinazione n. 103/2010 del dirigente del Servizio Foreste è approvato il bando pubblico per la presentazione delle domande di concessione degli aiuti previsti dalla misura 122 del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013.
BANDO
Obiettivo della misura è il potenziamento delle produzioni e del livello di competitività del sistema imprenditoriale forestale pugliese adottando appropriate forme di gestione selvicolturale sostenibile che mirino alla rivalorizzazione economica produttiva dei soprassuoli boscati esistenti. Si intende, altresì, favorire processi di aggregazione gestionale basate su forme associative degli imprenditori forestali.
Le azioni della misura ammissibili al finanziamento sono:
azione 1: Miglioramento boschi esistenti produttivi;
azione 2: Investimenti per prima lavorazione del legname.
Possono partecipare al bando:
- i Comuni o loro Associazioni che operano con legittimo titolo di possesso su superfici forestali di proprietà di comuni o privati;
- i privati o loro Associazioni che operano con legittimo titolo di possesso su superfici forestali di proprietà di comuni o privati, con regolare iscrizione al registro delle imprese della Camera di Commercio.
Sono esclusi dagli aiuti i soggetti che hanno sottoscritto l’adesione al Progetto Integrato di Filiera “Silvicolo”, di cui all’avviso pubblicato nel Bollettino Ufficiale n. 162/2009, in qualità di beneficiari degli aiuti. Gli stessi possono, comunque, partecipare al bando per investimenti su superfici diverse da quelle previste nel PIF – filiera silvicola e nei limiti del volume massimo di investimento previsti dell’avviso.
Coloro che intendono presentare domanda di aiuto sono obbligati, preventivamente, a costituire e/o aggiornare il fascicolo aziendale, sul portale SIAN per il tramite:
• dei Centri di Assistenza Agricola (CAA), autorizzati dall’AGEA (riportati sul sito www.agea.gov.it );
• della Regione Puglia;
• dei liberi professionisti, muniti di opportuna delega per la presentazione della domanda, ai sensi della circolare AGEA n.19/2009.
La domanda di aiuto, redatta secondo lo schema disponibile sul portale www.sian.it, deve essere compilata, stampata e rilasciata sullo stesso sito a partire dall’8 maggio 2010 e fino al 7 luglio 2010.
La copia cartacea della domanda rilasciata dal portale SIAN, completa della documentazione richiesta dal bando, deve essere inviata, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno di ufficio postale o corriere autorizzato, entro il termine ultimo, alla Sezione Provinciale del Servizio Foreste della Regione Puglia competente per territorio.
Tutti i dettagli sulle modalità per la presentazione delle domande sono contenuti nel bando.


MISURE 211 “Zone Montane” e 212 “Aree Svantaggiate diverse dalle zone montane”
Con la determinazione del dirigente del Servizio Agricoltura n. 276/2010 è stato emanato il bando per la presentazione delle domande di concessione degli aiuti previsti dalle misure 211 “Zone Montane” e 212 “Aree Svantaggiate diverse dalle zone montane” del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013.
BANDO
MODULISTICA

L’intervento ha l’obiettivo di garantire la salvaguardia del territorio, di favorire il mantenimento di una comunità rurale vitale nelle zone minacciate da spopolamento, di conservare lo spazio rurale e di mantenere e favorire metodi di produzione agricola ecosostenibile.
Gli aiuti previsti dalle misure 211 e 212 mirano anche a compensare il minor reddito degli imprenditori agricoli che svolgono la propria attività in territori che presentano svantaggi naturali rispetto ad altre zone.
Possono presentare domanda gli imprenditori agricoli, singoli e associati, iscritti nel Registro delle Imprese Agricole della CCIAA. Sono esclusi gli imprenditori titolati di pensione di vecchiaia o di anzianità di età superiore ai 65 anni. Le domande devono essere inoltrate in forma telematica sul portale www.sian.it gestito dall’AGEA, per il tramite dei Centri di Assistenza Fiscale (C.A.A.), dei tecnici abilitati dalla Regione Puglia o degli Uffici provinciali dell’Agricoltura della Regione (solo in caso di detenzione del fascicolo aziendale) o dallo stesso beneficiario previa abilitazione, a partire dal 16 aprile e fino al 17 maggio 2010.
Per le domande rilasciate oltre il termine il premio è ridotto dell’1% per ogni giorno lavorativo di ritardo e in caso di ritardo oltre i 25 giorni solari, la domanda è dichiarata irricevibile e non può essere ammessa a finanziamento.
La domanda cartacea, corredata della relativa documentazione, deve essere presentata agli Uffici Provinciali dell’Agricoltura (UPA), competenti per territorio, entro 15 giorni di calendario dalla scadenza mediante raccomandata con ricevuta di ritorno o corriere autorizzato o consegna a mano.
Tutti i dettagli sulle modalità di presentazione delle domande, condizioni di ammissibilità, impegni, obblighi, controlli, nonché tutte le fasi del procedimento amministrativo per la formazione delle relative graduatorie sono contenuti nel bando.

MISURA 214 'AGRICOLTURA BIOLOGICA"

Rete RuralePubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione n. 62 dell’8 aprile 2010 il bando per la presentazione delle domande di concessione degli aiuti previsti dalla misura 214 – azione 1 “Agricoltura biologica” del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013.
BANDO
DETERMINAZIONE
L’intervento mira a fornire un sostegno economico alle aziende agricole per l’introduzione o il mantenimento di metodi di produzione biologica (Reg. CE 834/07).
Possono beneficiare dell’aiuto gli imprenditori agricoli (singoli ed associati) iscritti nel registro delle imprese agricole della CCIAA che, in base ad un legittimo titolo di possesso, conducono aziende agricole.
Sono esclusi gli imprenditori titolari di pensione di vecchiaia e gli imprenditori titolari di pensione di anzianità di età superiore ai 65 anni.
La disponibilità finanziaria complessiva per il presente bando ammonta a Euro 80.000.000,00.
I soggetti che intendono presentare domanda di aiuto sono obbligati, preventivamente, alla costituzione o all’aggiornamento del fascicolo aziendale, sul portale SIAN per il tramite di soggetti abilitati e riconosciuti dall'AGEA.
Le domande vanno presentate in forma telematica utilizzando le funzionalità disponibili sul portale SIAN (www.sian.it ) gestito dall’AGEA, per il tramite dei CAA, o dei tecnici abilitati dalla Regione Puglia, o tramite gli Uffici provinciali dell’Agricoltura della Regione Puglia (solo in caso di detenzione del fascicolo aziendale) o dallo stesso beneficiario. I tecnici abilitati dovranno preventivamente presentare al Sevizio Agricoltura della Regione la richiesta di autorizzazione all'accesso utilizzando la modulistica allegata al bando.
L’accesso al portale SIAN (www.sian.it) per la compilazione, la stampa e rilascio della domanda sarà consentito a partire dal 17 aprile 2010 e fino al 17 maggio 2010.
Per le domande rilasciate sul portale SIAN oltre il termine del 17 maggio 2010, il premio è ridotto dell’1% per ogni giorno lavorativo di ritardo e in caso di ritardo oltre i 25 giorni solari, la domanda è dichiarata irricevibile e non può essere ammessa a finanziamento.
La Regione Puglia, dopo la selezione delle istanze, con apposito provvedimento approverà l’elenco delle domande ritenute ammissibili alla successiva fase di istruttoria e indicherà i termini per la presentazione della domanda in formato cartaceo e della documentazione richiesta.
Tutti i dettagli sulle modalità per la presentazione delle domande sono contenuti nel bando.

MISURA 221 "PRIMO IMBOSCHIMENTO TERRENI AGRICOLI"
Pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione n. 62 dell’8 aprile 2010 il bando per la presentazione delle domande di concessione degli aiuti previsti dalla misura 221 – azioni 1, 2, 3 e 4 del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013.
BANDO
Obiettivo dell’intervento è la diffusione della presenza del bosco e delle colture legnose forestali, al fine di ridurre gli effetti negativi causati dall’intensificazione dell’attività agricola.
Le azioni della Misura ammissibili all’aiuto sono:
1 - Boschi permanenti
2 - Fustaie a ciclo medio-lungo
3 - Impianti a rapido accrescimento
4 - Fasce protettive e corridoi ecologici.
Possono beneficiare degli aiuti:
- gli agricoltori, singoli o associati;
- le persone fisiche ed entità di diritto privato, singoli ed associati,
- i Comuni, singoli ed associati.
Sono esclusi gli agricoltori che beneficiano del prepensionamento.
Un singolo richiedente può presentare un'unica domanda di aiuto per accedere ai benefici previsti per tutte le azioni.
Il richiedente deve dimostrare il legittimo possesso del terreno agricolo che intende imboschire.
La superficie minima d’intervento è di 2,0 Ha, ridotta a 1,0 Ha per le province di Brindisi e Lecce.
Coloro che intendono presentare domanda di aiuto sono obbligati, preventivamente, a costituire e/o aggiornare il fascicolo aziendale, sul portale SIAN per il tramite:
• dei Centri di Assistenza Agricola (CAA), autorizzati dall’AGEA (riportati sul sito www.agea.gov.it );
• della Regione Puglia;
• dei liberi professionisti, muniti di opportuna delega per la presentazione della domanda, ai sensi della circolare AGEA n.19/2009.
La domanda di aiuto, redatta secondo lo schema disponibile sul portale www.sian.it , deve essere compilata, stampata e rilasciata sullo stesso sito a partire dall’8 maggio 2010 e fino al 7 luglio 2010.
La copia cartacea della domanda rilasciata dal portale SIAN, completa della documentazione richiesta dal bando, deve essere inviata, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno di ufficio postale o corriere autorizzato, entro il termine ultimo, alla Sezione Provinciale del Servizio Foreste della Regione Puglia competente per territorio.
Tutti i dettagli sulle modalità per la presentazione delle domande sono contenuti nel bando.

MISURA 227 “Sostegno agli investimenti non produttivi-foreste”
Pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione n. 62 dell’8 aprile 2010 il bando per la presentazione delle domande di concessione degli aiuti previsti dalla misura 227 “Sostegno agli investimenti non produttivi-foreste”, Azioni 1, 2 e 3, del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013.
BANDO
Gli obiettivi specifici della misura (articolata in 3 azioni specifiche) sono:
1. Conservazione della diversità delle specie e degli habitat, tra cui i pascoli steppici, attraverso la tutela e la diffusione di sistemi agricoli e forestali ad "alto valore naturale”;
2. Conservazione della diversità genetica vegetale promuovendo l’inserimento di specie/varietà a rischio di estinzione e la creazione di un sistema di mantenimento della biodiversità;
3. Tutela degli elementi caratteristici del paesaggio rurale.
Possono beneficiare degli aiuti:
Regione Puglia,
Province,
Comuni,
Comunità Montane,
Enti Parco,
privati, singoli ed associati (ai sensi dell'art. 42, comma 1, del Reg. CE 1698/05).
Per accedere alle agevolazioni previste, i richiedenti devono possedere una superficie forestale o boschiva, così come definita dall'art. 30, par. 2 e 3, del Reg. CE. 1974/2006. I beneficiari devono inoltre osservare i criteri della condizionalità secondo quanto previsto dal Decreto Ministeriale 30125 del 22/12/2009 e dalla Deliberazione di Giunta Regionale n. 525 del 23/02/2010. Ogni domanda può prevedere l’adesione a più azioni nei limiti previsti dal bando.
La domanda di aiuto, redatta secondo lo schema disponibile sul portale www.sian.it , deve essere compilata, stampata e rilasciata sullo stesso sito a partire dall’8 maggio 2010 e fino al 7 luglio 2010.
La copia cartacea della domanda rilasciata dal portale SIAN, completa della documentazione richiesta dal bando, deve essere inviata, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno di ufficio postale o corriere autorizzato, entro il termine ultimo, alla Sezione Provinciale del Servizio Foreste della Regione Puglia competente per territorio.
Tutti i dettagli sulle modalità per la presentazione delle domande sono contenuti nel bando.

Di seguito i Bandi già scaduti:
 
Emanatore Ambito Asse Misura Denominazione Misura Pubblicazione Scadenza
Regione Puglia PSR 2 211 Indennità per svantaggi naturali a favore di agricoltori delle zone montane
SCADUTO
2/4/2009 19/6/2009
Regione Puglia PSR 2 212 Indennità a favore di agricoltori in zone caratterizzate da svantaggi naturali, diverse dalle zone montane
SCADUTO
2/4/2009
 
19/6/2009
 
Regione Puglia PSR 2 214 Pagamenti agro-ambientali
SCADUTO
2/4/2009 19/6/2009
Regione Puglia PSR 2 216 Investimenti non produttivi
SCADUTO
14/5/2009 30/6/2009
Regione Puglia PSR 2 221 Primo imboschimento di terreni agricoli
SCADUTO
30/4/2009 19/6/2009
Regione Puglia PSR 4 410 Attuazione strategie di sviluppo locale
SCADUTO
23/10/2008 23/12/2008
Regione Puglia PSR 5 511 Assistenza tecnica
SCADUTO
27/3/2009 29/5/2009
Regione Puglia PSR 4 410 Ledaer - Strategie di Sviluppo Locale
SCADUTO
24/09/2009 29/01/2010
Regione Puglia PSR 1 111, 114, 121, 122, 123, 124, 132 e 133 Progetti Integrati di Filiera
SCADUTO
15/10/2009 19/03/2010

i Mercati di Campagna Amica in Puglia
Sono 22 i "Mercati di Campagna Amica" stabili in Puglia. Gli indirizzi e i giorni di apertura.



Ha preso il via la prima rete italiana per l’acquisto diretto dagli agricoltori con l’apertura dei mercati di campagna, dove è possibile acquistare a prezzi calmierati inferiori di almeno il 30 per cento, grazie all’accordo tra Coldiretti e le Associazioni di consumatori. E' possibile ottenere un aggiornamento dei prezzi di riferimento dei prodotti agricoli per l'area geografica di interesse attraverso il servizio:

SMS CONSUMATORI

La Coldiretti ha sottoscritto il patto con i rappresentanti delle associazioni dei consumatori (Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori, Casa del Consumatore).
L’accordo prevede che in tutti i “Mercati di Campagna Amica” promossi da Coldiretti si effettui uno sconto di almeno il 30% sul prezzo medio di vendita indicato quotidianamente per la stessa tipologia di prodotto dal servizio “sms consumatori”, attivato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. In questo modo gli imprenditori agricoli garantiranno ai consumatori non solo l’offerta di prodotti stagionali, locali, sicuri e di qualità, ma anche un vantaggio economico rilevante, riducendo i propri prezzi rispetto a quelli praticati dalla distribuzione convenzionale.

In Puglia sono già 22 'I Mercati di Campagna Amica'


Mercato di Campagna Amica Piazza del Ferrarese Bari Piazza del Ferrarese Primo week end di ogni mese
Mercato di Campagna Amica Via P. Amedeo Bari
 
Via Principe Amedeo 145
 
Tutti i giorni
 
Mercato di Campagna Amica Via De Gemmis Bari
 
Via De Gemmis Tutti i giorni
 
Mercato di Campagna Amica Bariblu’ Bari
 
Contrada Cutizza
 
Tutti i week end
 
Mercato di Campagna Amica Bitritto
 
Via Kennedy c.n., Contrada Madonna del Deserto Tutti i giorni
 
Mercato di Campagna Amica Corato
 
Via Giuseppe Carducci 21 - 27
 
Tutti i giorni
 
Mercato di Campagna Amica Sannicandro di Bari
 
Contrada Picone
 
Tutti i sabato
 
Farmers Market 1
 
Taranto
 
C.so Umberto I
 
Tutti i giorni
 
Farmers Market 2 Taranto
 
Via Plinio
 
Tutti i giorni
 
Mercato di Campagna Amica Francavilla
 
Via per Ostuni Km 1700,00
 
Tutti i venerdì
 
Mercato di Campagna Amica Cisternino
 
Strada Pro.le Fasano c/o Cooperativa CAVI Tutti i sabato
 
Mercato di Campagna Amica Brindisi
 
Piazza della Vittoria  Periodo Natalizio
 
Mercato di Campagna Amica Brindisi
 
c/o cooperativa Risveglio Agricolo S.S. 7 Brindisi - Taranto, Brindisi Tutti i sabato
 
Mercato di Campagna Amica Lecce
 
Piazzetta Bottazzi
 
II^ e ultima domenica del mese
Mercato di Campagna Amica Lecce
 
Piazza Ludovico Ariosto 
 
Tutte le domeniche
 
Mercato di Campagna Amica Leverano
 
Via Marche c/o Oleificio Cooperativo della Riforma Fondiaria 3  Quindicinale
 
Mercato di Campagna Amica Copertino
 
Cantina San Giuseppe da Copertino Tutto l’anno
 
Mercato di Campagna Amica Martano
 
Piazzetta A. Gramsci
 
Tutti i venerdì
 
Mercato di Campagna Amica Ruffano
 
Piazza IV Novembre
 
Tutti i sabato
 
Mercato di Campagna Amica
 
Nardò
 
Via per Avetrana - c/o Oleificio Cooperativo di Nardò 4 Tutti i giorni
 
Consorzio Produttori Agroalimentare Pugliese  Foggia
 
Piazza Padre Pio
 
Tutti i giorni
 
Consorzio del Tipico Pugliese  Foggia
 
c/o Aprol Foggia Tratturo Castiglione Tutti i giorni
 

Si tratta di una risposta alle attese dei cittadini che, secondo l’indagine SWG - Coldiretti sulle abitudini alimentari degli italiani nel tempo della crisi economica, hanno indicato che la migliore soluzione per frenare l’aumento dei prezzi è proprio quella di favorire gli acquisti direttamente dal produttore (38 per cento), piuttosto che un intervento pubblico per calmierare i prezzi (30 per cento), perché tagliano le intermediazioni e garantiscono la qualità, la genuinità, la sicurezza e la convenienza. I mercati di campagna amica sono la dimostrazione di come nella forbice dei prezzi tra produzione e consumo ci sono ampi margini da recuperare per garantire acquisti convenienti alle famiglie e sostenere il reddito degli agricoltori” ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “siamo consapevoli che si tratta di una forma di vendita che potrà riguardare solo una fetta limitata del mercato che però, grazie alla maggiore concorrenza, è in grado di svolgere una importante funzione calmieratrice e per questo va diffusa e sostenuta”.

Nel documento Coldiretti si impegna dunque a garantire il rispetto di una serie di codici di comportamento da parte degli agricoltori dei “Mercati di Campagna Amica”, che prevede anche l’espulsione in caso di mancato rispetto delle regole sulle quali vigileranno le associazioni dei consumatori.

I “Mercati di Campagna Amica” sono i mercati esclusivi degli agricoltori che si distinguono dai normali mercati perché a vendere sono solo gli agricoltori che offrono prodotti locali e di stagione (non si trovano ad esempio gli ananas che non sono coltivati in Italia), che non devono percorrere lunghe distanze con mezzi di trasporto costosi e inquinanti prima di giungere in tavola.

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